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Segreto professionale medico: ultime sentenze

1 Febbraio 2020
Segreto professionale medico: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: segreto professionale del sanitario; codice deontologico; divulgazione senza il consenso dell’interessato; violazione del diritto alla riservatezza; violazione del segreto professionale.

La rivelazione di segreto professionale, prevista e punita dall’articolo 622 c.p., rientra tra i delitti contro la persona e, specificatamente, tra i delitti contro la inviolabilità dei segreti.

E’ punita la condotta di chi avendo notizia per ragione del proprio stato, ufficio, professione o arte, di un segreto lo rivela senza giusta causa oppure lo impiega a proprio o altrui profitto sempre che dal fatto possa derivarne nocumento. Può ricorrere la giusta causa ogni volta che vi sia un interesse preminente che impone o consente al professionista la rivelazione del segreto.

L’obbligo del professionista di fedeltà e di riservatezza non viene meno per il solo fatto che il destinatario della notizia segreta ne sia già a conoscenza, ma è soltanto la «notorietà» in senso proprio della notizia che può escludere che la comunicazione assuma significato penalistico, in quanto viene definitivamente meno il segreto da tutelare. Per maggiori informazioni, leggi le ultime sentenze sul segreto professionale del medico.

Segreto professionale medico

Il medico è legittimato ad impugnare provvedimenti lesivi del diritto alla salute, allorché la lesione si attui nell’ambito della relazione professionale fra l’utente ed il medesimo sanitario o in occasione della stessa, in modo da incidere contemporaneamente sulla sfera personale dell’assistito e su quella propria del sanitario chiamato ad apprestare le sue cure (fattispecie in tema di segreto professionale medico, in occasione dell’emissione da parte della regione, intimata di direttive per l’adozione di un sistema di sorveglianza epidemiologica per i dipartimenti di salute mentale).

T.A.R., (Lazio) sez. I, 10/07/1989, n.1009

Violazione del segreto professionale da parte del medico

In materia di diffamazione commessa con il mezzo della stampa (art. 595 comma 3 c.p.), sussiste l’aggravante del fatto determinato quando la notizia diffusa non consiste – nella fattispecie – nella generica accusa di violazione del segreto professionale da parte del medico, ma si accompagna alla specifica indicazione della rivelazione di malattie ed affezioni (con riferimenti alle stesse cartelle cliniche) attribuita a ciascun paziente, di guisa che nel lettore dell’articolo venga a realizzarsi la concreta rappresentazione di un accadimento nella sua inconfondibile unicità.

Cassazione penale sez. V, 05/06/1996, n.7713

Aspetto particolare del segreto professionale

La disposizione specifica dell’art. 95 legge 22 dicembre 1975 n. 685, in ordine all’anonimato, confermato dal successivo art. 96, di cui può beneficiare colui che fa uso personale non terapeutico di sostanze stupefacenti costituisce un particolare aspetto del dovere deontologico del sanitario del segreto professionale che ha trovato esplicita considerazione nel secondo comma dell’art. 365 c. p. tale disposizione stabilisce un`espressa deroga all’obbligo del referto imposto dal primo comma quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale.

Corte di Cassazione, Sezione 4, Penale, Sentenza, 12/10/1987, n. 10621

Relazione del medico su una visita effettuata tempo prima sul paziente

Il medico che rediga una relazione-dichiarazione su una visita effettuata molto tempo prima su di un paziente (circa un anno) e divulghi tale documento senza il consenso dell’interessato, il quale – tra l’altro – non gliene aveva fatto espressa richiesta, oltre a commettere una grave violazione di una regola deontologica fondamentale, quale è il segreto professionale, viola anche la normativa a tutela della privacy.

Tribunale Milano, Sezione 10, Civile, Sentenza, 8/08/2003, n. 11369

Diffamazione commessa col mezzo della stampa

In materia di diffamazione commessa con il mezzo della stampa (art. 595 terzo comma cod. pen.), sussiste l`aggravante del fatto determinato quando la notizia diffusa non consiste – nella fattispecie – nella generica accusa di violazione del segreto professionale da parte del medico, ma si accompagna alla specifica indicazione della rivelazione di malattie ed affezioni (con riferimenti alle stesse cartelle cliniche) attribuita a ciascun paziente, di guisa che nel lettore dell`articolo venga a realizzarsi la concreta rappresentazione di un accadimento nella sua inconfondibile unicita`.

Corte di Cassazione, Sezione 5, Penale, Sentenza, 7/08/1996, n. 7713

Diritto alla protezione del segreto medico

Il diritto al rispetto della vita privata e il diritto alla protezione del segreto medico, che ne costituisce un aspetto, fanno parte dei diritti fondamentali protetti dall’ordinamento giuridico comunitario.

Corte giustizia UE, 08/04/1992, n.62

Rivelazione del segreto professionale

Il reato di rivelazione di dati sensibili, attinenti la sfera della salute, realizzato da un medico non concorre, ma assorbe per il principio di specialità, il reato di rivelazione di segreto professionale.

Cassazione penale sez. III, 20/04/2011, n.35296

Azienda sanitaria: è soggetta a segreto professionale?

Deve prevalere il diritto della parte danneggiata ad avere un accertamento quanto mai pieno del fatto, senza che ragioni di riservatezza o d’altro genere, possano frapporvisi. Tanto più che non è chiamato a fornire notizie il medico, che, unico, potrebbe invocare il segreto professionale.

E’ invece chiamata la AUSL a esibire un documento ed essa non è tenuta nei confronti del medico ad alcun segreto professionale, perché questo vale, al contrario, a vincolare il professionista nei confronti della committente AUSL. Sicché, quest’ultima, contrariamente a quanto dedotto nell’istanza, non violerà, nell’ottemperare all’ordine di esibizione, alcun segreto professionale, che costituisce obbligo per il solo professionista, che qui non viene in alcun modo interpellato.

Tribunale Arezzo, 31/01/2017, n.123



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