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È legale mettere veleno per topi?

20 Gennaio 2020
È legale mettere veleno per topi?

È legale avvelenare animali e ratti e quali trappole sono conformi alla normativa?

Il miglior veleno per topi sono i gatti, recita un antico adagio popolare. I felini non inquinano e sono una grande compagnia per chi è solo. Ma bisogna dar loro da mangiare e non tutti amano gli avanzi di cibo per strada. Ecco che allora ci si chiede: è legale mettere veleno per topi? Quali requisiti deve avere un eventuale veleno per non essere un pericolo per la salute umana? Ci sono veleni approvati dal ministero e altri di contrabbando? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Avvelenare topi è reato?

Chi uccide animali commette reato, a prescindere dalla grandezza o dalla tipologia dell’animale stesso. Ciò potrebbe far credere che avvelenare topi sia vietato dalla legge. Ma non è propriamente così. Il Codice penale sanziona solo la morte di un animale provocata da crudeltà o senza necessità. I motivi di necessità possono essere anche collegati alla tutela dell’igiene e della salute. 

La polpetta avvelenata al cane che abbaia è reato anche se lo scopo è tutelare i propri timpani: ci sono, infatti, tanti altri modi per evitare di essere disturbati dall’animale chiassoso.

Uccidere i topi, invece, è legale se lo facciamo – come quasi sempre succede – per tutela della pulizia e degli ambienti circostanti, oltre che ovviamente per la salvaguardia di noi stessi.

A questo punto, il problema è come uccidere i topi, ossia quale tipo di trappole o veleni sono consentiti dalla legge. Soffermiamoci, dunque, su questi aspetti.

Come uccidere i topi?

Sicuramente, la trappola per topi non danneggia l’ambiente e non è rischiosa per la salute umana. Si tratta di una gabbietta metallica con un’esca all’interno, che si chiude non appena il topo vi entra. Le trappole a esca sono assolutamente legali.

Poi vi sono le trappole a molla, che sono marchingegni dotati di una tagliola. È legale, però, solo nella misura in cui non sia nascosta nell’erba e non costituisca un pericolo per le persone. Per evitare che qualcuno vi finisca di sopra coi piedi o con le mani e si faccia male è necessario apporre dei cartelli ben visibili a tutela di tutti. Tanto i topi non sanno leggere… Ciò vale anche quando le trappole sono apposte nella proprietà privata. Chi provoca una lesione a qualcun altro a causa di una trappola per topi ne può rispondere sia civilmente (in termini di risarcimento del danno) che penalmente (per il reato di lesioni colpose).

Non sempre le trappole a molla sono efficaci: nel loro istinto di autoconservazione, i topi spesso si amputano l’arto pur di scappare. 

Altro tipico sistema per uccidere i topi è la colla a presa rapida posta vicino a un pezzo di formaggio. Qui, i rischi per l’uomo sono ridotti all’osso, ma l’espediente non è sempre ottimale.

Si stanno diffondendo anche gli scacciatopi a ultrasuoni che non recano danno né a uomini né ad altri animali domestici. 

Infine, restano i ratticidi, meglio noti come veleno per topi. Si tratta, però, di sostanze altamente tossiche che possono generare rischi anche per la salute dell’uomo. 

Alcuni ratticidi (cosiddetti rodenticidi) agiscono come anticoagulanti del sangue provocando una emorragia interna al topo con conseguente morte. Poi, ci sono i topicidi acuti che, essendo altamente nocivi, sono stati banditi dal commercio. 

Altri topicidi contengono l’alfacloralosio, una sostanza che provoca la morte del ratto per ipotermia. 

I nuovi ratticidi sono costituiti da sostanze che non possono danneggiare i nostri animali domestici come cani e gatti in quanto prodotti appositamente per richiamare l’olfatto dei roditori. 

I veleni per topi sono legali?

I veleni per topi attualmente in commercio nei negozi specializzati sono già sottoposti a previa valutazione ministeriale di conformità con la salute umana. Sono quindi legali. La confezione metallica deve riportare gli estremi del decreto ministeriale a cui il composto si conforma. 

Attualmente, non possono essere più venduti ai privati i topicidi con una concentrazione di sostanza anticoagulante pari o superiore a 0,003%. Il loro uso resta riservato ai professionisti del settore. Se la percentuale è, invece, inferiore allo 0,003%, la sostanza può essere smerciata anche ai privati. 

L’uso di esche tossiche da parte dei professionisti non può essere permanente. Il trattamento può durare al massimo 5 settimane e le esche andranno successivamente smaltite.

Nel caso di operazioni di derattizzazione e disinfestazione eseguite da imprese specializzate, è necessario l’impiego di prodotti autorizzati con modalità tali da non nuocere in alcun modo alle persone e alle altre specie animali non bersaglio e sono pubblicizzate dalle stesse ditte tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d’anticipo.  

Gli avvisi devono contenere l’indicazione di pericolo per la presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento e l’indicazione delle sostanze utilizzate e dei relativi antidoti.

Al termine della derattizzazione, il responsabile della ditta specializzata provvede alla bonifica del sito mediante il ritiro delle esche non utilizzate e delle carcasse di ratti o di altri animali deceduti, informando l’azienda sanitaria locale e l’Istituto zooprofilattico sperimentale territorialmente competenti in caso di recupero di specie non infestanti.

Come fare un veleno per topi in casa

Tra le “ricette della nonna” c’è anche quella del veleno per topi. Bisogna mescolare 100 grammi di farina di mais, 100 g di gesso e 300 ml di latte all’interno di una terrina. Quando il composto avrà raggiunto una consistenza omogenea, bisogna creare delle polpettine minuscole da collocare nei luoghi di passaggio del topo. Tali trappole sono innocue per cani e gatti, ma letali per i roditori.


note

Autore immagine https://it.depositphotos.com


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