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Visita fiscale con certificato medico per maternità a rischio

20 Gennaio 2020 | Autore:
Visita fiscale con certificato medico per maternità a rischio

Anticipazione del periodo di congedo di maternità per patologie, complicazioni o condizioni di lavoro problematiche: sono previsti controlli medici?

Normalmente, il congedo per maternità della lavoratrice madre va dai 2 mesi prima del parto ai 3 mesi successivi. Usufruendo della flessibilità, è possibile non solo fruire del congedo per un mese prima della nascita e per i 4 mesi seguenti, ma anche beneficiare di tutti i 5 mesi del congedo successivamente al parto, qualora il medico specialista del SSN o con esso convenzionato e il medico aziendale competente attestino che non sussistono pregiudizi per la madre e per il bambino.

In alcune particolari situazioni, però, il congedo per maternità può essere anticipato [1], ad esempio quando sorgono complicazioni della gravidanza o quando le condizioni di lavoro possono mettere in pericolo la salute della gestante e del nascituro. In questi casi passa la visita fiscale con certificato medico per maternità a rischio?

In merito ai controlli medici effettuati in caso di anticipazione del congedo di maternità, è bene sapere che l’interdizione anticipata non può essere disposta direttamente dal datore di lavoro, ma, a seconda delle motivazioni per la quale la si richiede, è necessario un provvedimento dell’Asl, o dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Non basta il certificato di gravidanza a rischio emesso dal medico curante. Ma procediamo con ordine.

Quando si può chiedere il congedo di maternità anticipato?

L’anticipazione del congedo per maternità può essere richiesta per:

  • gravi complicazioni della gravidanza, o persistenti forme morbose che possono essere aggravate dalla gravidanza; in questi casi, l’interdizione al lavoro non può essere parziale;
  • condizioni di lavoro o ambientali che possono compromettere la salute della donna e del nascituro; le condizioni di lavoro non si riferiscono solo alle mansioni svolte, ma anche al contesto ambientale nel quale è effettuata la prestazione lavorativa;
  • svolgimento di lavori faticosi o insalubri, o che espongono la lavoratrice madre ad un rischio per la sicurezza e la salute, se la stessa non può essere spostata ad altre mansioni; rientra tra i lavori faticosi, pericolosi ed insalubri l’assistenza a soggetti con grave disabilità psico-fisica, da parte di lavoratrici di una cooperativa sociale [2].

In presenza di una di queste condizioni, la lavoratrice non può astenersi dal servizio autonomamente, ma deve richiedere l’anticipazione del congedo previa presentazione della certificazione medica. Successivamente, l’organo competente dispone l’interdizione dal lavoro fino all’inizio del normale congedo di maternità.

La disciplina dell’interdizione dal lavoro anticipata è applicabile anche alle lavoratrici a domicilio.

Domanda di congedo per maternità anticipato

Per poter usufruire dell’anticipazione dell’astensione dal lavoro, come osservato, la lavoratrice deve richiedere un apposito provvedimento dell’Asl o dell’Ispettorato territoriale del lavoro: senza provvedimento di interdizione, il datore di lavoro non può disporre autonomamente l’anticipo del congedo della lavoratrice. In alcuni casi può inviare la domanda il datore di lavoro stesso.

Nel dettaglio, il provvedimento d’interdizione va richiesto:

  • dalla lavoratrice, in caso di gravi complicazioni della gravidanza o persistenti malattie che possono essere aggravate dalla gestazione; la lavoratrice deve inviare una specifica domanda alla Asl, corredata del certificato medico di gravidanza, attestante le condizioni; l’Asl decide secondo le risultanze dell’accertamento medico, entro 7 giorni dalla ricezione della documentazione completa; decorsi i 7 giorni, la domanda si considera accolta comunque;
  • dalla lavoratrice o dal datore di lavoro, in caso di condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, o di attività pericolosa faticosa o insalubre; la domanda deve essere inviata all’Ispettorato territoriale del lavoro; nello specifico, è necessaria una dichiarazione del datore di lavoro dalla quale risulti in modo chiaro, sulla base di elementi tecnici attinenti all’organizzazione aziendale, l’impossibilità di spostare la lavoratrice ad altre mansioni; l’Itl può:
  • effettuare direttamente le verifiche necessarie e delegare all’Asl competente gli opportuni accertamenti di carattere sanitario;
  • prescindere dall’acquisizione di un parere medico e svolgere direttamente gli accertamenti; se è richiesto l’accertamento medico, questo è vincolante;
  • disporre immediatamente l’astensione dal lavoro, ferma restando la possibilità di disporre accertamenti successivamente.

Anche in questo caso, decorsi 7 giorni dalla ricezione della documentazione completa, la domanda si considera accolta.

Quando inizia il congedo per maternità anticipato?

In caso di gravi complicazioni della gravidanza o persistenti malattie che possono essere aggravate dalla gestazione, la decorrenza dell’interdizione parte dalla data di inizio dell’astensione dal lavoro.

In caso di condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli, o di attività pericolosa faticosa o insalubre, la decorrenza dell’interdizione parte dalla data del provvedimento d’interdizione dell’Itl.

Quando passa la visita fiscale per gravidanza a rischio?

Nel periodo precedente alla visita di controllo, quindi nei 7 giorni previsti dalla notifica della richiesta alla concessione della gravidanza anticipata, la lavoratrice non è esonerata dalla visita fiscale.

Una volta effettuati gli accertamenti sanitari dall’Asl competente, la lavoratrice non può essere sottoposta a visita fiscale, in quanto non considerata in malattia.


note

[1] Artt. 17 e 87, Co. 1, D.Lgs. 151/2001.

[2] Nota Min. Lav. n. 6165/2011.


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