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Il Mein kampf è legale?

20 Gennaio 2020 | Autore:
Il Mein kampf è legale?

Si può acquistare, tenere e leggere il manifesto nazista che espone il pensiero anticomunista ed antisemita di Adolf Hitler?

Una cosa inopportuna non deve per forza essere illegale. Così come, viceversa, qualcosa che non va contro la legge non è sempre opportuna. E siccome il concetto di «opportunità» è sempre soggettivo, meglio restare su quello che dice la normativa, su cui c’è poco da interpretare. Si sa che in Italia, come in altre parti del mondo, resta uno zoccolo duro di popolazione affezionata al fascismo e al nazismo. E che gli episodi di antisemitismo non sono ancora spariti, anzi: il fatto che una superstite di un campo di concentramento debba andare in giro a quasi 90 anni con la scorta non perché senatrice a vita ma perché ebrea, fa capire a che punto siamo. In questo contesto, ci si chiede: si può stampare, vendere e leggere un libro che contiene il credo politico nazista? In altre parole: il Mein kampf è legale?

Parliamo, ovviamente, del saggio scritto da Aldolf Hitler e pubblicato per la prima volta nel 1925, cioè ben prima che il Führer venisse proclamato cancelliere del Reich nel 1933. Un libro che, come vedremo, è stato sostenuto e sponsorizzato da Benito Mussolini con soldi pubblici. All’interno, la filosofia dell’odio di Hitler verso quelli che, secondo lui, erano i mali peggiori del mondo: il comunismo e l’ebraismo. È lecito diffondere questo pensiero, specialmente in un momento delicato come quello attuale in cui si combatte ancora contro l’odio razziale? Mettere sugli scaffali delle librerie o nelle vetrine virtuali di Internet il Mein Kampf è legale?

Come si diceva prima, può essere più o meno opportuno, a seconda del giudizio della gente comune. C’è chi considera che prima di giudicare un’opera, prima di condannarla o di lodarla, bisogna conoscerla. E chi ritiene che sarebbe meglio non alimentare ulteriormente delle menti esaltate evitando di dare loro in pasto la base del pensiero nazista. Al di sopra delle opinioni, però, c’è la legge. Vediamo, quindi, se il Mein kampf è legale in Italia.

Mein kampf: che cos’è?

Circa 800 pagine di pensiero politico per creare il programma del partito nazionalsocialista tedesco. Ecco che cos’è il Mein kampf. Un saggio firmato da Adolf Hitler la cui prima parte venne dettata un centinaio di anni fa dal futuro cancelliere del Reich al compagno di prigionia Rudolph Hess. Entrambi condivisero la cella in Germania dopo il fallito tentativo del colpo di Stato di Monaco del 1923.

Di che cosa parla questo discusso libro? Hitler mostra nel suo volume il modo in cui voleva condurre il popolo tedesco verso il suo «destino storico» attraverso lo sterminio dei due mali del mondo, posti allo stesso livello: il comunismo e l’ebraismo. L’orizzonte della Germania, secondo Hitler, andava allargato ad Est, invadendo la Polonia e la Cecoslovacchia ed arrivando fino alla Russia. Per arrivare a questo, quello che sarebbe diventato il Führer indicava come passaggi inevitabili:

  • la creazione di un socialismo nazionale (il nazionalsocialismo, appunto);
  • la lotta al bolscevismo e agli ebrei;
  • l’affermazione della razza ariana pura e superiore;
  • l’asse con il Regno Unito che evitasse un possibile conflitto su due fronti.

Hitler non esita a definirsi un «Übermensch», cioè il superuomo capace di ogni cosa, anche di essere superiore a sé stesso ed ai suoi impulsi. Addirittura, si pone sullo stesso piano di Gesù nel contrasto agli ebrei, anche se, pur lodando il cristianesimo, lo riteneva «la prima religione a sterminare i suoi avversari in nome dell’amore». Non mancano gli elogi a Mussolini, che Hitler riteneva un riferimento politico.

Il libro ha ispirato anche le leggi razziali: non a caso, Hitler afferma nel Mein kampf che distruggere il debole ed il malato è molto meglio di proteggerli e fornisce, più di ogni altra cosa, lo spazio e la purezza di cui ha bisogno l’uomo forte.

Mein kampf: la pubblicazione in Italia

La prima edizione italiana del Mein kampf è stata pubblicata nel 1934 da Bompiani, dopo che Mondadori si rifiutò di stamparla. La sua distribuzione fu possibile grazie all’appoggio di Mussolini: il Duce pagò in segreto i diritti d’autore del libro con i soldi del ministero degli Esteri. Persino Hitler scrisse una prefazione a questa edizione italiana. Non che Mussolini apprezzasse molto il libro: quello stesso anno lo definì «un mattone leggibile solo dalle persone più colte ed intelligenti».

Il libro ebbe un buon successo (veniva pure regalato ai matrimoni) e Bompiani lo ristampò più volte fino al 1943. Successivamente, è stato pubblicato – tra gli altri – dalla Pegaso, dalle case editrici neofasciste La Bussola di Roma, Homerus di Roma, Campironi di Cologno Monzese e, più recentemente, dalla Thule Italia di Roma.

La prima edizione critica, invece, è datata 2002 ed è quella della Kaos Edizioni, uscita con il titolo Il Mein Kampf di Adolf Hitler. Le radici della barbarie nazista e commentata dal politologo Giorgio Galli.

Mein Kampf: è legale?

In Italia, dunque, la pubblicazione dell’opera di Hitler non è mai stata vietata, visto che negli anni c’è stato un susseguirsi di edizioni. Si può dire, dunque (che lo si ritenga giusto o meno), che avere o leggere il Mein Kampf è legale. Così come lo è negli Stati Uniti, in Francia o in Inghilterra, cioè tre dei Paesi che sconfissero il Führer nella Seconda guerra mondiale.

In Germania, l’edizione del libro è stata vietata a lungo. Il 1° gennaio 2016 sono scaduti i diritti d’autore ed è stato possibile pubblicare delle edizioni commentate.

Il manifesto nazista è disponibile anche in India e in Brasile, ma anche nei Paesi arabi ed in Turchia, dove in una quindicina di anni sono state vendute oltre 30mila copie. Inoltre, è reperibile su Internet.

Ciò non vuol dire che questa libertà di leggere il Mein kampf piaccia a tutti. Dalla Comunità ebraica – non ultima, quella tedesca – si levano ancora delle voci di protesta che chiedono che «sia vietata la distribuzione di un libro sulla propaganda antisemita», origine della peggiore catastrofe della storia dell’Europa.



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6 Commenti

  1. Grazie all’Avv.to Garcìa per un articolo così equilibrato, chiaro seppur “storicamente” difficile… Se dipendesse da me il sig. schicklgruber avrebbe avuto, dopo il suo presunto suicidio nel bunker, ben altro destino… LUI E QUELLI COME LUI… passati presenti futuri! Troppi fantasmi di questo VERME girano ancora sul globo terracqueo. Quousque tandem???…

    1. I vermi sono quelli come te, perchè indistintamente dall’ideale politico condivisibile o meno vietare o contestare la lettura di un libro significa voler tenere il popolo ignorante solo per poterlo manipolare facilmente, le persone hanno il sacrosanto diritto di sapere cosa è successo, farsi le proprie idee e giudicare i fatti senza che arrivi gentaglia come te che pensa di potersi arrogare il diritto di vincolare le opinioni altrui.
      Sicuramente io non sono di sinistra, ma non mi faccio problemi nell’acquistare e leggere libri che raccontano la storia in entrambe le parti, pertanto verme tienilo per quelli come te!!

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