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Posso incassare un assegno in contanti?

20 Gennaio 2020
Posso incassare un assegno in contanti?

Come ottenere il pagamento di un assegno senza passare dal conto corrente.

Ti è stato consegnato un assegno e ora hai intenzione di portarlo in banca per cambiarlo. Non intendi depositare la somma sul tuo conto corrente: vorresti piuttosto avere direttamente il denaro in contanti, da conservare nel portafogli e spendere al momento del bisogno. Benché si tratti di una somma consistente, starai attento a non perderla, custodendola eventualmente in una cassaforte di casa.

Così chiedi all’impiegato allo sportello: posso incassare un assegno in contanti? Se vuoi sapere quale risposta ti darà il dipendente non devi far altro che leggere la seguente guida. Qui troverai tutte le istruzioni su come incassare un assegno senza conto corrente o comunque ricevendo l’importo in cash. Ma procediamo con ordine.

Incassare un assegno in nero: si può?

Prima di passare alle istruzioni pratiche, voglio porti una domanda: qual è la ragione per cui ti chiedi se si può incassare un assegno in contanti? Se lo fai perché stai cercando di incassare un assegno in nero hai scelto la strada sbagliata. Non è evitando l’accredito dell’importo sul conto corrente che renderai l’operazione segreta al Fisco. 

Al contrario, proprio la presenza di un assegno (bancario o circolare) e di un intermediario finanziario fa sì che del pagamento resti sempre una traccia scritta. 

Se, dunque, il tuo scopo è nascondere lo scambio di denaro all’Agenzia delle Entrate per non pagare le tasse, devi usare l’unico metodo possibile: i contanti. Ma come già saprai, la legge fissa un limite al trasferimento di contanti che, dal 1° luglio 2020 è pari a 2.000 euro. Ragion per cui, a meno di non voler violare due volte la legge (una per l’uso del cash oltre il limite, l’altra per l’evasione), per importi superiori ai limiti appena indicati non ti resta che optare per pagamenti tracciabili (assegno bancario o circolare non trasferibile, carta di credito, bancomat, bonifico, carta prepagata).

In sintesi: incassare un assegno è un’operazione tracciabile, anche se i soldi non vengono depositati sul conto corrente.

Si può incassare un assegno in contanti?

La legge non ti vieta di incassare un assegno in contanti. Puoi chiedere i contanti a prescindere dall’importo riportato sull’assegno. Trattandosi, infatti, di un’operazione tracciabile – in quanto assistita dalla banca – puoi superare i limiti, appena visti, che la normativa sull’antiriciclaggio impone a tutti gli scambi tra soggetti diversi. 

Tanto per fare un esempio, se l’assegno è di 10mila euro, puoi chiedere la consegna dei contanti senza doverli per forza far transitare da un conto corrente. 

Non sei neanche tenuto a spiegare al cassiere della banca le ragioni per cui preferisci i soldi liquidi all’accredito sul conto, proprio perché, come detto, è un’operazione lecita e tracciabile. 

Anche la stessa Agenzia delle Entrate potrà accertare il trasferimento del denaro con assegno benché il possessore abbia chiesto allo sportello la somma in contanti. È sbagliato, quindi, pensare che il Fisco non possa effettuare alcun controllo sull’operazione.

Si può chiedere di incassare un assegno in contanti sia che si tratti di assegno bancario che di assegno circolare, come abbiamo già spiegato nella guida assegno circolare senza conto corrente: è possibile? 

La banca può chiedermi di aprire un conto corrente per incassare un assegno?

La banca non può neanche obbligarti ad aprire un conto corrente presso di sé per incassare l’assegno. Se così fosse commetterebbe un abuso e tu potresti far ricorso all’Abf, ossia l’Arbitro Bancario Finanziario; si tratta di un organismo di conciliazione cui si può accedere anche con una semplice domanda online e un colloquio in videoconferenza, che ti eviterà la trafila della causa in tribunale. Peraltro, il costo di tale procedura è di poche decine d’euro.

Incassare un assegno su una carta prepagata

Un altro metodo per incassare un assegno, alternativo all’accredito sul conto corrente e alla richiesta di contanti, è tramite una carta prepagata già posseduta o da aprire nel momento stesso in cui si presenta il titolo allo sportello. Questo eviterà sia le spese di tenuta del c/c per chi non ne è titolare, sia i rischi che i contanti comportano ogni volta. 

Quanto tempo per incassare un assegno?

Vediamo ora quali sono i termini di scadenza dell’assegno. Per essere incassato, l’assegno va portato presso una filiale della propria banca o di quella di emissione entro:

  • 8 giorni se emesso “su piazza”, ossia incassabile nel medesimo Comune di emissione;
  • 15 giorni se emesso “fuori piazza” ossia incassabile in un Comune differente da quello di emissione;
  • 20 giorni se emesso in uno Stato Europeo;
  • 60 giorni se emesso in un altro Continente.

La scadenza del termine, però, non implica la perdita del diritto di credito o di ottenere il pagamento. Tuttavia, a termine scaduto, chi ha emesso l’assegno potrebbe revocare l’ordine di pagamento alla propria banca e quest’ultima sarebbe tenuta ad obbedire. Nel qual caso il creditore dovrebbe agire con un pignoramento entro sei mesi dalla data di emissione dell’assegno o un decreto ingiuntivo se decorsi i sei mesi. 



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