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Arbitro di calcio: ultime sentenze

1 Febbraio 2020
Arbitro di calcio: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: arbitro di una partita di calcio; presupposti per sospendere in via cautelare i provvedimenti con cui un arbitro di calcio; comitato nazionale dell’Associazione italiana arbitri.

Arbitro di calcio: la giurisdizione della Corte dei Conti

Sussiste la giurisdizione della Corte dei Conti se l’arbitro di calcio incorre in responsabilità contabile per illecito, atteso che il direttore di gara è investito di fatto di una attività avente connotazioni e finalità pubblicistiche, se non altro in quanto inserito, a pieno titolo, nell’apparato organizzativo e nel procedimento di gestione dei concorsi pronostici da parte del CONI.

Cassazione civile sez. un., 09/01/2019, n.328

Svolgimento dell’attività di arbitro durante il congedo per malattia

Deve considerarsi legittima la sanzione disciplinare irrogata all’agente di polizia di stato nel caso in cui lo stesso, durante il congedo per malattia, ha svolto più volte l’attività di arbitro in competizioni sportive calcistiche, in quanto suddetti reiterati episodi denotano chiaramente l’assenza di decoro richiesto agli appartenenti ai ruoli dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, in ragione del dovere di essere un esempio di serietà e rettitudine nell’espletamento della propria attività professionale.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 27/08/2018, n.2014

Lesioni derivanti dalle condizioni del terreno di gioco

L’arbitro di una partita di calcio non è titolare di una posizione di garanzia in ordine all’incolumità fisica dei calciatori e dei guardalinee per le lesioni derivanti dalle condizioni del terreno di gioco in quanto gli artt. 60 e 64 delle Norme organizzative interne della Federazione Italiana Giuoco Calcio, che attribuiscono all’arbitro la facoltà di disporre la sospensione o il rinvio della partita, si riferiscono soltanto alla valutazione circa la possibilità di disputare la partita a causa degli eventi atmosferici o di ragioni di ordine pubblico che possano ostacolare o impedire il regolare svolgimento del gioco.

(Fattispecie nella quale la S.C. ha escluso la responsabilità dell’arbitro per le lesioni patite da un calciatore a causa di un avvallamento del terreno di gioco nascosto da una pozzanghera di acqua piovana).

Cassazione penale sez. IV, 31/01/2018, n.9160

Dismissione dai ruoli di un arbitro di calcio

Va accolto, in quanto l’impugnazione appare fornita del prescritto “fumus boni iuris”, soprattutto con riguardo alla carenza di giurisdizione del giudice amministrativo, rispetto alla valutazione tecnica resa dall’amministrazione, l’appello proposto avverso l’ordinanza con cui erano stati sospesi in via cautelare i provvedimenti che avevano disposto la dismissione dai ruoli di un arbitro di calcio.

Consiglio di Stato sez. VI, 14/10/2009, n.5151

Selezione degli arbitri da dismettere

Sussistono i presupposti per sospendere in via cautelare i provvedimenti con cui un arbitro di calcio è stato dismesso dai ruoli, qualora la previa valutazione tecnica sul suo operato, ancorché in presenza di una pianta organica esuberante rispetto alle effettive esigenze del settore arbitrale, non sia riferita ad un arco temporale congruo (nella specie, il collegio giudicante ha ritenuto illegittima la selezione degli arbitri da dismettere, in quanto fondata sul criterio del mancato svolgimento di attività nell’anno immediatamente precedente al ridimensionamento dell’organico).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 06/08/2009, n.3891

Controversia promossa da un arbitro di calcio: giurisdizione

Non sussiste la giurisdizione amministrativa in relazione alla controversia promossa da un arbitro di calcio, il quale impugni i provvedimenti dell’Associazione italiana arbitri che l’avevano inserito nel ruolo degli arbitri fuori quadro, trattandosi di questione del tutto interna alla giustizia sportiva.

Consiglio di Stato sez. VI, 17/04/2009, n.2333

Arbitri abilitati a dirigere gare delle serie maggiori

Va respinto, in considerazione dell’incontestata sussistenza di una lacuna procedimentale, l’appello proposto avverso l’ordinanza con cui era stata concessa la tutela cautelare in favore di un arbitro di calcio, nei confronti del quale il comitato nazionale dell’Associazione italiana arbitri aveva disposto la dismissione dai ruoli degli arbitri abilitati a dirigere gare delle serie maggiori.

Consiglio di Stato sez. VI, 03/02/2009, n.559

Accoglimento della domanda cautelare proposta da un arbitro di calcio

Va accolta, ai fini della rinnovazione del procedimento, la domanda cautelare proposta da un arbitro di calcio, nei confronti del quale il comitato nazionale dell’Associazione italiana arbitri ha disposto la dismissione dai ruoli degli arbitri abilitati a dirigere gare delle serie maggiori, in mancanza della prescritta proposta del competente organo tecnico.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 19/12/2008, n.6016

Provvedimenti dell’Associazione italiana arbitri

Non sussiste la giurisdizione amministrativa in relazione alla controversia promossa da un arbitro di calcio, il quale impugni i provvedimenti dell’Associazione italiana arbitri che l’avevano inserito nel ruolo degli arbitri fuori quadro, nonché il lodo con cui la Camera di conciliazione e arbitrato per lo sport aveva dichiarato inammissibile l’istanza di arbitrato promosso avverso detti provvedimenti, chiedendo l’accertamento del proprio diritto ad essere riammesso tra gli arbitri effettivi, abilitati a dirigere gare di serie A e B o, quantomeno, tra quelli abilitati a dirigere gare di serie C.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 05/11/2007, n.10911

Divieto ad un arbitro di calcio di accesso nello stadio comunale

La condotta del sindaco di un comune che, a seguito di una discussione privata, fa assoluto divieto ad un arbitro di calcio di accedere a qualsiasi titolo e per qualsiasi motivo ed a tempo indeterminato nello stadio comunale, pur se affetta da grave sviamento di potere, essendo solo genericamente illegale, non può qualificarsi come attività viziata da violazione di legge idonea ad integrare il reato di abuso di ufficio ai sensi dell’art. 323 c.p.

Cassazione penale sez. VI, 03/04/2002, n.6600



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