Fisco: controlli sui furbetti dei condoni

21 Gennaio 2020 | Autore:
Fisco: controlli sui furbetti dei condoni

Avviate le azioni di recupero per chi ha smesso di pagare le rate previste dalle varie forme di pace fiscale: perdita dei benefici e nuove cartelle in arrivo.

Il Fisco non dimentica; neanche quando sembra che lo faccia. È distratto, tutto qui. La dimostrazione ce la dà quando, dopo lunghi periodi, ricorda di riscuotere alcuni suoi “vecchi” crediti, che aveva dilazionato nel tempo. E quando fa “toc toc” alla porta del contribuente non è troppo gentile. Così, stavolta, attacca i furbetti dei condoni: quelli che hanno aderito alle loro varie edizioni delle sanatorie passate e, di recente, delle varie edizioni della pace fiscale solo per sfruttarne i benefici, ed hanno rateizzato i debiti ma poi hanno interrotto i versamenti dovuti, alcuni addirittura dopo aver pagato solo la prima rata.

Ora, l’Agenzia delle Entrate – come riporta Il Sole 24 Ore di oggi – ha emanato ai propri uffici territoriali le istruzioni per accertare chi non ha versato entro le rispettive scadenze le somme dovute e di recuperare il dovuto, con l’aggiunta di sanzioni e interessi. Non si tratta, stavolta, di una lettera di compliance rivolta ai contribuenti morosi sollecitandoli a pagare, ma di un ordine rivolto alle sue articolazioni interne per procedere: il debito è ormai consolidato e i termini da rispettare per pagare secondo i piani di dilazione concordati sono abbondantemente scaduti.

L’azione di recupero riguarderà tutte le varie edizioni della pace fiscale, con i condoni e sanatorie che si sono succedute nel tempo, compresi quindi la definizione agevolata dei pvc (processi verbali di constatazione), delle liti pendenti in contenzioso e degli avvisi di accertamento.

Non sarà certo difficile per il Fisco individuare gli inadempienti: basterà incrociare i dati dei versamenti eseguiti con i modelli F23 o F24 che riportano i codici tributo dei diversi condoni che si sono susseguiti, per evidenziare sui portali interni a disposizione degli uffici dell’Agenzia delle Entrate quali sono le rate non pagate.

A questo punto, l’ufficio constaterà che il contribuente è decaduto dai termini concessi nei piani di versamento rateali stabiliti e perciò ha perduto tutti i benefici della pace fiscale; l’amministrazione quindi potrà, e dovrà, intraprendere l’azione di recupero delle somme residue, che saranno ricalcolate tenendo conto dei pagamenti iniziali effettuati rispetto all’intero ammontare dovuto, e il debito stavolta sarà maggiorato delle sanzioni previste  (il 45% in caso di omesso versamento, che scendono al 30% se nel frattempo il pagamento c’era stato ma è avvenuto in ritardo) e degli interessi (4% con decorrenza dal giorno successivo a quello della scadenza del termine previsto per il versamento non effettuato).

Già la Corte dei Conti, durante le audizioni parlamentari avvenute durante l’approvazione del decreto fiscale 2019, contenente l’ultima edizione approvata della pace fiscale, aveva messo in guardia dal rischio che i contribuenti avrebbero potuto pensare di pagare la sola prima rata per usufruire dei benefici poi smettere di pagare le rate successive; era già accaduto con il condono tombale del 2002, quando si registrò «la mancata riscossione di ingenti importi dovuti a titolo di pagamento rateale». Stavolta, il Fisco è più attrezzato e determinato rispetto al passato a procedere al recupero delle somme. La lotta all’evasione passa anche da qui.



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