Nuovo coronavirus dalla Cina: è allarme mondiale

20 Gennaio 2020
Nuovo coronavirus dalla Cina: è allarme mondiale

Ha già provocato 3 morti e 136 nuovi casi in pochi giorni: l’infezione si estende oltre i confini della Cina e ora si scopre che è trasmissibile da uomo a uomo.

Si allarga il focolaio della misteriosa malattia polmonare che circola in Cina. Le autorità sanitarie del Paese asiatico hanno confermato nel weekend 136 nuovi casi, compresa una terza morte causata dal nuovo coronavirus che da Wuhan si sta diffondendo anche in altre città. L’infezione è arrivata nella capitale Pechino, con due contagiati nel distretto meridionale di Daxing, e a Shenzhen vicino al confine con Hong Kong, con un caso segnalato. Tutte e tre i pazienti di Pechino e Shenzhen erano stati a Wuhan, dove si concentrano i tre decessi. Finora, secondo la Commissione sanitaria municipale della metropoli, 25 malati sono stati dimessi su un totale di 198 registrati da dicembre.

Adesso, per come ci comunica la nostra agenzia stampa Adnkronos Salute, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha convocato un comitato di emergenza sul nuovo coronavirus (2019-nCoV) che si terrà mercoledì 22 gennaio a Ginevra, con l’obiettivo di verificare se l’epidemia in corso in Cina costituisca un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e quali raccomandazioni debbano essere emanate per gestirla.

L’infezione infatti si è già estesa oltre i confini della Cina, ha colpito anche in Thailandia e in Giappone, e desta sempre più preoccupazioni soprattutto in vista dei maxi spostamenti attesi per il Capodanno cinese. L’agente patogeno ritenuto responsabile della malattia respiratoria appartiene alla stessa famiglia di Sars (sindrome respiratoria acuta grave) e Mers (sindrome respiratoria mediorientale).

In Italia i passeggeri in arrivo all’aeroporto di Roma Fiumicino, provenienti dall’aeroporto cinese di Wuhan, sono già monitorati ed è scattata l’allerta. Il ministero della Salute considera bassa la probabilità di introduzione del virus nell’Unione europea, anche se “non può essere esclusa”; si applica così il regolamento sanitario internazionale che prevede una procedura per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aerei di casi sintomatici sospetti, e in tal caso è previsto il loro trasferimento in bio-contenimento presso l’istituto nazionale malattie infettive L. Spallanzani di Roma.

Fino a ieri gli scienziati non avevano ancora chiarito né la fonte del nuovo coronavirus né i meccanismi di trasmissione e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) aveva escluso un contagio diretto fra persone, ma ora la nostra agenzia stampa Adnkronos Salute ci comunica che un team di esperti della National Health Commission cinese ha confermato che il nuovo ‘misterioso’ coronavirus si trasmette da persona a persona, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, che cita il capo del panel di studiosi, Zhong Nanshan.

Nel sud del Paese si sarebbero dunque verificati due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus, in particolare nella provincia del Guangdong. Il virus provoca una malattia simile alla polmonite, con sintomi tra cui febbre e problemi respiratori e può avere esiti mortali, come purtroppo si è già constatato.

Intanto si pensa a come impedirne la diffusione: mentre il ministero della Salute ricorda che, essendo una malattia nuova, “ancora non esiste un vaccino” e raccomanda di “posticipare i viaggi non necessari” in Cina, l’Adnkronos Salute ha interpellato un esperto, Walter Ricciardi, docente di Sanità pubblica all’università Cattolica di Roma, che spiega: “Bisogna seguire l’esempio degli Stati Uniti, dove i Centers for Diseases Control and Prevention (Cdc) hanno attivato in molti aeroporti controlli sui passeggeri provenienti da Wuhan, in Cina, per verificare l’eventuale rischio di infezione dovuto al misterioso virus respiratorio che ha già fatto tre vittime e colpito oltre 200 persone”.

“La situazione – sottolinea Ricciardi – è preoccupante, ed è una storia che si ripete da anni, come con la Sars e la Mers. I coronavirus hanno tutti la stessa storia: il serbatoio è animale, si trasmettono per via respiratoria e provengono dalla Cina o da altri luoghi dell’estremo Oriente. Si dovrebbe imparare dalle esperienze precedenti: bisognerebbe essere pronti. Ma noi spesso questa lezione non la impariamo. Occorre attivarsi subito pensando al peggio, poi semmai si sarà smentiti. Tecnicamente l’approccio più giusto è quello dei Cdc: controlli negli aeroporti, che dovrebbero essere attivati anche in Europa”.

Al contrario, “come al solito” nel vecchio continente “si preferisce dire ‘c’è una minaccia? Vediamo cosa succede, poi se la situazione peggiora si agisce in uno stato di emergenza‘. L’approccio degli americani, e spesso anche degli israeliani, che è di stampo paramilitare, è invece quello di dire: ‘C’è una minaccia? La affronto pensando che si concretizzi, e sono pronto se questo avviene’. C’è sempre tempo per essere smentiti”.

Ora l’Adnkronos Salute apprende che anche alcuni medici e operatori sanitari si sarebbero infettati con il nuovo ‘misterioso’ virus in Cina, come ha confermato un team di esperti della China Health Commission. Secondo Zhong Nanshan, direttore del panel di studiosi e capo epidemiologo del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, l’epidemia del nuovo coronavirus (2019-nCoV) potrà comunque essere contenuta e invertita se verranno subito adottate tutte le misure del caso.



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