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Cosa rischio se assumo una badante senza permesso di soggiorno?

15 Febbraio 2020 | Autore: Marina Moretti
Cosa rischio se assumo una badante senza permesso di soggiorno?

Quali sono le conseguenze per chi assume una badante straniera clandestina?

Hai un genitore anziano molto malato che ha bisogno di assistenza 24 ore su 24. Tu non puoi occupartene perché lavori tutto il giorno ed hai anche un marito e due figli a cui badare. Hai deciso, quindi, di cercare una persona che possa assisterlo a tempo pieno. Una tua collega ti ha suggerito una donna che potrebbe fare al caso tuo. È straniera, parla bene l’italiano ed ha ottime referenze. Il problema, però, è che non ha il permesso di soggiorno e dovresti pagarla “in nero”, quindi senza contributi. Tu non vuoi rischiare di assumere una clandestina che, probabilmente, ti causerà molti problemi con la legge. Quindi, ti domandi: cosa rischio se assumo una badante senza permesso di soggiorno? Facciamo il punto della situazione in questo articolo.

Permesso di soggiorno: cos’è e come richiederlo?

Prima di addentrarci nell’argomento è bene chiarire che il permesso di soggiorno è un documento che autorizza lo straniero a soggiornare in Italia per un determinato periodo di tempo. Il documento va richiesto – entro 8 giorni dall’ingresso nel nostro Paese – all’ufficio immigrazione della Questura (territorialmente competente), allegando i seguenti documenti:

  • copia del passaporto oppure di altro documento equivalente;
  • visto di ingresso in originale;
  • ricevuta di versamento di importo variabile da 40 a 100 euro, a seconda del periodo di validità del permesso;
  • certificato di residenza oppure dichiarazione di ospitalità;
  • nulla osta al lavoro.

Una volta rilasciato, il permesso di soggiorno ha una durata limitata di:

  • 1 anno per un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato;
  • 2 anni per un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Se si vuole continuare a restare in Italia, infatti, occorrerà rinnovarlo almeno 60 giorni prima della scadenza, altrimenti si rischia di essere espulsi dal territorio italiano. Il rinnovo del permesso di soggiorno va richiesto sempre al questore (territorialmente competente) esibendo anche una copia del modulo UniLav.

Sappi, però, che il rinnovo non può:

  • avere una durata superiore a quella del rilascio;
  • essere concesso qualora lo straniero abbia interrotto il soggiorno in Italia per un periodo continuativo di oltre 6 mesi, a meno che tale interruzione non dipenda da obblighi militari oppure da altri gravi e comprovati motivi (ad esempio per motivi di salute).

Attenzione: ci vogliono circa 60 giorni (dalla data di presentazione della richiesta) affinché venga rilasciato il permesso di soggiorno. Durante questo arco di tempo, il lavoratore può comunque soggiornare in Italia e lavorare temporaneamente per un datore di lavoro.

Badante straniera: come viene assunta?

Se la tua intenzione è quella di assumere una badante straniera, sappi che la procedura cambia a seconda che la stessa si trovi:

  • in Italia, con regolare permesso di soggiorno;
  • ancora all’estero, ossia nel suo Paese di provenienza.

Nel primo caso, la procedura di assunzione segue le stesse regole che valgono per i lavoratori italiani. Quindi, per evitare di incorrere in sanzioni particolarmente pesanti, la badante andrà assunta con regolare contratto. Prima, però, è necessario acquisire i documenti necessari, quali ad esempio il permesso di soggiorno.

Successivamente, sarà possibile concordare le condizioni di lavoro, stipulando il contratto in forma scritta e privata.

Nel contratto è importante indicare:

  • i dati anagrafici, sia del datore di lavoro che della badante (avendo cura di allegare anche i documenti di identità e i codici fiscali di entrambi);
  • il livello di inquadramento del rapporto di lavoro;
  • il tipo di retribuzione (se oraria o giornaliera);
  • la durata del contratto;
  • gli orari di lavoro e i giorni di riposo;
  • le mansioni (specificare, ad esempio, se la badante si occuperà di prestare assistenza alla persona anziana, della pulizia della casa ecc.);
  • il luogo di lavoro (nel nostro caso l’abitazione del genitore anziano).

Il contratto poi andrà firmato (dal datore di lavoro e dalla badante) e registrato all’Inps. Fatto questo adempimento, potrai collegarti al sito ufficiale dell’Inps e nella sezione “Servizi per il Cittadino” potrai:

  • verificare i contributi dovuti e il termine di scadenza;
  • modificare i dati del rapporto di lavoro (di comune accordo con il lavoratore);
  • scaricare i bollettini per pagare i contributi (mav), già pre-compilati con i dati e gli importi da pagare.

Nel caso in cui non volessi sottoscrivere un contratto, potrai ricorrere al Libretto Famiglia, composto da titoli di pagamento del valore di 10 euro ciascuno. Per ogni prestazione occasionale di durata non superiore ad 1 ora, il datore di lavoro emetterà un titolo di pagamento. Il libretto si può acquistare tramite l’Inps oppure alle Poste Italiane.

Attenzione però: il limite previsto per il libretto famiglia è di 5.000 euro l’anno.

Badante straniera: se non è ancora arrivata in Italia?

Le cose si complicano ulteriormente quando si intende assumere una badante straniera che si trova ancora nel suo Paese di origine. In tal caso, occorre fare riferimento al Decreto Flussi che ogni anno regola il numero massimo si stranieri ammessi a lavorare in Italia (attualmente la quota massima per il 2019 è di 30.850 unità).

Pertanto, la prima cosa da fare è presentare una domanda di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione della provincia dove la badante presterà attività lavorativa. Le domande devono essere presentate via internet attraverso il sito ufficiale del ministero dell’Interno cliccando nell’apposita sezione “Nulla osta lavoro”.

Alla domanda andranno allegati una serie di documenti:

  • la certificazione da cui si evinca che lo straniero abbia un alloggio adeguato;
  • la proposta di contratto di soggiorno.

Se già conosci la badante che intendi assumere, allora fornirai tutte le sue generalità; altrimenti, potrai incaricare lo Sportello Unico di reperire una persona, iscritta in una apposita lista, che raggiungerà l’Italia.

In caso di accoglimento della domanda, il datore di lavoro sarà convocato per ricevere il nulla osta (valido per 6 mesi) e firmare il contratto di soggiorno che conterrà, in particolare, l’impegno a garantire la disponibilità di un alloggio per il lavoratore, il pagamento delle spese di viaggio (per il suo rientro nel Paese di provenienza), le modifiche del rapporto di lavoro (ad esempio, cessazione, trasferimento, ecc.). Tutta la documentazione sarà poi trasmessa, a cura sello Sportello Unico, alla rappresentanza diplomatico o consolare italiana all’estero.

Una volta espletati questi adempimenti, la badante (che si trova ancora nel suo Paese) potrà richiedere il visto d’ingresso all’autorità consolare del posto che lo emetterà entro 30 giorni da quando ha ricevuto la documentazione da parte delle autorità italiane.

Una volta giunta in Italia, la badante avrà 8 giorni di tempo per richiedere il permesso di soggiorno.

Cosa rischio se assumo una badante senza permesso di soggiorno?

Ed eccoci arrivati alla questione principale. Se vuoi assumere una badante straniera clandestina, cioè priva del permesso di soggiorno (ad esempio, perché non le è stato mai rilasciato oppure non ha provveduto al rinnovo), sappi che commetti un reato, punito dalla legge con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con una multa di 5.000 euro.

La legge, infatti, stabilisce espressamente che è un dovere del datore di lavoro verificare che il suo lavoratore dipendente abbia tutti i requisiti necessari per lavorare regolarmente in Italia.

La pena, inoltre, è aumentata sino alla metà nei seguenti casi:

  • se hai assunto più di tre lavoratori irregolari;
  • se hai assunto dei lavoratori irregolari minorenni;
  • per sfruttamento dei lavoratori.

Supponiamo che tu abbia assunto una badante straniera “in nero” che ad un certo punto inizia a minacciare un’azione legale nei tuoi confronti. Come tutelarti in questo caso? Innanzitutto, devi dimostrare di averle corrisposto una retribuzione altrimenti la badante potrebbe chiederti gli stipendi dal primo all’ultimo mese (con tutti gli interessi) secondo i criteri stabiliti dal contratto collettivo nazionale.

Per il lavoro domestico, tuttavia, non vi è l’obbligo di accreditare lo stipendio sul conto corrente, quindi come prova basteranno le ricevute di pagamento della somma di denaro corrisposta mensilmente.

Inoltre, la badante potrebbe avanzare altre pretese e chiederti in particolare:

  • le differenze retributive che le spettano per tutta la durata del rapporto di lavoro;
  • il Tfr  (trattamento di fine rapporto), sia che la risoluzione del contratto avvenga per licenziamento per giusta causa (ad esempio, la badante ha tentato di avvelenare la persona a cui prestava assistenza), sia per dimissioni volontarie (ad esempio, la badante è tornata al suo Paese);
  • le ferie non godute e i permessi retribuiti, secondo quanto previsto dalla legge;
  • la tredicesima e la quattordicesima;
  • i contributi previdenziali non versati.

Inoltre, per il datore di lavoro che assuma una badante in nero sono previste anche pesantissime sanzioni amministrative:

  • da 1.500 euro a 9.000 euro per ogni lavoratore irregolare che abbia lavorato 30 giorni;
  • da 3.000 euro a 18.000 euro per ogni lavoratore irregolare con un impiego effettivo compreso tra 31 e 60 giorni;
  • da 6.000 euro a 36.000 euro, per ogni lavoratore irregolare con un impiego effettivo superiore ai 30 giorni.

Se poi la badante che hai assunto non ha il permesso di soggiorno i suddetti importi subiranno un aumento del 20%.

In conclusione, la badante – anche se priva del permesse di soggiorno – potrebbe comunque sporgere una denuncia nei tuoi confronti e chiedere tutto quella che le spettava se fosse stata assunta con contratto regolare.

Quindi, anche nel caso in cui la badante si mostri all’inizio ben disposta a non essere messa in regola e chiede di percepire uno stipendio in nero, il consiglio è sempre quello di rifiutare le sue prestazioni e cercare altrove perché, come abbiamo visto, il rischio che corri se assumi una badante senza permesso di soggiorno è troppo alto.


Di Marina Moretti


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