Infezioni sessuali: in aumento i nuovi casi

20 Gennaio 2020
Infezioni sessuali: in aumento i nuovi casi

Sifilide, clamidia, herpes simplex, gonorrea, papilloma virus, per un totale di oltre un miliardo tra casi batterici e di origine virale nel mondo in un anno.

Ci sono più di 3 milioni di infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) che si verificano, ogni giorno, nel mondo: secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, diffusi ora attraverso l’agenzia stampa Adnkronos Salute, relativi all’intero anno 2018, sono stati 357 milioni i casi registrati di origine batterica, e più del doppio, 745 milioni, quelli virali. In particolare: clamidia (131 milioni), gonorrea (78), sifilide (6,5) e tricomoniasi (143).

Inoltre, si stima che oltre 410 milioni di persone abbiano contratto un’infezione genitale da virus dell’herpes simplex (Hsv) e più di 290 milioni di donne un’infezione da papillomavirus umano (Hpv). A fornire i dati Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Istituto Irccs ‘San Gallicano’ di Roma, definendoli – a margine del convegno medico di alta formazione (‘Le malattie sessualmente trasmissibili nel nuovo millennio: percorsi avanzati di prevenzione, diagnosi e terapie’) organizzato a Roma dall’associazione Artemisia Onlus – “piuttosto allarmanti”.

“Nel 2018 – ha riferito Morrone, focalizzando l’attenzione su uno dei dati che definisce più preoccupanti – 988mila donne incinte hanno contratto la sifilide, infezione che, senza un trattamento precoce ed efficace nella madre, si può trasmettere al bambino non ancora nato. In questo caso parliamo di ‘sifilide congenita’ ed è spesso fatale. Non a caso, le nuove stime del 2019, diffuse dall’Oms, evidenziano circa 661mila casi di sifilide congenita nel 2016, che hanno causato oltre 200.000 morti neonatali. Questa malattia, però, va sottolineato, rappresenta la seconda tipologia di ‘morte prevenibile’, a livello globale, preceduta solo dalla malaria. La sifilide congenita è infatti facilmente curabile, con rischio minimo di esito avverso per il feto, se una donna incinta riceve i test e un trattamento adeguato con i farmaci, all’inizio della gravidanza, idealmente prima del secondo trimestre. Insomma, basterebbe poco per evitare una continua strage di innocenti”.

E in Italia? “Nel nostro Paese, nell’ultimo decennio, le segnalazioni medie di infezioni sessualmente trasmissibili sono aumentate fino a 5.300 annue, rispetto alle 4.000 di quello precedente. L’incremento ha riguardato soprattutto la sifilide, passata dagli 80 casi annui prima del 2000 ai 420 dopo il 2000, e i condilomi acuminati, passati dai 1.500 casi annui fino al 2007 ai 3.000 tra il 2008 e il 2016. Questi aumenti sono sostenuti da fenomeni nuovi di amplificazione della frequenza dei rapporti e dei partner occasionali, come il ‘chemsex’, cioè l’assunzione di droghe per aumentare l’attività sessuale, e l’uso di App per incontri sessuali di gruppo, in particolare tra i giovanissimi”.

Per il dermatologo, esperto di malattie tropicali, “serve un deciso cambio di passo. Sono necessarie azioni, anche straordinarie, per contrastare l’aumento delle incidenze e per modernizzare l’offerta assistenziale dei centri per le malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre è prioritario migliorare la ricerca di base sui vaccini e la copertura del solo disponibile (anti-Hpv) nelle popolazioni target, prevedendone un allargamento nazionale agli uomini che hanno rapporti sessuali con gli uomini. Infine, queste malattie continuano a soffrire di una crisi scientifica e assistenziale, purtroppo anche nell’ambito dermatologico. Questo – ha concluso Morrone – contrasta con le necessità di salute pubblica e con la possibilità di influenzare le scelte del legislatore in tale area”.



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