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Libretto della caldaia smarrito: cosa fare?

6 Febbraio 2020 | Autore:
Libretto della caldaia smarrito: cosa fare?

Quali rimedi in caso di smarrimento del libretto della caldaia per evitare rischi e sanzioni e per ottenerne uno nuovo.

Se hai, come la maggior parte degli italiani, una caldaia in casa, saprai bene che devi sottoporla periodicamente a manutenzione e controllo; questo serve sia a mantenerla in efficienza sia ad evitare il rischio di esplosioni.

La revisione periodica della caldaia è anche un obbligo di legge ed è sottoposta a determinate scadenze, che dipendono dal tipo di impianto. Le operazioni effettuate dal tecnico competente devono essere annotate sul libretto della caldaia. Come tutti i documenti importanti, andrebbe custodito con molta cura perché se lo smarrisci non potrai dimostrare di aver effettuato i controlli prescritti e sarai in difficoltà anche per i successivi (dove li annoterà il tecnico?) oppure in caso di cessione dell’appartamento, come avviene se lo dai in affitto.

Dunque, se non riesci più a trovare il tuo libretto caldaia, se hai dimenticato dove l’hai messo oppure sai di averlo definitivamente smarrito, ti chiederai che fare se si perde il libretto della caldaia. In questo articolo, troverai le risposte e i modi con cui puoi rimediare all’inconveniente.

I controlli sulla caldaia

Innanzitutto, devi sapere che ci sono due tipi di controlli sulla caldaia: il primo consiste nella revisione dell’impianto e nella manutenzione ordinaria dei suoi componenti (il bruciatore, le guarnizioni, gli elettrodi, ecc.) e nella pulizia; il secondo riguarda l’efficienza energetica e viene detto anche bollino blu; consiste nell’analisi dei fumi di scarico.

Sono due tipi di controllo entrambi obbligatori, ma ben diversi tra loro ed hanno anche una differente periodicità. La scadenza della revisione dipende dal tipo di impianto ed è indicata nel manuale di installazione (se non c’è, bisogna fare riferimento alle istruzioni fornite dal produttore); solitamente va fatta una volta all’anno.

Il bollino blu, invece, va controllato generalmente ogni due anni per le normali caldaie, ma la scadenza dipende anche dalla potenza della caldaia, espressa in Kw, e dal tipo di combustibile utilizzato: gli impianti a gas, metano o gpl, vanno revisionati ogni quattro anni, ma l’apparecchio potrebbe richiedere scadenze più brevi e bisogna fare riferimento alle indicazioni dell’installatore o del produttore.

Per approfondire questi aspetti leggi quando fare il controllo caldaia.

Libretto caldaia: cos’è e a cosa serve

Il libretto caldaia è il documento, compilato periodicamente dal tecnico e conservato dal proprietario, che attesta tutti i controlli effettuati. É più esatto chiamarlo libretto d’impianto perché è un documento che nasce con la caldaia stessa e la segue in tutta la sua vita, riportando tutte le operazioni svolte su di essa dal tecnico specializzato; questo tranne nel caso in cui lo si perda, ed allora la sequenza viene interrotta e sorgono i problemi che ora esamineremo.

Il libretto si compone di diverse schede, che vanno compilate direttamente ed esclusivamente dal tecnico abilitato. In pratica è l’unico documento che contiene la “storia” dell’impianto, che in sua mancanza diventa difficile da ricostruire. Per sapere quali informazioni contiene leggi libretto caldaia: istruzioni per l’uso.

Libretto impianto: cosa si rischia se manca?

Abbiamo detto che i controlli periodici sulla caldaia sono obbligatori per legge; in mancanza del libretto, non potrai dimostrare di averli fatti e potresti subire sanzioni in caso di verifiche. Ma, al di là delle multe previste per non aver effettuato le revisioni alle scadenze prescritte (che vanno da 500 euro a 3.000 euro), già la semplice mancanza del libretto di impianto comporta una sanzione amministrativa da un minimo di 500 euro ad un massimo di 600 euro.

Se vuoi approfondire cosa si rischia, invece, quando il libretto c’è, ma non sono stati effettuati i controlli, leggi caldaia: quali sanzioni quando non è a norma.

Per questo la conservazione del libretto della caldaia è un’attività a cui bisogna prestare estrema attenzione e cura: difatti, in caso di suo smarrimento del libretto della caldaia, non lo si potrà esibire e, in caso di controlli da parte dell’amministrazione, non sarà possibile documentare che l’impianto è stato revisionato regolarmente ed è a norma, con il rischio di incorrere nelle pesanti sanzioni per gli omessi controlli cui abbiamo accennato.

Attenzione, quindi, a dove decidi di conservarlo; meglio all’interno dell’appartamento e non vicino alla caldaia stessa, circostanza che potrebbe comportarne un facile deperimento a causa dell’umidità, con conseguente illeggibilità delle annotazioni. Un libretto deteriorato è inservibile ed equivale ad un libretto perso: in entrambi i casi ne occorre uno nuovo. Ora, ti spiegheremo come fare per averlo.

Libretto impianto perso: quali rimedi?

Qualora il libretto della caldaia vada perso è sempre possibile ottenerne uno nuovo dallo stesso tecnico incaricato di effettuare la revisione. Attenzione: il manutentore non rilascerà un duplicato, ma un libretto completamente nuovo, che non copre gli anni passati e non può attestare le precedenti revisioni. Registrerà solo le nuove operazioni, quelle compiute da quel momento in poi, oltre che a certificare l’identità dell’impianto già installato nelle sue caratteristiche.

Così, se nel corso del tempo vi sono state modifiche dell’impianto o sostituzioni di alcune sue parti, che hanno cambiato la conformazione dell’impianto originario, il nuovo libretto le riporterà perché dovrà documentare la situazione della caldaia attualmente esistente.

Il modello del libretto può essere anche scaricato dal sito del ministero dello Sviluppo Economico (Mise), ma sarà sempre il tuo manutentore che dovrà compilarlo nelle apposite schede riferite al tuo specifico impianto; alcune schede che lo compongono possono essere compilate ed aggiornate direttamente online sul sito del Comitato Termotecnico Italiano (Cti). In tal caso, però, bisognerà avere cura di stamparlo e custodirlo in casa, per poterlo esibire in caso di ispezioni.

Se si acquista o si eredita la casa

Si può smarrire il libretto della caldaia per semplice dimenticanza, ma anche perché si è divenuti acquirenti e dunque nuovi proprietari oppure eredi di un immobile; accade frequentemente che il vecchio proprietario non ha conservato, in modo ordinato, tutta la documentazione e non sia in grado di consegnarla all’atto del passaggio di proprietà, oppure gli eredi non sono riusciti a reperirla.

In questi casi, sarà necessario non solo farsi rilasciare un nuovo libretto dalla ditta di manutenzione, ma bisognerà indicare come titolare della caldaia (e, quindi, come intestatario del relativo libretto) il nuovo proprietario o l’erede: solo così si potranno evitare le sanzioni per l’omessa manutenzione degli anni precedenti dovute all’impossibilità di provare l’avvenuto espletamento delle revisioni, a meno di non dover ricorrere a faticose dimostrazioni della data di subentro nella proprietà, attraverso rogiti notarili o accettazioni di eredità.

Ricordiamo, infatti, che ogni caldaia è associata a un nominativo e se esso cambia deve essere aggiornato con quello del nuovo proprietario dell’immobile e del relativo impianto. Un libretto ancora intestato al precedente proprietario sarebbe carente in un’informazione essenziale,

Come ottenere il nuovo libretto della caldaia

Sintetizzando quanto sinora detto, se si perde il libretto della caldaia è sufficiente chiamare il tecnico manutentore di fiducia che ne rilascerà uno nuovo; in taluni casi senza costi e, quindi, del tutto gratuitamente, oppure chiederà il pagamento di un corrispettivo per la compilazione del nuovo, per una somma di solito compresa tra i 20 ed i 40 euro, se non si tratta di un impianto con caratteristiche speciali.

In alternativa, è anche possibile chiedere il nuovo libretto direttamente alla fabbrica produttrice della propria caldaia, che provvederà a spedirne uno nuovo; le condizioni però variano a seconda della casa produttrice ed occorrerà informarsi telefonicamente o presso un rappresentante autorizzato o sul sito internet della società. Potrebbero esserci difficoltà in caso di fabbricanti esteri che non hanno filiali o rappresentanti in Italia.

E per chi è in affitto?

Chi ottiene un immobile in affitto ha diritto a che il proprietario gli consegni tutta la documentazione, compreso il libretto della caldaia. L’inquilino non è, quindi, responsabile per le mancate revisioni precedenti se il libretto è andato smarrito dai precedenti conduttori e/o se il locatore non glielo ha consegnati. Egli potrà, però, farsi rilasciare un nuovo libretto dal manutentore di fiducia per come appena spiegato sopra.

Ricordiamo che la manutenzione ordinaria e le revisioni periodiche sono a carico dell’inquilino. Se, però, durante il controllo da parte del tecnico risulta che è la caldaia a non essere a norma di legge – e quindi deve essere sostituita – sarà il proprietario a dover sostenere la spesa necessaria per la sostituzione. Leggi anche libretto caldaia: chi paga?



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