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Plagio musicale: ultime sentenze

31 Gennaio 2020
Plagio musicale: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: diritto d’autore; plagio di opera musicale; elementi decisivi per l’accertamento del plagio; comune linguaggio musicale; intenzione dei compositori.

Plagio musicale: quando si configura?

Il plagio musicale si concreta nel caso in cui avvenga una volontaria appropriazione degli elementi creativi di un’altrui opera di musica. La musica leggera è priva dei requisiti di complessità e originalità per diversi motivi e precisamente perché la forma è composta da strofe e ritornelli, l’armonia è di ambito tonale non elevato, la timbrica fa ricorso a strumenti elettronici con effetti di colore, la melodia è di facile intonazione e memorizzazione. Si tratta, quindi, di semplici e ricorrenti elementi che da un lato possono conferire originalità a semplici varianti, dall’altro consentono ampi margini di analogie solo occasionali.

In sostanza si deve ritenere acquisito il principio che nel giudicare un’ipotesi di plagio nel campo della musica “non impegnata” si possono accertare elementi di originalità e di difformità anche in un contesto ricco di banalità e di interferenze.

Tribunale Milano, 10/02/2009

Plagio di un’opera musicale: quando si esclude?

L’accertamento di plagio musicale non può prescindere da un accertamento del carattere creativo e originale del brano asseritamente plagiato. È quindi pacifico il principio della non tutelabilità dell’opera musicale, qualora la stessa utilizzi elementi già acquisiti e appartenenti al comune linguaggio musicale.

Corte appello Milano, 27/03/2018, n.1551

Plagio musicale: motivazioni

La composizione musicale “Quale senso abbiamo noi”, interpretata da Z.F., non costituisce plagio parziale dell’opera precedente altrui “Take me to the sunshine” (già “Sunshine”), nonostante la coincidenza di un frammento musicale melodico, un ritornello di tre battute (cinque note) in quanto: a) non sussiste la creatività, intesa come originalità e novità oggettiva, del frammento dell’opera anteriore di cui si assume il plagio, in quanto anticipata da numerose composizioni preesistenti, anche notissime (per esempio, “Dancing Queen” degli A.) e di musica classica, sottoposte all’esame del c.t.u., nel contraddittorio delle parti, legittimamente, anche dopo il decorso dei termini di cui all’art. 183 c.p.c.; b) i due brani differiscono comunque quanto alla componente armonica, dirimente nella determinazione dell’intenzione dei compositori, in quanto quello di Z. appartiene al “pop melodico” ed è inserito in una strofa per il resto del tutto diversa da quella dell’opera anteriore, riconducibile alla “dance music”.

Tribunale Milano, 15/03/2018

Combinazione tra le note del pentagramma

Le possibilità di combinazione tra le note del pentagramma, soprattutto quando si tratta di musica tonale, non sono illimitate ed è possibile che una linea o uno spunto melodico, anche al di là dell’intenzione del suo autore, si presenti simile od analogo a quello presente in altra composizione.

Tribunale Roma, 22/01/2001

Ripresa della successione di note del ritornello

Il riconoscimento della natura contraffattoria del ritornello di una composizione musicale rispetto ad altra composizione si può fondare sulle seguenti considerazioni: a) i due ritornelli presentano una successione di note del tutto somigliante (con conseguente netta equivalenza di larga parte della struttura melodica); b) la ripresa della successione di note del ritornello della prima composizione caratterizza proprio il ritornello della seconda composizione e, cioè, inerisce in entrambe le canzoni, al loro nucleo centrale, quello maggiormente idoneo, nel settore della musica leggera, a contraddistinguere il brano e ad imprimersi nella memoria degli ascoltatori; c) la diversità prevalentemente ritmica dei due ritornelli, ancorché inerente ad uno dei principali elementi costitutivi dell’opera musicale, non è di per sé sufficiente,in assenza del rilevante concorso degli altri elementi(melodia e armonia), a conferire al ritornello il carattere della creatività.

Tribunale Milano, 06/08/2008, n.10096

Plagio musicale: la delibazione da parte del giudice

La pronuncia del giudice italiano che, accertato il verificarsi di un plagio musicale, inibisca, ex art. 156 della legge 22 aprile 1941, n. 633, al responsabile dello stesso ed ai cessionari dei diritti di utilizzazione economica della canzone costituente plagio, l’ulteriore sua diffusione, esplica la propria efficacia all’interno del territorio nazionale, ma può comunque avere esecuzione anche in uno Stato estero previa sua delibazione da parte del giudice o delle Autorità competenti di quest’ultimo.

Cassazione civile sez. I, 29/05/2015, n.11225

Riproduzione di un frammento poetico-letterario in una canzone

Un frammento poetico-letterario di una canzone riprodotto (quasi) integralmente in un’altra non costituisce di per sé plagio, occorrendo accertare se il detto frammento inserito nel nuovo testo conservi o meno un’identità di significato poetico-letterario oppure se evidenzi, al contrario, in modo chiaro ed evidente, uno scarto semantico rispetto a quello avuto nell’opera anteriore. (In applicazione di tale principio la S.C. ha escluso l’ipotesi di plagio relativamente al famosissimo incipit della canzone “Zingara” da parte della successiva canzone “Prendi questa mano, zingara”).

Cassazione civile sez. I, 19/02/2015, n.3340

Diritto d’autore sull’opera dell’ingegno: quali sono gli elementi costitutivi?

Il carattere creativo e la novità dell’opera sono elementi costitutivi del diritto d’autore sull’opera dell’ingegno; ne consegue che, prima ancora di verificare se un’opera possa costituire plagio di un’altra, il giudice del merito deve verificare se quest’ultima abbia o meno i requisiti per beneficiare della protezione richiesta, e ciò sia sotto il profilo della compiutezza espressiva, sia sotto il profilo della novità.

(Nella specie, relativa all’asserito plagio di un’opera musicale consistente in quattro battute, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata che aveva omesso il richiesto accertamento circa la configurabilità di un segmento musicale composto da quattro battute come opera tutelabile).

Cassazione civile sez. I, 23/11/2005, n.24594

L’indagine sul plagio musicale

Ai fini dell’indagine sul plagio musicale tra composizioni non è possibile nè lecito porre a confronto brevi frammenti melodici che non manifestano alcuna identità di rappresentazione musicale nell’ambito compositivo dal quale sono tratti. Va pertanto escluso il plagio, tanto più che anche dall’andamento armonico delle parti che sarebbero oggetto del plagio è dato escludere ogni originalità.

Tribunale Roma, 24/02/2003

Plagio musicale: la competenza territoriale

Ai fini della determinazione della competenza territoriale in tema di plagio musicale, è competente, oltre al giudice del luogo della residenza o domicilio del convenuto, anche quello del luogo di commissione dell’illecito (consistente, nella fattispecie, nel luogo di importazione dei dischi ritenuti contraffatti).

Corte appello Milano, 24/11/1999

Riproduzione della melodia di una canzone

È qualificabile come plagio musicale la riproduzione della melodia di una canzone in una composizione successiva, tale da ingenerare nell’ascoltatore medio le stesse reazioni emotive suscitate dal brano plagiato; pertanto, va accolta la richiesta di provvedimenti d’urgenza ex art. 700 c.p.c., avanzata da chi lamenti il plagio.

Pretura Roma, 21/12/1994



4 Commenti

  1. Il plagio musicale ha connotazioni diverse a seconda della natura del pezzo originale. Tanto più questo è originale, tanto più facile è cadere nel plagio. Copiare invece una tarantella popolare, che ha ben poco di creativo, non può mai costituire un illecito. Una sinfonia di musica classica, al contrario, ha una sua forte caratterizzazione che, difficilmente, si potrebbe duplicare senza cadere nella violazione del diritto d’autore (ricorda, tuttavia, che il diritto d’autore cessa dopo 70 anni dalla morte dell’autore stesso). Al centro possiamo mettere la musica pop: in questa, la connotazione melodica è molto forte ed è rappresentata quasi esclusivamente dal ritornello.

  2. Il ritornello la parte creativa della canzone, quella che pertanto può essere tutelata dal diritto d’autore. Il ritornello è inteso come una successione di note, con quella particolare intonazione e ritmo. Viceversa, l’accompagnamento di fondo non è che una strumentazione di contorno della linea melodica, ma priva di valore creativo vero e proprio.

    1. Il riconoscimento della natura contraffattoria del ritornello di una composizione musicale rispetto ad altra composizione si può fondare sulle seguenti considerazioni: a) i due ritornelli presentano una successione di note del tutto somigliante (con conseguente netta equivalenza di larga parte della struttura melodica); b) la ripresa della successione di note del ritornello della prima composizione caratterizza proprio il ritornello della seconda composizione e, cioè, inerisce in entrambe le canzoni, al loro nucleo centrale, quello maggiormente idoneo, nel settore della musica leggera, a contraddistinguere il brano e ad imprimersi nella memoria degli ascoltatori; c) la diversità prevalentemente ritmica dei due ritornelli, ancorché inerente ad uno dei principali elementi costitutivi dell’opera musicale, non è di per sé sufficiente,in assenza del rilevante concorso degli altri elementi(melodia e armonia), a conferire al ritornello il carattere della creatività.

  3. Anche le parole di una canzone sono tutelate dal “copyright”, per cui non potresti di certo creare una tua canzone ma usare il testo già scritto da un altro autore. Invece, commetteresti violazione del diritto d’autore se utilizzassi la stessa linea melodica di una canzone – strofa e ritornello – cambiando solo le parole.

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