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Esclusione concorso polizia tatuaggio: ultime sentenze

20 Luglio 2022
Esclusione concorso polizia tatuaggio: ultime sentenze

Presenza di un tatuaggio in parti del corpo non coperte dall’uniforme; causa di esclusione dal concorso per il reclutamento di allievi – agenti della Polizia di Stato; idoneità del tatuaggio ad essere indice di personalità abnorme.

Esclusione del candidato dal concorso

È fatto notorio che l’abbigliamento indossato segue i movimenti del corpo nello spazio e che anzi proprio con abbigliamento “corto” (come appunto è un pantalone destinato, ad esempio, a scopi ginnici ovvero ad essere indossato in particolari compiti d’istituto) è più facile che parti scoperte del corpo possano scoprirsi ancora di più, rendendo visibili tratti di pelle non coperti. Tenuto conto di quale doveva essere nella specie la finalità della prova, ossia la verifica della oggettiva visibilità di un tatuaggio ove si fosse indossato abbigliamento d’ordinanza di misura ridotta e così naturalmente suscettibile di scoprire ancora di più, in date circostanze, alcune parti del corpo, è da ritenersi immune da vizi la scelta della commissione giudicatrice di far flettere sulle gambe l’esaminato ovvero di farlo stazionare in posizione seduta.

Nel far questo, traendo le conclusioni della prova effettuata (i.e., la verifica della visibilità o della ancor maggiore visibilità del tatuaggio in questione), non v’è stata da parte della commissione alcuna ‘”valutazione”, quanto piuttosto un oggettivo giudizio d’ordine strettamente “tecnico”‘ (respinto il ricorso di un uomo che chiedeva la riforma della decisione del TAR relativa all’accertamento psico-fisico per l’idoneità al servizio presso una delle forze di polizia italiane. Nello specifico, il candidato contestava la parte del bando di concorso nella parte in cui era prevista l’esclusione di chiunque avesse tatuaggi visibili indossando ogni tipo di uniforme).

Consiglio di Stato sez. II, 08/04/2022, n.2615

Tatuaggio visibile con l’uniforme

Deve ritenersi legittima l’esclusione da un concorso per l’assunzione di commissari della Polizia di Stato, nel caso in cui il candidato presenti un tatuaggio visibile con l’uniforme, anche se lo stesso sia stato completamente rimosso successivamente all’accertamento concorsuale.

Consiglio di Stato sez. IV, 08/06/2021, n.4386

Tatuaggio sul polso sinistro di un candidato

E’ legittimo il provvedimento di esclusione dal concorso pubblico per l’assunzione di allievi agenti della Polizia di Stato, motivato per l’esistenza sul polso sinistro del candidato di un tatuaggio visibile con l’uniforme in via di rimozione, in quanto da essa non coperto, rappresentativo di pulsanti di un apparecchio riproduttore di suoni.

Consiglio di Stato sez. IV, 08/04/2021, n.2825

Quando è illegittima l’esclusione di un candidato per la presenza di un tatuaggio?

È illegittima l’esclusione di un candidato dal concorso per l’accesso nel corpo della polizia penitenziaria conseguente alla mera presenza di un tatuaggio in zona non coperta dall’uniforme, laddove il concorso sia stato indetto in data antecedente all’entrata in vigore del d.lg. n. 172 del 2019.

Consiglio di Stato sez. IV, 01/12/2020, n.7621

Tatuaggio non visibile con l’uniforme: è illegittima l’esclusione dal concorso di Polizia

L’esclusione da un concorso per l’accesso ai ruoli della Polizia di Stato deve essere dichiarata illegittima nel caso in cui, dalla documentazione fotografica allegata al ricorso, si possa evincere che il tatuaggio non appare visibile indossando l’uniforme.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 08/10/2020, n.10164

Il tatuaggio in via di rimozione

Il provvedimento di esclusione da un concorso preordinato al reclutamento di personale della Polizia di Stato è illegittimo qualora sia basato sull’equiparazione della presenza di un tatuaggio in via di rimozione a quella di un tatuaggio tout court, atteso che l’accertamento dei requisiti fisici dei concorrenti deve avvenire avuto riguardo al momento della scadenza del termine di presentazione della domanda della procedura selettiva.

Consiglio di Stato sez. IV, 16/03/2020, n.1884

Legittimità del provvedimento di esclusione dal concorso pubblico

Il provvedimento di esclusione dal concorso pubblico riguardante il reclutamento di allievi agenti della Polizia di Stato per la presenza di un tatuaggio, è legittimo; questo anche se lo stesso è in fase di rimozione, in quanto non deve essere visibile con l’uniforme già al momento del concorso.

Consiglio di Stato sez. IV, 27/01/2020, n.658

Collocazione del tatuaggio in parti del corpo non coperte dall’uniforme

Nell’ambito di un concorso per il reclutamento di allievi – agenti della Polizia di Stato, integra una causa di esclusione la presenza sul corpo del candidato di un tatuaggio che sia collocato nelle parti del corpo non coperte dall’uniforme, dovendosi fare riferimento a tutti i tipi di uniforme utilizzate e/o utilizzabili nell’ambito del servizio.

Consiglio di Stato sez. IV, 03/10/2019, n.6640

Concorso Polizia di Stato: quando il tatuaggio è causa di esclusione?

Il tatuaggio costituisce legittima causa di esclusione dalle procedure concorsuali per l’accesso ai ruoli della polizia di Stato, così come per quelle indette per l’assunzione di personale militare o, comunque, in divisa, solo quando le dimensioni o i contenuti dell’incisione sulla pelle possano essere considerati come elementi rivelatori di una personalità abnorme, ovvero quando il tatuaggio sia oggettivamente deturpante della figura o comunque incompatibile con il possesso della divisa.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 28/01/2019, n.1073

Esclusione dal concorso di polizia penitenziaria

In tema di ammissione al concorso per entrare a far parte del Corpo di Polizia Penitenziaria, il presupposto di fatto costituito dalla presenza di tatuaggi è, di per sé, circostanza neutra, che acquista, tuttavia, una sua specifica valenza, ai fini della esclusione dall’arruolamento, quando essi siano collocati ‘sulle parti del corpo non coperte dall’uniforme’, ovvero siano per natura o sede ‘deturpanti’ o ‘indice di personalità abnorme’. Si tratta di due distinte fattispecie di inidoneità, la prima di carattere autonomo, la seconda composta da due diverse categorie.

La detta visibilità deve presentare una certa evidenza, ovvero deve determinare l’impossibilità del tatuaggio di essere coperto indossando la divisa (nella specie, il Tribunale ha ritenuto che un tatuaggio sul dorso del piede, ormai in fase di rimozione, non costituisce motivo per l’esclusione di una candidata dal corso per agente allievo del Corpo di Polizia Penitenziaria).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 20/11/2019, n.13315

Polizia di Stato: rimozione del tatuaggio

Spetta all’interessato dimostrare che, al momento dell’accertamento svolto dall’Amministrazione, fosse già ultimata la procedura di rimozione del tatuaggio e, conseguentemente, fosse eliminata del tutto la percepibilità visiva del tatuaggio stesso, difettando altrimenti i requisiti psico-fisici per l’assunzione nel corpo della Polizia di Stato.

Consiglio di Stato sez. IV, 17/05/2019, n.2386

Presenza sulla gamba del concorrente di residui di tatuaggio

L’esclusione da un concorso, indetto per l’assunzione nelle Forze dell’ordine, è illegittima laddove sia dovuta alla presenza, sulla gamba del concorrente escluso, di residui di un tatuaggio, già rimosso con tecnica laser e pressoché non visibile con l’uso delle calze.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 13/03/2019, n.3329

La presenza di tatuaggio in una zona del corpo visibile

La presenza di un tatuaggio in zona visibile è sufficiente per giustificare l’esclusione del candidato dal concorso, indipendentemente dal fatto che il tatuaggio in questione possa risultare deturpante o indicativo di personalità abnorme (nel caso di specie, il tatuaggio era di dimensioni non modeste, risultava apposto sul braccio destro ed era ben visibile con la divisa estiva a maniche corte; detta circostanza – è stato riconosciuto – poter costituire un segno di riconoscimento, con possibili controindicazioni per l’espletamento dei variegati e delicati compiti istituzionali cui gli appartenenti della Polizia sono chiamati a svolgere).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 22/09/2016, n.9903

Tatuaggio non copribile con la divisa

E’ legittimo il provvedimento di esclusione dal concorso a posti di vice revisore tecnico di Polizia giudiziaria a carico di una candidata in ragione di un tatuaggio disegnato sul polpaccio della gamba destra e non copribile dalla gonna della divisa.

Consiglio di Stato sez. IV, 01/04/2016, n.1300

Tatuaggio in prossimità dell’articolazione scapolo – omerale destra

La presenza di un tatuaggio ritraente un delfino posizionata in prossimità dell’articolazione scapolo – omerale destra non giustifica “ex se” l’esclusione dalla procedura concorsuale per l’arruolamento nel Corpo di Polizia Penitenziaria.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 04/02/2015, n.2097

Presenza di un tatuaggio: comporta l’esclusione automatica?

Ai fini del giudizio di non idoneità al servizio in polizia, la tabella 1, punto 2, lett. b), dell’art 3 comma 2, d.m. n. 198 del 2003 non prevede un’esclusione automatica dei concorrenti dal concorso, in presenza di un tatuaggio sulla cute, essendo a tal fine necessaria una valutazione circa il carattere deturpante del tatuaggio medesimo o la sua idoneità ad essere indice di personalità abnorme, in virtù del suo contenuto.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 19/05/2010, n.510

Carattere deturpante del tatuaggio

Ai fini del giudizio di non idoneità e della correlata esclusione dal concorso per il conferimento di posti di vice commissario in prova del Corpo di Polizia Penitenziaria, la tabella 1 comma 2, lett. b), d.m. n. 198 del 2003 non prevede un’esclusione automatica dei concorrenti dal concorso, in presenza di un tatuaggio sulla cute, essendo a tal fine necessaria una valutazione circa il carattere deturpante del tatuaggio medesimo o la sua idoneità ad essere indice di personalità abnorme, in virtù del suo contenuto.

Pertanto, stante la non automaticità dell’esclusione dal concorso per la sola presenza sul corpo di un tatuaggio, il provvedimento di esclusione fondato sul semplice riscontro del tatuaggio stesso e sull’accertamento della previsione di una divisa estiva a maniche corte, e il presupposto giudizio di non idoneità sono illegittimi.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 30/06/2009, n.6334

Presenza di tatuaggi: quando non è motivo di esclusione?

In tema di ammissione al concorso ai ruoli della polizia di Stato, è illegittimo il giudizio di inidoneità psicofisica espresso, ai sensi del d.P.R. 23 dicembre 1983 n. 904 (anche come modificato dal d.P.R. n. 273 del 1990), dalla commissione medica e motivato dalla presenza di un tatuaggio figurato sul corpo dell’interessato, senza aver accertato se a causa del tatuaggio la figura del candidato risulti deturpata ovvero se dalla forma e dalle dimensioni delle figure incise sulla pelle può attribuirsi allo stesso una personalità abnorme (nella specie i tatuaggi, di pochi millimetri e raffiguranti simboli di buona sorte, erano situati sul polso e poco sopra le ginocchia, celati, il primo, dall’uso dell’orologio, i secondi, dal vestiario).

Consiglio di Stato sez. VI, 04/04/2007, n.1520



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2 Commenti

  1. Gent.mo avvocato,

    sa dirmi se la presendenza di un tatuaggio sul braccio destro (visibile) può essere motivo di esclusione per concorsi nelle agenzie fiscali? Mi riferisco all’agenzia delle entrate e all’agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

    Rimango in attesa di un suo gentile riscontro

    Alessandro

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