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Come aprire un’agenzia di somministrazione lavoro

3 Giugno 2014 | Autore:
Come aprire un’agenzia di somministrazione lavoro

Tutti i requisiti tecnici, giuridici e finanziari che bisogna avere.

Le Agenzie per il Lavoro sono enti autorizzati dal Ministero del Lavoro a offrire i servizi relativi a domanda e offerta di lavoro. Per poter svolgere questo compito esse devono iscriversi ad apposito Albo Informatico che è diviso in cinque sezioni in base alla tipologia di appartenenza. è infatti possibile distinguere tra:

1 – Agenzie di tipo generalista, che svolgono attività di somministrazione di manodopera, di intermediazione, ricerca e selezione del personale, attività di supporto alla ricollocazione professionale;

Agenzie di somministrazione c.d. specialistiche, perché abilitate alla somministrazione di manodopera per una sola delle attività elencate nell’art. 20 D.Lgs. n. 276/2003;

Agenzie di intermediazione, ossia che svolgono attività di mediazione nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro e quindi, più propriamente, effettuano raccolta dei curricula, preselezione, promozione e gestione dell’incontro tra domanda e offerta, formazione;

Agenzie di ricerca e selezione del personale, che svolgono attività di consulenza finalizzata all’individuazione di candidature idonee a ricoprire posizioni lavorative su specifico incarico del committente;

– e infine Agenzie di supporto alla ricollocazione professionale, che operano su specifico incarico dell’organizzazione committente.

Per iscriversi alla relativa sezione del suddetto Albo, tenuto dal Ministero del Lavoro, occorre richiedere l’autorizzazione al Ministero stesso che la rilascia in via provvisoria entro sessanta giorni dalla richiesta e previa verifica dei requisiti previsti dalla legge.

L’autorizzazione provvisoria ha validità di due anni dal rilascio, dopodiché i soggetti già autorizzati provvisoriamente possono chiedere, entro il termine perentorio di 30 giorni dalla scadenza dell’autorizzazione provvisoria pena la cancellazione dall’Albo [1], l’autorizzazione a tempo indeterminato che viene rilasciata dal Ministero del Lavoro decorsi 90 giorni dalla richiesta previa verifica del rispetto degli obblighi di legge, del contratto collettivo e, in ogni caso, subordinatamente al corretto andamento dell’attività svolta. In attesa del rilascio (o del rifiuto) dell’autorizzazione definitiva è prevista la proroga dell’autorizzazione provvisoria.

Qualora i termini di 60 e 90 giorni sopracitati decorrano inutilmente, la relativa domanda di autorizzazione si intende accettata.

Si segnala altresì che per poter iniziare la relativa attività le Agenzie di lavoro, come sopra descritte, devono altresì seguire un apposito iter di accreditamento regionale, disciplinato dalla legge [2], che consente loro di partecipare alla rete regionale dei Servizi per l’impiego.

Quanto ai requisiti richiesti per ottenere l’autorizzazione all’iscrizione all’Albo e all’esercizio della relativa attività, essi sono previsti dalla legge [3] e prevedono, a titolo esemplificativo, innanzitutto che l’Agenzia di lavoro sia costituita in forma societaria, alternativamente della S.p.a., delle cooperativa o del consorzio di cooperative di diritto italiano o di altro stato dell’Unione Europea oppure, nel caso di Agenzie di ricerca e selezione del personale oppure quelle di supporto alla ricollocazione professionale, anche nella forma delle società di persone. La sede legale o una sua dipendenza deve essere collocata nello territorio italiano o in altro stato della UE. La società deve avere oggetto sociale esclusivo, oppure, nel caso svolga anche altre attività, devono essere presenti distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, così da permettere di conoscere tutti i dati economici-gestionali specifici del settore.

In secondo luogo gli amministratori, direttori generali e quelli muniti di rappresentanza nonché i soci accomandatari delle società non devono aver riportato condanne penali anche non definitive per i reati indicati né misure di prevenzione previste dalla legge.

È prevista la disponibilità di uffici in locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali secondo quanto precisato dalla legge.

La legge richiede poi ulteriori requisiti per l’esercizio delle attività ricomprese nella somministrazione di lavoro a tempo indeterminato [4] quali ammontare minimo di capitale sociale versato variante a seconda del tipo di servizio offerto; svolgimento dell’attività sull’intero territorio nazionale o comunque su un territorio pari ad almeno quattro regioni; regolare contribuzione ai fondi per la formazione e l’integrazione del reddito, il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, il rispetto degli obblighi previsti dal contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile; nel caso di cooperative di produzione e lavoro la presenza di almeno sessanta soci e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione; infine, a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali, la disposizione, per i primi due anni, di un deposito cauzionale di 350.000 euro presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nei territorio nazionale o di altro Stato membro della Unione europea mentre, a decorrere dal terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata da intermediari iscritti nell’elenco speciale di cui all’ articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 non inferiore al 5 per cento del fatturato, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, realizzato nell’anno precedente e comunque non inferiore a 350.000 euro.

Più in particolare poi, per le Agenzie di somministrazione e intermediazione, è previsto che ogni due anni, a partire dal rilascio dell’autorizzazione definitiva, venga svolta la verifica della prevalenza dell’oggetto sociale sulla base dei dati di contabilità analitica che devono essere desumibili da ogni unità operativa, ovvero l’attività oggetto dell’autorizzazione deve riguardare almeno il 50,1 per cento delle attività dell’Agenzia svolte nell’arco dei ventiquattro mesi.

Per ulteriori approfondimenti, in particolare ai decreti e alle circolari cui gli articoli 4, 5 et 6 del D.Lgs. n. 276/2003 sopracitati fanno riferimento, suggerisco di consultare la seguente pagina internet del Ministero del lavoro nella quale sono presenti tutte le informazioni sopra elencate nonché la modulistica per ottenere le relative autorizzazioni all’esercizio dell’attività di somministrazione di lavoro:

http://www.lavoro.gov.it/AreaLavoro/ReteServiziLavoro/domandaOfferta/Pages/Agenzie_lavoro_26042012.aspx


note

[1] Circ. n. 20/2006 del Ministero del Lavoro.

 

[2] Si riporta, per comodità di consultazione, il testo vigente dell’art. 7 D.Lgs. n. 276/2003 che appunto disciplina quanto indicato nel testo dell’articolo.

1. Le regioni, sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, istituiscono appositi elenchi per l’accreditamento degli operatori pubblici e privati che operano nel proprio territorio nel rispetto degli indirizzi da esse definiti ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni, e dei seguenti principi e criteri: a) garanzia della libera scelta dei cittadini, nell’ambito di una rete di operatori qualificati, adeguata per dimensione e distribuzione alla domanda espressa dal territorio; b) salvaguardia di standard omogenei a livello nazionale nell’affidamento di funzioni relative all’accertamento dello stato di disoccupazione e al monitoraggio dei flussi del mercato del lavoro; c) costituzione negoziale di reti di servizio ai fini dell’ottimizzazione delle risorse; d) obbligo della interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro di cui all’articolo 15, nonché l’invio alla autorità concedente di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro; e) raccordo con il sistema regionale di accreditamento degli organismi di formazione. 2. I provvedimenti regionali istitutivi dell’elenco di cui al comma 1 disciplinano altresì: a) le forme della cooperazione tra i servizi pubblici e operatori privati, autorizzati ai sensi delle disposizioni di cui agli articoli 4 , 5 e 6 o accreditati ai sensi del presente articolo, per le funzioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro, prevenzione della disoccupazione di lunga durata, promozione dell’inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati, sostegno alla mobilità geografica del lavoro; b) requisiti minimi richiesti per l’iscrizione nell’elenco regionale in termini di capacità gestionali e logistiche, competenze professionali, situazione economica, esperienze maturate nel contesto territoriale di riferimento; c) le procedure per l’accreditamento; d) le modalità di misurazione dell’efficienza e della efficacia dei servizi erogati; e) le modalità di tenuta dell’elenco e di verifica del mantenimento dei requisiti.

 

[3] Per comodità di consultazione si riporta integralmente il testo dell’art. 5 D.Lgs. n. 276/2003 contenente i requisiti delle Agenzie di somministrazione lavoro che intendono iscriversi all’apposito Albo

1. I requisiti richiesti per l’iscrizione all’albo di cui all’articolo 4 sono: a) la costituzione della agenzia nella forma di società di capitali ovvero cooperativa o consorzio di cooperative, italiana o di altro Stato membro della Unione europea. Per le agenzie di cui alle lettere d) ed e) è ammessa anche la forma della società di persone; b) la sede legale o una sua dipendenza nel territorio dello Stato o di altro Stato membro della Unione europea; c) la disponibilità di uffici in locali idonei allo specifico uso e di adeguate competenze professionali, dimostrabili per titoli o per specifiche esperienze nel settore delle risorse umane o nelle relazioni industriali, secondo quanto precisato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con decreto da adottarsi, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo (2);

d) in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari: assenza di condanne penali, anche non definitive, ivi comprese le sanzioni sostitutive di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni, per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica, per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresì, di sottoposizione alle misure di prevenzione disposte ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o della legge 31 maggio 1965, n. 575, o della legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni; e) nel caso di soggetti polifunzionali, non caratterizzati da un oggetto sociale esclusivo, presenza di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilità analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici; f) l’interconnessione con la borsa continua nazionale del lavoro di cui all’ articolo 15 , attraverso il raccordo con uno o più nodi regionali, nonché l’invio all’autorità concedente, pena la revoca dell’autorizzazione, di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro, tra cui i casi in cui un percettore di sussidio o indennità pubblica rifiuti senza giustificato motivo una offerta formativa, un progetto individuale di reinserimento nel mercato del lavoro ovvero una occupazione congrua ai sensi della legislazione vigente (3); g) il rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 8 a tutela del diritto del lavoratore alla diffusione dei propri dati nell’ambito da essi stessi indicato. 2. Per l’esercizio delle attività di cui all’articolo 20 , oltre ai requisiti di cui al comma l, è richiesta: a) l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a 600.000 euro ovvero la disponibilità di 600.000 euro tra capitale sociale versato e riserve indivisibili nel caso in cui l’agenzia sia costituita in forma coo- perativa; b) la garanzia che l’attività interessi un ambito distribuito sull’intero territorio nazionale e comunque non inferiore a quattro regioni; c) a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali, la disposizione, per i primi due anni, di un deposito cauzionale di 350.000 euro presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nei territorio nazionale o di altro Stato membro della Unione europea; a decorrere dal terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata da intermediari iscritti nell’elenco speciale di cui all’ articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , che svolgono in via prevalente o esclusiva attività di rilascio di garanzie, a ciò autorizzati dal Ministero dell’economia e delle finanze, non inferiore al 5 per cento del fatturato, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, realizzato nell’anno precedente e comunque non inferiore a 350.000 euro. Sono esonerate dalla prestazione delle garanzie di cui alla presente lettera le società che abbiano assolto ad obblighi analoghi previsti per le stesse finalità dalla legislazione di altro Stato membro della Unione europea (4); d) la regolare contribuzione ai fondi per la formazione e l’integrazione del reddito di cui all’articolo 12 , il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, il rispetto degli obblighi previsti dal contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile; e) nel caso di cooperative di produzione e lavoro, oltre ai requisiti indicati al comma 1 e nel presente comma 2, la presenza di almeno sessanta soci e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, e successive modificazioni; f) l’indicazione della somministrazione di lavoro di cui all’articolo 4, comma 1, lettera a), come oggetto sociale prevalente, anche se non esclusivo (5). 3. Per l’esercizio di una delle attività specifiche di cui alle lettere da a) ad h) del comma 3, dell’articolo 20 , oltre ai requisiti di cui al comma 1, è richiesta: a) l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a 350.000 euro ovvero la disponibilità di 350.000 euro tra capitale sociale versato e riserve indivisibili nel caso in cui l’agenzia sia costituita in forma cooperativa; b) a garanzia dei crediti dei lavoratori impiegati e dei corrispondenti crediti contributivi degli enti previdenziali, la disposizione, per i primi due anni, di un deposito cauzionale di 200.000 euro presso un istituto di credito avente sede o dipendenza nel territorio nazionale o di altro Stato membro della Unione europea; a decorrere dal terzo anno solare, la disposizione, in luogo della cauzione, di una fideiussione bancaria o assicurativa o rilasciata da intermediari iscritti nell’elenco speciale di cui all’ articolo 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 , che svolgono in via prevalente o esclusiva attività di rilascio di garanzie, a ciò autorizzati dal Ministero dell’economia e delle finanze, non inferiore al 5 per cento del fatturato, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, realizzato nell’anno precedente e comunque non inferiore a 200.000 euro. Sono esonerate dalla prestazione delle garanzie di cui alla presente lettera le società che abbiano assolto ad obblighi analoghi previsti per le stesse finalità dalla legislazione di altro Stato membro della Unione europea (6); c) la regolare contribuzione ai fondi per la formazione e l’integrazione del reddito di cui all’articolo 12 , il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, il rispetto degli obblighi previsti dal contratto collettivo nazionale delle imprese di somministrazione di lavoro applicabile; d) nel caso di cooperative di produzione e lavoro, oltre ai requisiti indicati al comma 1 e nel presente comma 3, la presenza di almeno venti soci e tra di essi, come socio sovventore, almeno un fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui agli articoli 11 e 12 della legge 31 gennaio 1992, n. 59.

4. Per l’esercizio della attività di intermediazione, oltre ai requisiti di cui al comma 1, è richiesta: a) l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a 50.000 euro; b) la garanzia che l’attività interessi un ambito distribuito sull’intero territorio nazionale e comunque non inferiore a quattro regioni; c) l’indicazione della attività di intermediazione di cui all’articolo 4, comma 1, lettera c), come oggetto sociale prevalente, anche se non esclusivo. 5. Per l’esercizio della attività di ricerca e selezione del personale, oltre ai requisiti di cui al comma 1, è richiesta: a) l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a 25.000 euro; b) l’indicazione della ricerca e selezione del personale come oggetto sociale, anche se non esclusivo. 6. Per l’esercizio della attività di supporto alla ricollocazione professionale, oltre ai requisiti di cui al comma 1, è richiesta: a) l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a 25.000 euro; b) l’indicazione della attività di supporto alla ricollocazione professionale come oggetto sociale, anche se non esclusivo (7). (1) Vedi, anche, il D.M. 23 dicembre 2003 . (2) Per i requisiti di cui alla presente lettera vedi D.M. 5 maggio 2004 . (3) Lettera sostituita dall’articolo 48, comma 2, della Legge 4 novembre 2010, n. 183. (4) Lettera modificata dall’articolo 1, comma 1, del D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251. (5) Così corretto con Comunicato 28 ottobre 2010 (in Gazz. Uff., 28 ottobre 2003, n. 251). (6) Lettera modificata dall’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251. (7) Vedi inoltre l’articolo 2, comma 145, della Legge 23 dicembre 2009, n. 191.

[4] Disciplinata dall’art. 20 del medesimo D.Lgs. n. 276/20034, norma che si riporta integralmente per comodità di consultazione 1. Il contratto di somministrazione di lavoro può essere concluso da ogni soggetto, di seguito denominato utilizzatore, che si rivolga ad altro soggetto, di seguito denominato somministratore, a ciò autorizzato ai sensi delle disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 . 2. Per tutta la durata della missione i lavoratori svolgono la propria attività nell’interesse nonché sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore. Nell’ipotesi in cui i lavoratori vengano assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato essi rimangono a disposizione del somministratore per i periodi in cui non sono in missione presso un utilizzatore, salvo che esista una giusta causa o un giustificato motivo di risoluzione del contratto di lavoro (2). 3. Il contratto di somministrazione di lavoro può essere concluso a termine o a tempo indeterminato. La somministrazione di lavoro a tempo indeterminato è ammessa: a) per servizi di consulenza e assistenza nel settore informatico, compresa la progettazione e manutenzione di reti intranet e extranet, siti internet, sistemi informatici, sviluppo di software applicativo, caricamento dati; b) per servizi di pulizia, custodia, portineria; c) per servizi, da e per lo stabilimento, di trasporto di persone e di trasporto e movimentazione di macchinari e merci; d) per la gestione di biblioteche, parchi, musei, archivi, magazzini, nonché servizi di economato; e) per attività di consulenza direzionale, assistenza alla certificazione, programmazione delle risorse, sviluppo organizzativo e cambiamento, gestione del personale, ricerca e selezione del personale; f) per attività di marketing, analisi di mercato, organizzazione della funzione commerciale; g) per la gestione di call-center, nonché per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali nelle aree Obiettivo 1 di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui Fondi strutturali; h) per costruzioni edilizie all’interno degli stabilimenti, per installazioni o smontaggio di impianti e macchinari, per particolari attività produttive, con specifico riferimento all’edilizia e alla cantieristica navale, le quali richiedano più fasi successive di lavorazione, l’impiego di manodopera diversa per specializzazione da quella normalmente impiegata nell’impresa;

i) in tutti gli altri casi previsti dai contratti collettivi di lavoro nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative (3). i-bis) in tutti i settori produttivi, pubblici e privati, per l’esecuzione di servizi di cura e assistenza alla persona e di sostegno alla famiglia (4). i-ter) in tutti i settori produttivi, in caso di utilizzo da parte del somministratore di uno o piu’ lavoratori assunti con contratto di apprendistato (5). 4. La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore. E’ fatta salva la previsione di cui al comma 1-bis dell’articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368. La individuazione, anche in misura non uniforme, di limiti quantitativi di utilizzazione della somministrazione a tempo determinato è affidata ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da sindacati comparativamente più rappresentativi in conformità alla disciplina di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 (6) (7) (13). 5. Il contratto di somministrazione di lavoro è vietato: a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero; b) salva diversa disposizione degli accordi sindacali, presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione, a meno che tale contratto sia stipulato per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti ovvero sia concluso ai sensi dell’ articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223 , ovvero abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi. Salva diversa disposizione degli accordi sindacali, il divieto opera altresi’ presso unita’ produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione (8); c) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche. 5-bis. Qualora il contratto di somministrazione preveda l’utilizzo di lavoratori assunti dal somministratore ai sensi dell’ articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223 , non operano le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo. Ai contratti di lavoro stipulati con lavoratori in mobilita’ ai sensi del presente comma si applica il citato articolo 8, comma 2, della legge n. 223 del 1991 (9). 5-ter. Le disposizioni di cui al comma 4 non operano qualora il contratto di somministrazione preveda l’utilizzo: a) di soggetti disoccupati percettori dell’indennita’ ordinaria di disoccupazione non agricola con requisiti normali o ridotti, da almeno sei mesi;

b) di soggetti comunque percettori di ammortizzatori sociali, anche in deroga, da almeno sei mesi. Resta comunque fermo quanto previsto dei commi 4 e 5 dell’ articolo 8 del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86 , convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n. 160 ; c) di lavoratori definiti “svantaggiati” o “molto svantaggiati” ai sensi dei numeri 18) e 19) dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008. Con decreto di natura non regolamentare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, si provvede all’individuazione dei lavoratori di cui alle lettere a), b) ed e) del n. 18) dell’articolo 2 del suddetto regolamento (CE) n. 800/2008 (10) (11) (A). 5-quater. Le disposizioni di cui al primo periodo del comma 4 non operano nelle ulteriori ipotesi individuate dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente piu’ rappresentative dei lavoratori e dei datori di lavoro (12). (1) Vedi, anche, il D.M. 23 dicembre 2003 . (2) Comma modificato dall’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del D.Lgs. 2 marzo 2012, n. 24. (3) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 143, lettera a), della Legge 23 dicembre 2009, n. 191. (4) Lettera aggiunta dall’articolo 2, comma 143, lettera b), della Legge 23 dicembre 2009, n. 191. (5) Lettera inserita dalĺ’articolo 1, comma 17-bis, della Legge 28 giugno 2012, n. 92, come modificata dall’articolo 46-bis, comma 1, lettera b), del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni in Legge 7 agosto 2012, n. 134. (6) Comma modificato dall’articolo 1, comma 10. lettera b), della Legge 28 giugno 2012, n. 92. (7) A norma dell’articolo 28, comma 2, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni, in Legge 17 dicembre 2012, n. 221, le ragioni di cui al presente comma, si intendono sussistenti qualora il contratto a tempo determinato, anche in somministrazione sia stipulato da una start-up innovativa per lo svolgimento di attivita’ inerenti o strumentali all’oggetto sociale della stessa. (8) Lettera modificata dall’articolo 2, comma 142, lettera a), della Legge 23 dicembre 2009, n. 191. (9) Comma aggiunto dall’articolo 2, comma 142, lettera b), della Legge 23 dicembre 2009, n. 191. (10) Comma aggiunto dall’articolo 4, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 2 marzo 2012, n. 24. (11) Per l’individuazione dei lavoratori svantaggiati ai fini di quanto previsto dal presente comma vedi il D.M. 20 marzo 2013. (12) Comma aggiunto dall’articolo 4, comma 1, lettera c), del D.Lgs. 2 marzo 2012, n. 24. (13) A norma dell’articolo 1, comma 2, del D.L. 20 marzo 2014, n. 34, non ancora convertito in legge, al presente comma i primi due periodi sono soppressi e al terzo periodo dopo le parole: «della somministrazione» sono inserite le seguenti: «di lavoro». (A) In riferimento alla presente lettera vedi: Circolare INPS 24 luglio 2013, n. 111; Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali 25 luglio 2013, n. 34/2013.


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