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Insegnante di sostegno: ultime sentenze

2 Agosto 2021
Insegnante di sostegno: ultime sentenze

Alunno affetto da handicap; conseguimento dell’incarico di insegnante di sostegno; impugnazione dei provvedimenti di assegnazione delle ore di sostegno previste nel PEI; giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Insegnante di sostegno: riconoscimento del titolo abilitativo

Ai fini del riconoscimento del titolo abilitativo alla professione di insegnante di sostegno, conseguito in un altro paese Europeo, rilevano esclusivamente il livello professionale conseguito e della effettiva valutazione delle competenze individualmente acquisite.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 24/06/2020, n.6999

Diniego del riconoscimento del titolo abilitativo all’insegnamento di sostegno

Per la legittimità del diniego del riconoscimento del titolo abilitativo alla professione di insegnante di sostegno conseguito in un paese Europeo, non rilevano le eventuali differenze tra gli ordinamenti scolastici dei due stati; l’amministrazione deve infatti motivare l’eventuale diniego mediante le risultanze dell’istruttoria volta alla concreta verifica del livello professionale conseguito.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 24/06/2020, n.6984

Titolo abilitativo conseguito in un paese Europeo

Dal provvedimento di diniego del riconoscimento del titolo abilitativo alla professione di insegnante di sostegno conseguito in un paese Europeo, deve evincersi che l’amministrazione abbia provveduto ad un’istruttoria per verificare il livello professionale conseguito e le competenze individualmente acquisite.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 23/06/2020, n.6968

Misure idonee all’inserimento e all’apprendimento scolastico

Costituisce diritto fondamentale del minore disabile  avere misure idonee all’inserimento e all’apprendimento scolastico e in caso di assenza di personale specializzato da assegnare al minore l’istituto scolastico ha  l’obbligo di attivazione di un posto di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni per rendere possibile la fruizione del relativo diritto.

(Nel caso di specie, il minore aveva un insegnante di sostegno per sole 7 ore settimanali mentre ne avrebbe dovute avere 22, attribuendo pertanto il giudice 22 ore settimanali dall’anno scolastico corrente e disponendo il risarcimento del danno patrimoniale derivante dal contratto con l’istituto scolastico e non patrimoniale per la violazione del diritto fondamentale).

Tribunale Rieti, 24/04/2020

Quantificazione ore di sostegno

La quantificazione concreta delle aree di sostegno attribuibili all’alunno affetto da handicap non può essere operata in sede giurisdizionale, per le note limitazioni che il G.A. incontra nel sindacare l’attività tecnico discrezionale dell’Amministrazione, ma deve essere contenuta nel PEI, alla cui redazione l’Amministrazione è obbligata.

Ne consegue che, nel caso concreto, l’attribuzione allo studente disabile, da parte dell’Amministrazione scolastica, di un limitato numero di ore in mancanza del documento tecnico che ne stabilisca la finalità concreta e le qualifichi espressamente, in relazione alla patologia di cui il disabile è portatore, comporta la declaratoria di illegittimità del provvedimento impugnato e la condanna dell’Amministrazione scolastica alla redazione del PEI (o documento analogo di pari funzione) e alla sua esecuzione, mediante attribuzione alla persona disabile di un insegnante di sostegno per il numero di ore di sostegno scolastico ivi quantificate.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 09/03/2020, n.1042

Minore disabile e assegnazione dell’insegnante di sostegno

La domanda d’impugnazione del provvedimento emesso dall’amministrazione scolastica, mediante il quale è stato assegnato ad un minore già riconosciuto portatore di handicap, ai sensi dell’art. 3, co.3, Legge n. 104/1992, un insegnante di sostegno per un numero di ore settimanali limitato rispetto a quello previsto nel Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) deve ritenersi fondata.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 24/09/2019, n.4543

Mancata assegnazione dell’insegnante di sostegno ad un disabile

Nel caso di alunno affetto da handicap ex art. 3 l. n. 104/92 il danno da mancato insegnante di sostegno può ascriversi astrattamente ad entrambe le categorie fenomeniche del danno dinamico-relazionale e del danno da sofferenza, concretizzanti un danno non patrimoniale ai sensi dell’art. 2059 c.c..

Infatti nel primo caso, in deroga ai principi costituzionali di uguaglianza ed inclusione, l’alunno subisce, in astratto, una perdita sia sotto il profilo della didattica sia sotto quello, altrettanto importante, della integrazione nell’ambito della classe di appartenenza ed è esposto a discriminazioni. Nell’altro sono indennizzabili tutte le sofferenze e di patemi d’animo conseguenti a questa carenza.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 02/12/2019, n.5668

Abilitazione all’insegnamento e titolo specifico di insegnante di sostegno

Ai fini del conseguimento dell’incarico di insegnante di sostegno è necessaria, oltre all’abilitazione all’insegnamento in una classe disciplinare, anche il conseguimento del titolo di insegnante di sostegno specifico (conseguito ai sensi del D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 325, in conformità delle disposizioni di cui al D.M. 30 novembre 1999, n. 287, attuativo del D.I. 4 novembre 1998, n. 460).

In presenza di tali requisiti la scelta dell’insegnante deve essere operata in primo luogo con riferimento alla disciplina di insegnamento vacante. Solo nel caso in cui manchino nella graduatoria di sostegno soggetti in possesso del titolo di specializzazione richiesto è consentito ricorrere ad insegnanti di altre discipline prima di attingere a graduatorie formate presso altre scuole. Sempre alla condizione che il soggetto destinatario dell’incarico sia in possesso dello specifico titolo abilitante per il sostegno (condizione necessaria ai fini dell’utile inserimento nella graduatoria).

Tribunale Teramo sez. lav., 14/01/2019, n.509

Ore di sostegno insufficienti assegnate all’alunno disabile

Deve essere devoluta al giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto l’impugnazione del provvedimento con il quale l’amministrazione scolastica ha assegnato ad un minore, già riconosciuto portatore di handicap con connotazione di gravità, un insegnante di sostegno per un numero di ore settimanali non sufficiente rispetto alla patologia dalla quale risulta affetto.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 04/01/2019, n.43

Controversie ore di sostegno: giurisdizione

Rientra nell’ambito della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di pubblici servizi (art. 133, comma 1, lett. c) c.p.a.) la controversia avente ad oggetto il provvedimento di assegnazione delle ore di sostegno previste nel PEI, venendo in rilievo scelte discrezionali: non può escludersi un margine di apprezzamento, per ragioni obbiettive che non possono consistere nella indisponibilità di insegnanti di sostegno e di risorse economiche, ma nella manifesta erroneità, contraddittorietà della documentazione, o nella possibilità che a fronte di due o più alunni disabili nella stessa classe, sia sufficiente un unico insegnante di sostegno.

Cons. giust. amm. Sicilia sez. giurisd., 27/03/2019, n.262

Attribuzione di un limitato numero di ore di sostegno

Nel caso concreto, l’attribuzione da parte dell’Amministrazione scolastica di un limitato numero di ore di sostegno in mancanza del documento tecnico che ne stabilisca la finalità concreta e le quantifichi espressamente, in relazione alla patologia di cui il disabile è portatore, comporta la declaratoria di illegittimità del provvedimento impugnato e la condanna dell’Amministrazione scolastica alla redazione del P.E.I. (o documento analogo di pari funzione) e alla sua esecuzione, mediante attribuzione alla persona disabile di un insegnante di sostegno per il numero di ore di sostegno ivi quantificate.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 02/01/2019, n.15

Violazione del diritto all’istruzione

La natura fondamentale del diritto all’istruzione fa si che, in relazione alle condizioni cliniche dell’alunno disabile, ci si debba orientare verso la più ampia ipotesi possibile di sostegno in quanto attribuire un insegnante di sostegno per un numero di ore inadeguato significa sia precludere al disabile la possibilità di ottenere un’adeguata istruzione, sia serbare una condotta confliggente con il diritto fondamentale all’istruzione

T.A.R. Campobasso, (Molise) sez. I, 13/11/2018, n.653

Minore affetto da cecità: ha diritto all’insegnante di sostegno specializzato

Lo studente minore affetto da cecità ha diritto all’assegnazione di un insegnante di sostegno, in particolare di un insegnante che sia specializzato in tiflotecniche e tiflodidattica, nonché all’adattamento dei libri di testo e di tutti gli altri strumenti idonei all’assolvimento dell’obbligo scolastico.

Consiglio di Stato sez. VI, 11/10/2018, n.5851

Assistenza scolastica agli alunni disabili

Sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, in materia di pubblici servizi, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. c), c.p.a., sulla controversia avente ad oggetto la richiesta di un dato numero di ore settimanali di insegnamento di sostegno e l’accertamento, per l’anno in corso e per quelli futuri, del diritto del minore ad ottenere dall’Amministrazione scolastica competente l’assegnazione di un insegnante di sostegno per un numero di ore adeguato alla sua patologia, da effettuare in sede di PEI (programma educativo individuale, o documento analogo, che non risulta redatto per l’anno in corso), e alle sue concrete esigenze.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 12/12/2017, n.5874

Grave handicap dell’alunno

Rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la controversia promossa dai genitori di un alunno affetto da handicap grave per ottenere l’attribuzione dell’insegnante di sostegno, qualora per il relativo anno scolastico non sia stato ancora redatto il piano educativo individualizzato.

Cassazione civile sez. un., 28/02/2017, n.5060

Insegnante di sostegno: inquadramento

Mentre all’insegnante di sostegno spetta la contitolarità nell’insegnamento, essendo egli un docente chiamato a garantire una adeguata integrazione scolastica — e deve, pertanto, essere inquadrato a tutti gli effetti nei ruoli del personale insegnante — diversamente, l’assistente educatore svolge un’attività di supporto materiale individualizzato, estranea all’attività didattica propriamente intesa, ma che è finalizzata ad assicurare la piena integrazione nei plessi scolastici di appartenenza e nelle classi, principalmente attraverso lo svolgimento di attività di assistenza diretta agli alunni affetti da minorazioni fisiche, psichiche e sensoriali in tutte le necessità ai fini di una loro piena partecipazione alle attività scolastiche e formative.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 01/06/2016, n.2788



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13 Commenti

  1. Oggi più di ieri i bambini sono tutti uguali ed ognuno di loro ha diritto a frequentare la scuola. L’insegnante di sostegno è quell’aiuto fondamentale per permettere ai disabili di svolgere adeguatamente il percorso formativo.

    1. La legge prevede che ciascuna scuola può realizzare attività integrative ed iniziative di sostegno nei confronti di quegli alunni che presentano particolari esigenze. Lo scopo è quello di garantire il diritto allo studio e l’eguaglianza sociale di tutti i bambini, compresi coloro che presentano delle disabilità. La legge sancisce inoltre che l’attività di sostegno deve essere effettuata facendo affidamento su docenti di ruolo (o assunti a tempo indeterminato): per ciascuna classe che ha come alunni uno o più persone disabili è previsto un insegnante di sostegno. Egli ha il compito di fare integrare i bambini diversamente abili attraverso metodi didattici che siano conformi al tipo di handicap ed alle necessità dello studente; in questo modo il bambino che ha alcune difficoltà (fisiche o psichiche) avrà modo di studiare, di apprendere e di essere come tutti gli altri suoi coetanei.

  2. Fra i vari problemi che coinvolgono il comparto della scuola, quello dell’insegnante di sostegno ha un peso maggiore in quanto ha ripercussioni negative nei confronti di quei soggetti che hanno bisogno di aiuto. Se da un lato i tagli all’istruzione hanno fortemente ridimensionato supporti didattici di vario genere, dall’altro a risentirne sono proprio i bambini disabili che si ritrovano senza un insegnante di sostegno pronto a sostenerli nel percorso formativo. E chi viene affiancato da un docente, spesso non può usufruirne a pieno titolo: le ore assegnate dalla scuola sono insufficienti rispetto alle effettive esigenze didattiche del ragazzo. La questione dell’insegnante di sostegno è al centro di numerosi dibattiti che spaziano dagli inadeguati piani di assunzione alla precarietà lavorativa di alcuni soggetti, per giungere alla necessità di arruolare figure professionali sempre più in linea con le esigenze degli alunni disabili.

  3. L’obiettivo principale dell’insegnante di sostegno è quello di assicurare che l’alunno disabile si sia integrato nella propria classe, il docente è contitolare insieme a tutti gli altri professori (ed ai maestri delle scuole elementari) di quella specifica classe. Ciò significa che appartiene al corpo docenti e, nonostante debba occuparsi esclusivamente dello studente affetto da handicap, partecipa alla programmazione educativa e didattica effettuata durante i consigli di classe. Nei consigli, il docente di sostegno individua il piano didattico da realizzare assieme allo studente disabile, definendo quindi di criteri di valutazione e di verifica della persona.
    La compartecipazione assieme agli altri insegnanti dà modo al docente di sostegno di definire i metodi migliori per consentire all’alunno diversamente abile di interagire con i suoi compagni. Chi ha avuto esperienza del genere ricorderà che il maestro di sostegno di quel compagno affetto da handicap spesso seguiva le lezioni in classe, era presente durante le verifiche e le interrogazioni, seguiva l’alunno nei compiti di gruppo e cercava di interpretare le esigenze del proprio discepolo.

  4. Il diritto all’insegnante di sostegno viene riconosciuto a tutti quei bambini che sono affetti da una patologia che comporta un handicap fisico o psichico. Esiste una legge specifica che si occupa proprio delle disabilità e dei sostegni che lo Stato riconosce alle persone diversamente abili: questi sostegni spaziano dall’assistenza medica alle detrazioni fiscali, per giungere al riconoscimento del diritto all’insegnante di sostegno. La persona diversamente abile è colei che è affetta da una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva; la patologia deve essere causa di una difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tale da determinare uno svantaggio sociale (ad esempio la persona non può lavorare o non può andare a scuola) o di emarginazione.

  5. Gli insegnanti di sostegno sono una categoria a sé stante nell’ambito dei docenti, cui vengono affidate tutte le fasi della formazione degli alunni disabili, cioè la progettazione, la realizzazione e la verifica degli interventi formativi individuali e speciali pensati appositamente per loro.L’insegnante di sostegno, inoltre, rappresenta una figura cardine nel gruppo di classe, essendo titolare, insieme al docente, della stessa classe e svolgendo attività di tutoring. Perciò, negli ultimi anni questa figura professionale è diventata molto ricercata negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Il suo ruolo è molto delicato: richiede una preparazione specifica oltre a competenze e attitudini particolari.

  6. Dopo la laurea vorre diventare insegnante di sostegno. Per la scuola dell’infanzia e primaria, quali sono i requisiti richiesti?

    1. Per la scuola dell’infanzia e primaria, i requisiti richiesti possono così essere schematizzati:il possesso di uno dei seguenti titoli:
      titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso il corso di laurea in Scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero, ma riconosciuto in Italia;diploma magistrale ivi compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002;titolo di abilitazione conseguito all’estero entro l’anno scolastico 2001/2002, riconosciuto in Italia;avere svolto nel corso degli ultimi otto anni scolastici (2010/11-2017/2018), presso le istituzioni scolastiche statali, almeno due annualità di servizio specifico rispettivamente sulla scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su un posto comune sia di sostegno;il possesso dello specifico titolo di specializzazione sul sostegno.E’ opportuno ricordare che nella scuola dell’infanzia e in quella primaria i titoli di accesso all’insegnamento sono anche abilitanti. Pertanto, non è necessario sostenere alcun concorso specifico successivo al conseguimento della laurea per ottenere l’abilitazione.

    1. Per diventare insegnanti di sostegno nella scuola secondaria occorre essere in possesso:dell’abilitazione all’insegnamento;oppure della laurea magistrale idonea all’accesso a una classe di concorso per la quale si concorre oltre a 24 cfu (crediti formativi universitari) in materie socio-psico-pedagogiche. Per classi di concorso si intendono i codici che identificano le varie materie di insegnamento nella scuola secondaria come ad esempio il codice A-22, che è quello relativo all’insegnamento di italiano, storia e geografia alle scuole medie, oppure il codice A-46, che identifica l’insegnamento del diritto nelle scuole superiori, ecc.Occorre inoltre, avere conseguito il titolo di specializzazione sul sostegno.

    1. Per diventare insegnanti di sostegno nella scuola d’infanzia, in quella primaria e nella scuola secondaria occorre seguire un corso di specializzazione didattico per l’inclusione scolastica.I requisiti per partecipare al corso di specializzazione sul sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria sono il possesso:del diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 (abilitante);del diploma magistrale a indirizzo psicopedagogico o linguistico, sempre conseguito entro il 2001/2002;della laurea in Scienze della formazione primaria;di analoghi titoli conseguiti all’estero e riconosciuti in Italia.I requisiti di accesso al corso di specializzazione sul sostegno per scuole secondarie sono:l’abilitazione all’insegnamento;la laurea con accesso a una classe di concorso per l’insegnamento + 24 cfu in materie socio-psico-pedagogiche;la laurea con accesso a una classe di concorso più tre annualità di servizio svolto negli otto anni precedenti, anche in modo non continuativo, su un posto di sostegno o un posto comune.
      Il corso di specializzazione dura un anno e si effettua presso le università autorizzate dal Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) e prevede l’acquisizione di 60 crediti formativi, comprensivi di almeno 300 ore di tirocinio, suddivisi in:
      36 cfu – insegnamenti disciplinari;
      9 cfu – laboratori;
      6 cfu – tirocinio diretto;
      3 cfu – tirocinio indiretto;
      3 cfu – tirocinio indiretto con le Tic (Tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione);
      3 cfu – prova finale.
      Al termine del corso, si può insegnare nei posti di sostegno partecipando al relativo concorso a cattedra, bandito ogni due anni, nel quale un certo numero di posti sono riservati al sostegno.Al corso di specializzazione sul sostegno possono partecipare anche gli Itp (insegnanti teorico pratici) in possesso del semplice diploma, ma solo fino all’anno scolastico 2024/2025. Successivamente, infatti, anche tali docenti dovranno avere la laurea e tre anni di servizio negli ultimi 8 anni.

  7. ci sono genitori che non accettano i disturbi o le disabilità del proprio figlio e così, evitando una diagnosi del neuropsichiatra infantile, lo “condannano” a dover faticare di più a scuola e a dover vivere determinate difficoltà, oltre che pratiche a livello psicologico (ansia, frustrazione, insicurezza, scoraggiamento, depressione). Perché precludere ad un bambino la possibilità di avere a disposizione un’insegnante di sostegno che possa seguirlo passo passo? No comment

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