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È legale la circoncisione?

20 Gennaio 2020 | Autore:
È legale la circoncisione?

La rimozione del prepuzio per motivi religiosi, effettuata in modo clandestino, continua a mietere vittime tra i bambini. È ammessa dal Ssn?

I drammatici casi di bambini morti perché i genitori ricorrono al fai-da-te pone inevitabilmente la domanda: ma è legale la circoncisione in Italia? E se lo è, perché non rivolgersi ad un professionista anziché rischiare la vita del proprio figlio in un’assurda pratica casalinga?

Di solito, ci sono due motivi per cui viene praticata la circoncisione, cioè la rimozione di una parte del prepuzio, ovvero della parte di pelle mobile che ricopre la punta del pene. Il primo, per risolvere un problema anatomico, cioè per questioni prettamente mediche. In questo caso, è possibile rivolgersi al Servizio sanitario nazionale.

Il secondo motivo è quello religioso. Si tratta di un rito che appartiene alla cultura ebraica ed a quella islamica. Se praticata per questa ragione, la circoncisione non è mutuabile, quindi occorre farla privatamente. Con dei costi piuttosto alti.

E, sostanzialmente, il problema è proprio questo: il fatto che per non spendere diverse centinaia di euro c’è chi si improvvisa chirurgo e fa l’intervento a casa, senza le condizioni igieniche e le strumentazioni necessarie. È legale la circoncisione in questo contesto? Cerchiamo di capire di più.

Circoncisione: che cos’è?

Per circoncisione si intende l’intervento chirurgico volto alla rimozione del prepuzio, cioè della pelle mobile che ricopre la punta del pene, in toto o in parte. Significa che dopo l’operazione, il glande può restare completamente o parzialmente scoperto.

Circoncisione: perché viene fatta?

Come accennato prima, ci sono due motivi per cui praticare la circoncisione. Uno è quello medico: l’intervento viene fatto per correggere una malformazione o un’anomalia del pene. Il caso più tipico è quello della fimosi, cioè del restringimento del prepuzio attorno al glande. Questo può provocare delle infezioni e delle micosi, perché le normali secrezioni del pene restano sottocute, oltre a compromettere la vita sessuale, poiché l’erezione può diventare complicata e dolorosa.

Il secondo motivo è quello religioso. Nelle comunità ebraiche ed islamiche che osservano strettamente le loro tradizioni, il neonato viene molto spesso circonciso. Si tratta di una pratica molto antica, il cui significato va ricercato, tra le altre cose, nel segno di appartenenza ad un gruppo religioso piuttosto che nella dimostrazione della capacità di resistere al dolore o – in passato – per scoraggiare la masturbazione.

Circoncisione: come si fa?

La circoncisione è legale quando viene fatta da professionisti (un urologo o un andrologo) in una struttura medica in cui si rispettano le norme igieniche e sanitarie. La si effettua, di norma, in regime di day hospital.

Nei bambini si pratica solitamente una sedazione o un’anestesia generale, mentre negli adulti potrebbe bastare un’anestesia locale. Dopodiché si passa alla rimozione del prepuzio, in toto o in parte a seconda delle esigenze mediche, con un bisturi o con il laser. Infine, si applicano dei punti di sutura riassorbibili. Il tutto in circa un’ora.

Circoncisione: ci sono dei rischi?

Il rischio maggiore che può comportare la circoncisione è quello di praticarla senza l’aiuto di un medico o in una struttura che non rispetta le condizioni igienico-sanitarie adeguate. Il pericolo di infezioni o di emorragie potrebbe essere alto in questo caso. E, come la cronaca purtroppo insegna, si può rischiare la vita.

Circoncisione: quando la passa la mutua?

Come abbiamo visto, il Servizio sanitario nazionale (dietro pagamento del ticket) copre la spesa della circoncisione per motivi medici, quindi per risolvere una malformazione o un’anomalia.

Bisogna, invece, rivolgersi ad un privato per la circoncisione per motivi socio-culturali o religiosi. Anche se ci sono delle eccezioni. Dal 2002, infatti, la Regione Toscana ha inserito nei Lea, cioè nei livelli essenziali di assistenza, la circoncisione rituale. Il Friuli, invece, la esegue ma dietro il pagamento della prestazione.

Si stima che in Italia vengano eseguiti fino a 3mila interventi clandestini all’anno, il che non soltanto provoca la morte di molti bambini ma anche dei danni permanenti.

A suo tempo, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri ha chiesto di inserire la circoncisione rituale tra le prestazioni del Ssn o, in subordine, di renderla con un’apposita legge accessibile nelle strutture pubbliche o private nei primi mesi di vita del bambino a costi moderati.

La stessa Federazione ha spiegato che la circoncisione rituale maschile è legale nell’ambito della libertà di culto sia per chi professa la religione ebraica sia per i musulmani o per le minoranze etniche africane e che può essere praticata da medici o da ministri di culto purché siano competenti e nel pieno rispetto delle condizioni igienico-sanitarie necessarie.

Circoncisione: quanto costa da un privato?

Il vero problema delle circoncisioni clandestine potrebbe essere quello dei costi. Visto che il Servizio sanitario nazionale non contempla tra le sue prestazioni questa pratica, spesso si preferisce farla in casa o appoggiarsi a qualche «improvvisato» pur di non spendere dei soldi. Ma quanto costa una circoncisione fatta da un medico privato?

Sia chi la fa per motivi religiosi sia chi la fa per motivi sanitari ma non vuole andare in coda alla lista d’attesa, deve pagare dai 1.000 ai 2.500 euro circa per sottoporsi all’intervento.

note

Autore immagine: Canva.com


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