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Miscellanea Attacco USA in Siria: le vere ragioni di Obama contro Assad

Miscellanea Pubblicato il 6 settembre 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 6 settembre 2013

La politica americana del controbilanciamento: due nemici a morte degli Stati Uniti che non devono mai prevalere l’uno sull’altro.

 

La Commissione Esteri del Senato Usa ha autorizzato il presidente Obama ai raid in Siria. Gli americani hanno dunque deciso per l’attacco.

Obama ha già in mano la lista dei punti da colpire (obiettivi militari, arsenali, armi chimiche). Il 60% degli americani sono contrari all’intervento e, soprattutto, non vogliono che gli USA vadano a impelagarsi nell’ennesimo Vietnam.

Ma qual è la vera ragione per cui gli americani vogliono intervenire?

Lo scopo degli USA sembra essere, semplicemente, quello di punire Assad, ma non ancora quello di rovesciarlo. Gli americani, infatti, non avranno alcun vantaggio dal fatto che i ribelli prevalgano su Assad. Edward Luttwak, politologo e grande esperto di politica estera, sostiene che agli Stati Uniti conviene la situazione di stallo, cioè che la guerra civile continui all’infinito. Si stanno battendo infatti due nemici dichiarati degli americani (Assad e ribelli). La vittoria dell’uno o dell’altro segnerà una sicura sconfitta per gli USA. Quindi, quando Assad sta per prevalere sui ribelli, gli americani devono aiutare i ribelli; quando i ribelli stanno per prevalere su Assad, devono aiutare Assad.

Un controbilanciamento continuo, capace di impedire a tutti e due di vincere.

In questo momento, Assad aveva riconquistato parecchio territorio e l’opposizione ribelle era come paralizzata. Infatti, è contraddittorio che il regime abbia fatto ricorso alle armi chimiche proprio adesso che stava prevalendo e aveva gli ispettori Onu in casa. Quindi l’attuale intervento armato statunitense a favore dei ribelli non servirebbe tanto ad aiutare questi ultimi, quanto piuttosto ad impedire ad Assad di vincere.

La comunità internazionale non è tutta schierata per l’intervento. Ci sono dichiarazioni molto bellicose di francesi e inglesi, mentre tedeschi e italiani sono assai più prudenti.

L’Italia inoltre non concederà l’uso delle basi militari per l’azione contro la Siria senza che vi sia un mandato dell’Onu come ribadito in televisione dal ministro degli esteri Bonino.

Ma, se non hanno il mandato Onu, come fanno gli americani a intervenire? Interverranno, come sempre succede in questi casi, come Nato.


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