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Cosa rischio se non pago il bollo auto?

6 Febbraio 2020 | Autore:
Cosa rischio se non pago il bollo auto?

Bollo auto: cos’è, quando e quanto si paga, come si calcola l’importo e la prima scadenza. Cosa succede se non paghi il bollo? Quando scatta la prescrizione?

Avere un veicolo a motore comporta delle spese non indifferenti: non soltanto si è costretti alla manutenzione ordinaria e straordinaria, ma anche a dover pagare annualmente l’assicurazione e il bollo auto. Con questo articolo si soffermeremo proprio sul pagamento del bollo, il quale rappresenta un obbligo per tutti coloro che posseggono una vettura. Ti sei mai chiesto cosa rischio se non pago il bollo auto?

Il bollo auto è un tributo regionale il cui pagamento tocca a tutti i proprietari iscritti nel pubblico registro automobilistico. Il bollo va dunque pagato a prescindere dal fatto che la vettura circoli o meno in strada: la semplice titolarità del veicolo è sufficiente a far sorgere l’obbligo del pagamento. Nulla importa, dunque, se con la tua auto percorri decine di migliaia di chilometri all’anno oppure la tiene sempre chiusa nel box: devi comunque pagare il bollo. Se l’argomento ti interessa e ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura: ti basteranno dieci minuti per scoprire cosa rischi se non paghi il bollo auto.

Entro quanto tempo va pagato il primo bollo auto?

Prima di vedere cosa rischio se non pago il bollo auto è bene che ti spieghi entro quanto tempo va pagato questo particolare tributo, distinguendo tra il pagamento del primo bollo e quello per gli anni successivi.

La legge prevede che il primo bollo auto vada pagato entro il mese di immatricolazione dell’auto nuova; però, se l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, la scadenza viene rinviata all’ultimo giorno del mese successivo.

Chi acquista un’auto nuova il tre maggio, avrà tempo fino al trentuno dello stesso mese per pagare; se l’immatricolazione avviene, invece, il giorno ventisei maggio, si avrà tempo fino al trenta giugno.

Se il giorno di immatricolazione è un sabato o un festivo, il computo decorre dal primo giorno lavorativo successivo.

Nel caso di acquisto di auto usata, l’obbligo di pagare il bollo grava su chi è il formale proprietario al momento della scadenza.

Ciò significa che, se qualcuno acquista un’auto e ne diviene l’effettivo titolare pochi giorni prima del termine ultimo per il pagamento, sarà costretto a pagare il bollo fin da subito.

Bollo auto anni successivi: quando pagare?

Il pagamento del bollo auto per gli anni successivi al primo va effettuato entro il mese dopo la scadenza, pena l’aggiunta di una sanzione sull’importo complessivo.

Pertanto, se il bollo scade ad agosto, c’è tempo fino a settembre per poterlo pagare senza incorrere in alcuna sanzione; se scade, invece, a dicembre, si avrà tempo tutto gennaio per poterlo versare.

Bollo auto: calcolo del primo pagamento

Fatta eccezione per Lombardia e Piemonte (che consentono di versare la tassa entro lo scadere del mese successivo a quello d’acquisto), il pagamento del primo bollo auto avviene tenendo presente tre precise scadenze: gennaio, maggio e settembre. Solo in questi mesi è possibile pagare il bollo in scadenza nel mese precedente.

Il rispetto di questi termini rende complesso il calcolo esatto della somma dovuta nel caso di primo pagamento: quando si acquista un’auto nuova al di fuori dei mesi di dicembre, aprile e agosto (cioè dei mesi antecedenti quelli destinati al pagamento), l’importo del primo bollo andrà frazionato e coprirà, pertanto, non dodici mesi, bensì la quota massima necessaria a raggiungere il mese di scadenza più lontano. Facciamo un esempio.

Se acquisti un’auto nuova in novembre, non potrai effettuare un pagamento completo con copertura di dodici mesi, poiché la scadenza di novembre non è prevista. Ciò che potrai pagare sarà l’importo del bollo fino al mese di agosto (che è uno dei tre mesi di scadenza). Quindi, il bollo auto verrà frazionato e coprirà solamente dieci mesi, fino ad agosto dell’anno successivo (mese di immatricolazione incluso).

Per ottenere l’importo effettivamente dovuto sarà sufficiente moltiplicare l’importo annuale per i mesi di copertura, il tutto diviso dodici (i mesi in un anno).

Bollo auto: quanto si paga?

Tra un attimo ti dirò cosa rischi se non paghi il bollo auto; prima vorrei però quanto si paga concretamente di bollo auto.

Come saprai, l’importo del bollo auto dipende dalla potenza del veicolo, espressa in chilowatt (kw) oppure in cavalli, e dal suo impatto ambientale.

L’importo del bollo auto è determinato sulla base di due fattori: la potenza del veicolo espressa in kilowatt; la classe d’inquinamento. Sono questi i parametri che devi prendere in considerazioni allorquando andrai a calcolare il bollo auto che dovrai pagare, entrambi facilmente reperibili all’interno della carta di circolazione.

Combinando la classe ambientale della vettura con la sua potenza, otterremo il seguente schema.

CLASSE AMBIENTALEEURO PER KW
Classe 03 euro a kw fino a 100 kw; 4,5 euro oltre i 100 kw
Classe 12,90€/kw fino a 100 chilowatt; 4,35€/kw per potenze superiori
Classe 22,80€/kw fino a 100 kw; 4,20€/kw oltre i 100 chilowatt;
Classe 32,70€/kw fino a 100 kw; 4,05 € per potenze superiori
Classi 4, 5 e 62,58€/kw sino a 100 kw;  3,87 euro per le potenze superiori

Superbollo: cos’è?

Ai parametri di calcolo indicati nel paragrafo precedenti vanno aggiunti quelli speciali previsti dalla legge per il superbollo: 20€/kw per le potenze superiori ai 185 kw. La tassa si riduce dopo 5, 10 e 15 anni dalla data di fabbricazione dell’auto rispettivamente del 40%, del 70% e dell’85%, per poi non essere più dovuto una volta che la vettura abbia compiuto venti anni dalla costruzione.

Cosa succede se dimentico di pagare il bollo auto?

Se dimentichi di pagare il bollo auto, non temere: puoi sempre rimediare. Se non hai pagato in tempo, puoi metterti in regola nel termine di un anno: si parla in questo caso di ravvedimento operoso.

Cosa rischio se non pago il bollo auto? Nulla di irreparabile: se ritardi a pagare il bollo la Regione di appartenenza ti chiederà di versare una piccola sovrattassa che si ottiene aggiungendo all’importo originario una somma calcolata in base ai giorni di ritardo, secondo lo schema seguente:

  • entro quattordici giorni dalla scadenza, la sanzione è pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • da quindici a trenta giorni la multa è l’1,5% dell’importo originario, oltre agli interessi di mora pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo;
  • da trentuno a novanta giorni la multa è l’1,67% dell’importo originario, oltre interessi di mora;
  • da novantuno giorni ad un anno la multa è pari al 3,75% dell’importo originario, oltre interessi di mora.

Se superi l’anno di ritardo, allora non si potrà più parlare di ravvedimento operoso e sarai costretto a pagare una multa pari al 30% dell’importo dovuto, oltre agli interessi moratori (0,5 per cento) da calcolare per ogni semestre di ritardo.

Bollo auto non pagato: cosa rischi?

Cosa rischi se non paghi il bollo auto nei termini di cui al paragrafo superiore? In altre parole, cosa succede se non ti avvali del ravvedimento operoso e, dunque, hai fatto ritardo di oltre un anno?

Se non regolarizzi la tua posizione, la Regione può effettuare un accertamento e inviarti apposito avviso di pagamento. Il termine massimo per fare ciò è di tre anni: ed infatti, il pagamento del bollo auto si prescrive dopo tre anni che decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta deve essere pagata.

Se viene notificata una cartella di pagamento, il bollo si prescrive dopo tre anni che decorrono a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la cartella è stata consegnata.

L’avviso di pagamento comporta che la somma dovuta venga iscritta a ruolo, e contestualmente comunicata all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, che provvederà alla notifica della relativa cartella esattoriale per l’importo non versato. Il termine per la notifica della cartella è di due anni, in caso contrario si verifica la decadenza del bollo auto, per cui il contribuente non dovrebbe più corrispondere l’importo mai versato.

Se, invece, la cartella esattoriale, inviata tramite raccomandata a.r. al contribuente, è ritualmente notificata in termine, entro sessanta giorni bisogna corrispondere quanto dovuto. Il mancato adempimento da parte del contribuente comporta che l’Agenzia della riscossione possa procedere con l’esecuzione forzata contro il debitore inadempiente, ad esempio mediante il pignoramento del conto corrente.

Fermo amministrativo per mancato pagamento bollo

Ulteriore conseguenza del mancato pagamento del bollo auto è il blocco del veicolo, cioè il fermo amministrativo, il quale ti impone il divieto di circolazione. Prima del fermo viene inviato al debitore un preavviso di trenta giorni, nei quali è possibile dimostrare, per imprenditori e professionisti, che il veicolo serve per lo svolgimento dell’attività professionale (in questi casi, infatti, il fermo non può essere apposto).

Infine, se non paghi il bollo auto per almeno tre anni consecutivi rischia la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del P.r.a. da parte della Regione di appartenenza. La cancellazione è una sanzione definitiva: il veicolo non potrà più circolare senza una nuova immatricolazione. Il contribuente che circoli nonostante la cancellazione può andare incontro non solo al sequestro del veicolo, ma anche ad una multa da 419 a 1682 euro ed alla confisca del mezzo di trasporto.

Bollo auto: quando si prescrive?

Abbiamo visto cosa rischi se non paghi il bollo auto oppure se lo paghi in ritardo. Come ricordato nel paragrafo superiore, la cartella di pagamento è legittima se preceduta dall’avviso di accertamento e se dalla data della notifica di quest’ultimo non sono decorsi più di tre anni.

Entro il 31 dicembre 2019 potrai ricevere gli avvisi di accertamento per la tassa automobilistica non pagata del 2016. Se questo termine triennale, invece, è già decorso, la cartella non è dovuta in quanto ha ad oggetto un credito già estinto.

Il bollo auto si prescrive dopo tre anni. Il termine triennale (31 dicembre del terzo anno successivo) si applica sia prima che dopo la notifica della cartella di pagamento, dato che quest’ultima costituisce un semplice atto amministrativo e non può essere considerato come un atto giudiziale (per esempio sentenza) con prescrizione decennale del credito.

Dalla data di notifica della cartella di pagamento decorre un nuovo termine di prescrizione triennale della tassa automobilistica. Se successivamente alla cartella, l’Agenzia delle Entrate Riscossione notifica nuovi atti interruttivi della prescrizione, per esempio intimazioni di pagamento o preavvisi di fermo amministrativo, decorre un nuovo termine triennale.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe, dunque, legittimamente procedere all’iscrizione di un fermo amministrativo, previa comunicazione di preavviso, solo se non sono decorsi più tre anni dall’ultimo atto notificato al contribuente per esigere il pagamento della tassa.


note

Autore immagine: Canva.com


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