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L’erede che abita la casa in comunione paga agli altri l’affitto

6 Settembre 2013
L’erede che abita la casa in comunione paga agli altri l’affitto

Chi impedisce agli altri coeredi di beneficiare del bene in comunione, deve indennizzarli per la mancata percezione dei frutti.

Chi abita l’immobile acquistato in eredità, ma in comunione con altri coeredi, deve pagare a questi ultimi l’affitto ai prezzi di mercato. Egli, infatti, sfrutta dal bene un godimento esclusivo (ossia la possibilità di occuparlo, evitando di pagare il prezzo per un altro immobile), ma, nello stesso tempo, priva gli altri delle loro quote di utilità. Pertanto, non potendo perciò la casa essere concessa in locazione a un terzo, che ne pagherebbe l’affitto secondo i canoni di mercato, l’erede che la occupa deve pagare il canone di locazione agli altri eredi in comunione.

Lo ha stabilito la Cassazione in una recente sentenza [1]

Tutti i partecipanti alla comunione devono ritenersi proprietari e possessori della cosa comune e, in teoria, la possono anche utilizzare. Tuttavia, chi ha beneficiato dell’immobile escludendo illegittimamente gli altri partecipanti deve versare a questi ultimi un ristoro che compensi la privazione (pro quota) del bene comune. Tale ristoro che dovrà essere rapportato ai valori di mercato dei canoni di locazione.


note

[1] Cass. sent. n. 20394/13.


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