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Contratto di formazione lavoro: ultime sentenze

31 Gennaio 2020
Contratto di formazione lavoro: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: contratto di formazione e lavoro; difformità tra gli obblighi contrattuali e il concreto svolgimento del rapporto; trasformazione del rapporto di formazione e lavoro; periodo di formazione e lavoro e anzianità di servizio.

Contratto di formazione e lavoro

In tema di contratto di formazione e lavoro, la difformità tra gli obblighi contrattuali e il concreto svolgimento del rapporto di lavoro costituisce inadempimento che non è sanzionabile con la conversione del rapporto di lavoro nel caso in cui non risulti compromessa la funzione del contratto, che è quella di favorire l’acquisizione di conoscenze specifiche e l’inserimento nell’organizzazione aziendale funzionale all’accesso nel mondo del lavoro (respinta, nella specie, la richiesta di un lavoratore di conversione del contratto di formazione lavoro in contratto subordinato a tempo indeterminato per inadempimento degli obblighi formativi.

Nella specie, il lavoratore aveva sottoscritto il contratto di formazione e aveva altresì apposto una firma per ricevuta di copia del progetto di formazione, inoltre era stato depositato in atti l’attestato di avvenuta formazione, inviato al lavoratore, la scheda di addestramento e i moduli di rilevazione recanti la firma del lavoratore).

Cassazione civile sez. lav., 23/09/2019, n.23574

Nullità del termine del contratto di formazione e lavoro

Il contratto di formazione e lavoro, pur dotato di una propria autonomia funzionale in quanto caratterizzato da una causa complessa comprensiva di una finalità di formazione del lavoratore, costituisce pur sempre una specie del più ampio genere del contratto a tempo determinato; pertanto, applicare l’art. 32 della L. 183/2010 con riferimento alle sole ipotesi di conversione per illegittimità del termine ai sensi del D.Lgs. n. 368 del 2001 creerebbe una ingiustificata disparità di trattamento tra datori di lavoro, alcuni di essi vedendo contenute le conseguenze risarcitorie nel perimetro dell’indennità ex art. 32, comma 5, L. n. 183 del 2010 (e cioè di una somma compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto) ed altri, sebbene anch’essi parti di rapporti a tempo determinato, risultando esposti alla disciplina di diritto comune.

Corte appello Bari sez. lav., 13/05/2019, n.707

Retribuzione dei medici specializzandi: contratto di formazione lavoro

Non può trovare accoglimento la domanda dei medici volta ad ottenere la declaratoria di sussistenza di un rapporto di formazione e lavoro di tipo subordinato con l’Università e la conseguente condanna al pagamento delle dovute differenze tra quanto percepito a titolo di borsa di studio e quanto dovuto a titolo retributivo assumendo come parametro di riferimento il C.C.N.L. del SSN: l’attività svolta dai medici iscritti alle scuole di specializzazione universitarie, infatti, costituisce una particolare ipotesi di contratto di formazione lavoro, oggetto di specifica disciplina, rispetto alla quale non può essere ravvisata una relazione sinallagmatica di scambio tra la suddetta attività e la remunerazione prevista dalla legge a favore degli specializzandi, in quanto tali emolumenti sono destinati a sopperire alle esigenze materiali per l’impegno a tempo pieno degli interessati nell’attività rivolta alla loro formazione e non costituiscono, quindi, il corrispettivo delle prestazioni svolte, le quali non sono rivolte ad un vantaggio per l’università, ma alla formazione teorica e pratica degli stessi specializzandi e al conseguimento, a fine corso, di un titolo abilitante.

Corte appello Bari sez. lav., 30/04/2019, n.942

Trasformazione del rapporto di formazione in rapporto a tempo indeterminato

In caso di trasformazione del rapporto di formazione e lavoro in rapporto a tempo indeterminato il periodo di formazione e lavoro deve essere computato nell’anzianità di servizio, mira a realizzare un’equiparazione, di carattere generale, tra periodo di formazione e periodo di lavoro ordinario, senza, tuttavia, integrare un’immotivata e irrazionale interferenza del legislatore rispetto alle prerogative delle parti collettive in materia di trattamento retributivo, poiché assolve, per ragioni di interesse generale, ad una funzione di coordinamento delle discipline e di riequilibrio delle posizioni in favore della parte debole del rapporto.

Corte appello Napoli sez. VII, 12/06/2018, n.2857

Diritto del lavoratore al riconoscimento degli scatti di anzianità

In caso di prestazione di lavoro con contratto di formazione e successiva  stipula del contratto di lavoro a tempo indeterminato deve riconoscersi il diritto del lavoratore a vedersi riconosciuti gli aumenti periodici di anzianità, decorrenti dal primo giorno successivo al compimento del biennio di formazione e lavoro nell’anzianità di servizio, con conseguente obbligo della società datrice di lavoro di corrispondere al proprio dipendente le differenze retributive maturate, a titolo di maggiore anzianità di servizio.

Tribunale Roma sez. lav., 14/03/2018, n.1969

Contratto di formazione-lavoro: remunerazione

Non è inquadrabile nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato, né del lavoro autonomo l’attività svolta dai medici iscritti alle scuole di specializzazione universitarie, che costituisce una particolare ipotesi di “contratto di formazione-lavoro”, oggetto di specifica disciplina, rispetto alla quale non può essere ravvisata una relazione sinallagmatica di scambio tra la suddetta attività e la remunerazione prevista dalla legge a favore degli specializzandi, in quanto tali emolumenti sono destinati a sopperire alle esigenze materiali per l’impegno a tempo pieno degli interessati nell’attività rivolta alla loro formazione, e non costituiscono, quindi, il corrispettivo delle prestazioni svolte, le quali non sono rivolte ad un vantaggio per l’università, ma alla formazione teorica e pratica degli stessi specializzandi ed al conseguimento, al fine corso, di un titolo abilitante.

Corte appello Roma sez. lav., 05/03/2018, n.307

Attività di formazione: remunerazione e versamenti contributivi

La direttiva n. 93/16/CEE conferma che per l’attività di formazione degli specializzandi in medicina deve essere corrisposta un’adeguata remunerazione (il cui ammontare non è però definito dalla normativa comunitaria in materia), ma nulla impone agli Stati membri con specifico riferimento alla necessità di garantire agli specializzandi: (a) la stipula, all’atto dell’iscrizione, di un contratto annuale di formazione rinnovabile di anno in anno per l’intera durata del corso; (b) un trattamento economico di miglior favore rispetto alla remunerazione corrisposta; (c) i versamenti contributivi; (d) la copertura assicurativa; (e) la conformazione della categoria dei medici specializzandi a quella dei lavoratori alle dipendenze dell’amministrazione sanitaria.

Tribunale Roma sez. II, 22/02/2018, n.3946

Lavoratore pubblico assunto con contratto di formazione

Nell’impiego pubblico contrattualizzato, ai sensi del combinato disposto degli artt. 36 del d.lg. n. 165 del 2001 (nel testo antecedente alle modifiche apportate dalla legge n. 244 del 2007) e dell’art. 3, comma 5, del d.l. n. 726 del 1984, qualora il lavoratore assunto con contratto di formazione e lavoro venga assegnato a mansioni diverse e superiori rispetto a quelle indicate nel contratto, ferma la nullità dell’assegnazione, trova applicazione l’art. 52, comma 5, dello stesso d.lg. sicché il lavoratore avrà diritto a percepire il trattamento retributivo fondamentale previsto dal contratto collettivo per la qualifica corrispondente alla prestazione resa.

Cassazione civile sez. lav., 05/01/2018, n.157

Sgravi contributivi per assunzioni con contratti di formazione lavoro

In tema di sgravi contributivi fruiti per assunzioni con contratti di formazione lavoro, la regola “de minimis” costituisce un’eccezione alla generale disciplina relativa al divieto degli aiuti di Stato, stabilendo una soglia di aiuto al di sotto della quale la disciplina restrittiva contenuta nel trattato CE è inapplicabile; ne consegue che le specifiche condizioni concretizzanti l’applicabilità di tale regola costituiscono elementi costitutivi del diritto a beneficiare dello sgravio contributivo, che, come tale, deve essere provato dal soggetto che lo invoca, il quale è tenuto a dimostrare, non solo, che l’importo chiesto in recupero ed oggetto del singolo procedimento sia inferiore a tale soglia, ma anche l’ammontare massimo totale dell’aiuto rientrante nella categoria “de minimis” su un periodo di tre anni a decorrere dal momento del primo aiuto, comprendendovi qualsiasi aiuto pubblico accordato, sotto qualunque forma.

Cassazione civile sez. lav., 12/06/2017, n.14574

Computabilità ai fini dell’anzianità di servizio

Il principio di legge secondo il quale in caso di trasformazione del rapporto di formazione e lavoro in rapporto a tempo indeterminato, ovvero nel caso di assunzione a tempo indeterminato, con chiamata nominativa, entro dodici mesi dalla cessazione del rapporto di formazione e lavoro, il periodo di formazione e lavoro deve essere computato nell’anzianità di servizio, opera anche quando l’anzianità sia presa in considerazione da discipline contrattuali ai fini dell’attribuzione di emolumenti che hanno fondamento nella sola contrattazione collettiva.

Tribunale Roma sez. I, 02/05/2017, n.3995

Lavoratori con contratto di formazione e lavoro e lavoratori con contratto a tempo indeterminato

In materia di disciplina dei contratti di formazione e lavoro, non violano il comma art. 3 d.l. n. 726 del 1984, conv. dalla l. n. 863 del 1984, né introducono un trattamento discriminatorio, le clausole della contrattazione collettiva nazionale che, nel contesto di una riforma degli istituti contrattuali della retribuzione, distinguono i lavoratori con contratto di formazione e lavoro in corso dal personale già in servizio con rapporto a tempo indeterminato, equiparando i primi al personale di nuova assunzione ai limitati fini della attribuzione di nuove voci salariali aziendali, senza incidere sulla conservazione dell’anzianità di servizio.

Cassazione civile sez. lav., 12/10/2016, n.20547

Trattamento retributivo e stabilizzazione del rapporto

In materia di trasformazione del rapporto di formazione e lavoro in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, è valida la previsione, introdotta in sede di contratto collettivo, di un salario di ingresso (cosiddetto prolungato) in deroga all’art. 3 d.l. n. 726 del 1984, convertito dalla legge n. 863/1984, in quanto il minore trattamento retributivo si giustifica per la oggettiva delimitazione di carattere temporale e per la finalità di incentivare la stabilizzazione del rapporto.

Cassazione civile sez. lav., 25/09/2015, n.19028

Cessazione del rapporto di formazione e lavoro

La disposizione contenuta nel D.L. 30 ottobre 1984, n. 726, art. 3, commi 5 e 12, convertito, con modificazioni, nella L. 19 dicembre 1984, n. 863, secondo cui in caso di trasformazione del rapporto di formazione e lavoro in rapporto a tempo indeterminato ovvero nel caso di assunzione a tempo indeterminato, con chiamata nominativa, entro dodici mesi dalla cessazione del rapporto di formazione e lavoro, il periodo di formazione e lavoro deve essere computato nell’anzianità di servizio, opera anche quando l’anzianità è presa in considerazione da discipline contrattuali ai fini dell’attribuzione di emolumenti che hanno fondamento nella sola contrattazione collettiva, come nel caso degli aumenti periodici di anzianità di cui all’art. 7, lett. c), dell’accordo nazionale 11 aprile 1995, riprodotto senza modifiche nel successivo art. 7, lett. c), dell’accordo nazionale 27 novembre 2000 per i dipendenti di aziende di trasporto in concessione.

Cassazione civile sez. lav., 14/09/2015, n.18045



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