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Decurtazione punti patente: ultime sentenze

6 Febbraio 2020
Decurtazione punti patente: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: violazioni del Codice della strada; decurtazione dei punti sulla patente; cumulo della sanzione pecuniaria e della sanzione accessoria della decurtazione dei punti della patente; provvedimento di revisione della patente.

Omessa comunicazione dei dati del conducente

In tema di comunicazione delle generalità del conducente del veicolo, ai fini della decurtazione dei punti sulla patente di guida, per l’applicazione dell’art. 126 bis codice della strada occorre distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all’invito rivoltogli (contegno per ciò solo meritevole di sanzione) e la condotta di chi abbia fornito una dichiarazione di contenuto negativo, sulla base di giustificazioni, la cui idoneità ad escludere la presunzione relativa di responsabilità a carico del dichiarante deve essere vagliata dal giudice di volta in volta, con apprezzamento in fatto non sindacabile in sede di legittimità.

Tribunale Pisa, 07/03/2019, n.203

Comunicazione dati all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida

La comunicazione all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, ai fini della decurtazione dei punti di patente deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro trenta giorni dalla richiesta, all’organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione.

Il termine assegnato al proprietario per comunicare all’organo di polizia che procede i dati relativi al conducente decorre, dunque, non dalla definizione del procedimento di opposizione avverso il verbale di accertamento dell’illecito presupposto, ma dalla richiesta rivolta al proprietario dall’organo di polizia.

Tribunale Potenza, 17/01/2019, n.58

La revisione della patente per azzeramento dei punti

Il provvedimento di revisione della patente, che è atto vincolato all’azzeramento del punteggio, è fondato sulla definitività dell’accertamento delle violazioni stradali in esito alle quali viene decurtato l’intero punteggio dalla patente di guida, e, pertanto, non presuppone l’avvenuta comunicazione delle variazioni di punteggio, tenuto conto che l’interessato conosce subito, attraverso il verbale di accertamento, se e in quale misura gli sarà applicata la sanzione accessoria della decurtazione punti, e può conoscere in ogni momento il suo saldo -punti.

Cassazione civile sez. II, 25/09/2018, n.22613

Decurtazione di venti punti

Al cittadino straniero in possesso di patente di guida rilasciata nel proprio Paese e della carta di qualificazione del conducente che nell’arco di un anno abbia commesso più violazioni dell’art. 174, comma 6, c.strad. (per superamento “dei periodi di guida prescritti dal regolamento (Ce) n. 561/2006”) comportanti la decurtazione di venti punti, è applicabile la misura dell’inibizione alla guida di cui all’art. 6 ter, comma 2, d.l. n. 151/2003 e non la disciplina di cui all’art. 23 d.lg. n. 286/2005, ovvero la revoca della carta di qualificazione del conducente, applicabile alla diversa ipotesi di titolari di patente di guida italiana.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 31/07/2018, n.213

Sanzione pecuniaria e decurtazione dei punti della patente

In materia di infrazioni al codice della strada, nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa il cumulo della sanzione pecuniaria, di valore determinato, e della sanzione accessoria della decurtazione dei punti dalla patente di guida, non rende la causa di valore indeterminabile ai fini dell’individuazione del giudice competente, né rileva ai fini della liquidazione delle spese processuali, che restano parametrate sull’importo della sola sanzione pecuniaria.

Cassazione civile sez. II, 21/05/2018, n.12517

Verbale di accertamento dell’infrazione e decurtazione dei punti

Il provvedimento di revisione della patente di guida, che è atto vincolato all’azzeramento dei punti, non presuppone l’avvenuta comunicazione, da parte dell’Amministrazione, delle variazioni del punteggio, posto che l’interessato può conoscerle da subito, attraverso il verbale di accertamento dell’infrazione cui sia collegata la sanzione accessoria della decurtazione, così come può conoscere in qualsiasi momento il suo saldo -punti.

Cassazione civile sez. II, 16/04/2018, n.9270

Decurtazione punti di patente: giurisdizione del giudice di pace

La decurtazione dei punti di patente costituisce una sanzione amministrativa conseguente alla violazione di norme sulla circolazione stradale e il contenzioso relativo all’applicazione di tale sanzione accessoria, nell’ambito del quale devono ricomprendersi anche le questioni relative all’erronea decurtazione del punteggio od alla mancata od intempestiva comunicazione della decurtazione stessa, deve ricondursi, ai sensi degli artt. 204- bis e 205 del d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, alla giurisdizione del giudice di pace, nella quale rientra anche la cognizione sul provvedimento vincolato di assoggettamento a nuovo esame di idoneità tecnica conseguenziale alla perdita totale del punteggio.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. II, 16/01/2018, n.64

Violazione delle norme sulla circolazione e decurtazione dei punti dalla patente

Nel caso di mancata identificazione del conducente il veicolo al momento della contestata violazione delle norme sulla circolazione che importano la decurtazione dei punti dalla patente, il proprietario dello stesso, ovvero altro obbligato in solido di cui all’art. 196 C.d.S., che, in assenza di giustificato e documentato motivo, non fornisce all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente di guida del medesimo conducente, pone in essere una condotta sanzionabile autonoma rispetto a quella contestata con il precedente verbale (verbale presupposto).

Cassazione civile sez. VI, 24/11/2017, n.28136

Infrazione alla guida e reato di falso ideologico in atto pubblico

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico la condotta di chi dichiara che alla guida dell’autovettura al momento dell’infrazione ci fosse un’altra persona, al fine di evitare la decurtazione dei punti e la sospensione della patente. Questo è successo nel caso di specie, che si è concluso con la condanna di una donna che aveva dichiarato che alla guida ci fosse il padre. Sfortunatamente per lei, lo scrupoloso agente che aveva accertato l’infrazione (guida con il telefonino) aveva altresì annotato e riportato nel verbale il sesso del conducente.

Cassazione penale sez. V, 20/12/2016, n.12779

Decurtazione dei punti della patente ai cittadini italiani titolari della patente estera

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 6 ter d.l. 27 giugno 2003, n. 151, introdotto dall’art. 1, comma 1, l. 1 agosto 2003, n. 214, come modificato dall’art. 24, comma 2, l. 29 luglio 2010, n. 120, censurato per violazione degli artt. 2 e 16 Cost., nella parte in cui estende l’applicazione della decurtazione dei punti della patente ai cittadini italiani titolari della patente estera, senza estendere per costoro l’applicazione dell’intera disciplina prevista per le patenti nazionali, incluso il meccanismo che consente di evitare ovvero di recuperare la perdita totale del punteggio a disposizione.

La sanzione amministrativa conseguente all’applicazione della disciplina normativa censurata inibisce il solo esercizio del diritto di guida e non limita il diritto di circolare, né in tale diritto si sostanzia l’esplicazione della personalità del soggetto, sotto il profilo familiare e lavorativo, potendo l’inibizione incidere sulle sole modalità pratiche della sua realizzazione (sent. n. 6 del 1962).

Corte Costituzionale, 16/12/2016, n.274

Patente: la comunicazione dei dati del conducente

In tema di violazioni al codice della strada, con l’ipotesi di illecito amministrativo previsto dall’articolo 180, comma 8, del d.lg. n. 285 del 1992 non risultano sanzionate specifiche condotte previste dal detto codice, bensì l’omessa collaborazione che il cittadino deve prestare all’autorità amministrativa al fine di consentirle di effettuare i necessari e previsti accertamenti per l’espletamento dei servizi di polizia stradale.

Sicché l’obbligo della comunicazione dei dati del conducente (da parte del proprietario del veicolo) nelle ipotesi di violazione del Codice della Strada, costituisce un distinto obbligo (sanzionato a sua volta autonomamente) che nasce dalla richiesta avanzata dalla Amministrazione ove sia contestata una violazione che determina la decurtazione dei punti patente.

Con l’ulteriore precisazione che essendo, l’obbligo di comunicare i dati del conducente richiesti dalla P.A., autonomo e destinato ad assolvere una sua funzione propria, non può essere sospeso o eliminato né dall’eventuale ricorso avverso la violazione principale né dall’eventuale pagamento della multa correlata alla violazione del CdS presupposta.

Cassazione civile sez. II, 29/11/2016, n.24233

Omessa comunicazione obbligatoria del conducente

In caso di violazione al codice della strada da cui consegua la sanzione amministrativa accessoria della decurtazione dei punti della patente, il ricorso avverso la violazione principale non elide, in capo al proprietario del veicolo, l’obbligo di comunicare i dati del conducente richiesti dalla P.A., che attiene ad un dovere di collaborazione di natura autonoma ed e separatamente sanzionato, sicché la comunicazione con la quale l’opponente si sia limitato a riferire dell’avvenuta presentazione del ricorso non ha carattere esaustivo poiché l’obbligo, nelle more del giudico, resta solo sospeso e condizionato e si riattiva in caso di esito sfavorevole, con nuova decorrenza dei termini dal deposito della sentenza di primo grado, provvisoriamente esecutiva ai sensi dell’art. 282 c.p.c.

Tribunale Grosseto, 22/11/2016, n.992



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15 Commenti

  1. Le preoccupazioni di ogni automobilista sono sostanzialmente due: trovare un parcheggio per il proprio veicolo e stare attento a conservare i punti della propria patente. Al conseguimento del titolo abilitativo alla guida, ognuno parte con venti punti: questi possono diminuire in base alle infrazioni commesse, oppure aumentare nell’ipotesi di perdurante rispetto del codice della strada. Insomma: se sei abituato a prendere multe, è molto difficile che avrai conservato i venti punti iniziali. Al contrario, se non hai mai commesso un’infrazione oppure sono anni che non ne commetti una, è molto probabile che il tuo score sia superiore ai venti punti, in quanto la patente si “ricarica” con la buona condotta.

  2. I punti patente sono un po’ l’indicatore, il misuratore dell’affidabilità del cittadino alla guida: un numero elevato di punti significherà un maggiore rispetto dei precetti del codice della strada. Insomma: i punti patente corrispondono ad una specie di “fedina stradale”.

  3. Il gruzzoletto iniziale di punti patente è soggetto a variazione, sia in negativo che in positivo: se ad ogni infrazione del codice della strada può corrispondere una decurtazione proporzionata alla gravità della propria condotta, il trascorrere del tempo al contrario aiuta l’automobilista ad aumentare o a recuperare i punti persi. Ed infatti, se non si commettono infrazioni vengono aggiunti 2 punti ogni due anni, fino ad arrivare ad un massimo complessivo di trenta punti (tetto massimo oltre il quale non si può andare).Così come esiste un limite massimo di punti cumulabili, ne esiste anche uno di punti decurtabili: nell’ipotesi in cui con un’unica condotta il conducente commetta più violazioni, la decurtazione non potrà superare il limite dei 15 punti, a meno che tra le violazioni commessi non ne figuri una che comporti la sospensione immediata o la revoca della patente. In tale ipotesi non si tiene conto del limite dei 15 punti, e al conducente possono essere sottratti anche tutti.

  4. Per i neopatentati è previsto un regime un po’ più rigido: i titolari di patenti di guida rilasciate dopo il primo ottobre 2003 (che non siano già in possesso di patente B o superiore), nei primi tre anni dal rilascio, in caso di violazione subiscono una decurtazione doppia dei punti.Nonostante il raddoppio dei punti però, anche per i neo patentati che con una condotta commettono più violazioni, resta fermo il limite di 15 punti di decurtazione massima.

    1. Se vuoi sapere quanti punti hai sulla tua patente ti basta soltanto seguire le semplici indicazioni che ti darò. Esistono sostanzialmente due modi per sapere quanti punti si hanno sulla patente: chiamare da telefono fisso al numero 848.782.782 oppure consultare il sito internet ilportaledellautomobilista.Nel primo caso (chiamata all’848.782.782), ti basterà alzare la cornetta del tuo telefono fisso (non è ammessa la chiamata da cellulare), digitare il numero e seguire le istruzioni che ti verranno fornite dal messaggio registrato del Servizio informazioni del ministero delle Infrastrutture. In particolare, dovrai:digitare la tua data di nascita: 2 cifre per giorno e mese e 4 cifre per l’anno (gg/mm/aaaa)digitare il numero della patente (solo le cifre, nessuna lettera), seguito dal tasto cancelletto (#).
      Se, invece, vorrai conoscere i tuoi punti patente consultando l’indirizzo http://www.ilportaledellautomobilista.it, non ti occorrerà altro che collegarti ad internet, visitare il sito appena riportato e registrarti, inserendo i seguenti dati:nome, cognome e codice fiscale;indirizzo email a cui verrà inoltrata l’email di conferma di creazione dell’account;data di nascita, indirizzo di residenza e numero della patente.
      Con la registrazione al portale dell’automobilista potrai non solo sapere i tuoi punti patente, ma avere accesso a diverse risposte come la verifica della copertura assicurativa del tuo veicolo, modulistiche varie, normativa, pratiche auto e molto altro.
      Effettuata la registrazione, potrai decidere di accedere in qualsiasi momento al portale mediante l’apposita app gratuita iPatente.

  5. Cosa succede se per sapere quanti punti ho sulla patente, scopro che non ne ho più, cioè che sono a zero?

    1. Se hai perso tutti i punti della patente dovrai rifare gli esami di guida, con queste specificazioni: se chiedi di rifarli entro 30 giorni dall’azzeramento dei punti, potrai nel frattempo continuare a guidare; altrimenti, dal trentunesimo giorno ti viene sospesa la patente e non puoi più circolare.Se superi l’esame di guida ti verranno riaccreditati sulla patente i 20 punti che avevi inizialmente. Se, in seguito, dovessi di nuovo perdere tutti i punti, potrai ripetere la procedura senza alcun limite. Viceversa, se non superi la prova, la patente di guida ti verrà revocata. Per precisione va detto che quando perdi tutti i punti dalla patente a comunicartelo sarà il ministero, il quale è obbligato a spedirti una raccomandata in cui ti invita a rifare gli esami di guida entro i termini

  6. Perdere i punti della propria patente è semplice perché basta una piccola infrazione per vedersi detrarre da un minimo di un punto fino ad un massimo di 10. Un esempio? Trasportare un numero di persone maggiore rispetto alla capacità del veicolo comporta la decurtazione di un punto mentre utilizzare la corsia d’emergenza sull’autostrada per fare i furbi (ed evitare la fila) può costare fino a dieci punti.

  7. I punti della patente si perdono nel momento in cui si commette un’infrazione del Codice della Strada. Non rispettare un segnale, sorpassare quando non è possibile, fare inversione di marcia su una strada extraurbana principale sono solo alcuni dei diversi casi in cui si possono perdere i punti della patente.I casi più frequenti in cui si perdono punti della patente sono:superamento dei limiti di velocità (vado a 90 km/h quando la segnaletica indica 70 km/h);sosta in aree riservate al parcheggio dei mezzi per persone disabili;mancata precedenza ai pedoni in caso di attraversamento di questi ultimi;utilizzo del telefonino durante la guida del veicolo;mancata osservanza dello stop.

    1. Ci sono casi in cui, pur commettendo un’infrazione, non è prevista alcuna decurtazione dei punti della patente. Un caso fra tutti è quando parcheggiamo in un’area riservata ai parcheggi a pagamento. Possono essere le strisce blu disposte lungo il ciglio di una strada urbana, oppure dei parcheggi disposti in una zona riservata e lontano dal traffico: in tutti questi casi l’agente di polizia stradale contesterà solo l’infrazione, senza procedere alla decurtazione dei punti.Non si perdono inoltre i punti della patente quando l’infrazione non rientra nelle tabelle di penalità che indicano il tipo di violazione ed il relativo punteggio decurtato. Le tabelle sono disponibili su internet ed in allegato al Codice della Strada.Un terzo caso in cui non si perdono punti della patente è quando non siamo noi ad aver commesso l’infrazione, pur essendo proprietari di un veicolo. Un esempio comune potrebbe essere l’auto prestata ad un figlio o ad un amico che, durante la guida, viola una norma del Codice della Strada. Nel momento in cui riceveremo la notifica della multa a casa, troveremo un foglio da compilare ed inoltrare tramite raccomandata A/R alla sede dell’organo di Polizia Stradale che ha contestato l’infrazione. Riempiendo il modulo avremo la possibilità di indicare l’effettivo trasgressore, allegando una copia firmata della patente di guida di quest’ultimo.Non si perdono i punti della patente quando si impugna la multa mediante ricorso dinnanzi al giudice di pace e se ne chiede l’annullamento. A dire il vero sulla possibilità di impugnare la comunicazione in merito alla decurtazione dei punti patente si era aperto un dibattito giurisprudenziale, conclusosi con una sentenza della Cassazione che ha affermato un principio fondamentale per chi intende tutelarsi dalle multe. La giurisprudenza più volte aveva ribadito che non era possibile impugnare il preavviso in quanto non si trattava di provvedimento amministrativo, bensì di semplice comunicazione. Per cui sembrava più logico ricorrere contro la decurtazione dei punti solo nel momento in cui l’interessato avesse ricevuto la successiva comunicazione che attestava l’avvenuta segnalazione della decurtazione all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida.La Cassazione, al contrario, ha ammesso la possibilità di impugnare congiuntamente sia la multa, sia la comunicazione, essendo quest’ultima riferita ad una pena accessoria (la perdita dei punti) correlata alla pena principale (la sanzione amministrativa). Sintetizzando, qualora il giudice di pace accolga il ricorso ed annulli la multa, la decurtazione dei punti non verrà applicata.

  8. Se vengono contestate più violazioni contemporaneamente, il massimo di punti che può essere decurtato in un solo verbale è di quindici. Come variano le penalità sulla base del tipo di infrazione commessa?

    1. Volendo fare una sintesi:
      1 punto viene sottratto quando si usano impropriamente i fari dell’auto, se non si utilizzano i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione quando sono prescritti, se si trasportano un numero di persone superiore a quello previsto dal veicolo (tre persone in una moto, sei persone in una vettura a cinque posti), quando non si rispettano (per oltre il 20%) i limiti di riposo settimanale previsti per i camionisti e i guidatori di autobus;
      2 punti sono decurtati quando non si rispetta la segnaletica stradale (ad eccezione dei segnali di sosta e fermata), per le inversioni di marcia o di corsia senza osservare le prescrizioni previste per legge, quando si sorpassa il tram in fermata a sinistra, se si sosta su aree riservate a specifiche categorie di soggetti (disabili, sosta autobus e taxi), quando si dimentica di utilizzare il triangolo in caso di avaria del veicolo, qualora si trasportino sostanze pericolose. Particolari limiti sono previsti per gli autisti di autobus e camion;

      3 punti si perdono quando si supera il limite di velocità di oltre 10 km/h ma non oltre i 40 km/h, si utilizzano gli abbaglianti senza motivo, se non si osservano le disposizioni in riferimento al trasporto di oggetti particolari ed ingombranti o quelle che riguardano il sorpasso e la distanza di sicurezza nei confronti di specifiche categorie di veicoli;
      4 punti sono detratti se si circola contromano, quando si sporca la strada con materiale viscido ed infiammabile, se si sta esercitando abusivamente l’attività di taxi o NCC, si impedisce al pedone di attraversare la strada, oppure quando il carico di un veicolo è posto in maniera disordinata, tale da poter causare danni;
      5 punti sono previsti generalmente se si usa il telefonino durante la guida, si dimentica il casco in moto, non si allacciano le cinture di sicurezza, si guida in stato di ebrezza (con un tasso alcolemico inferiore a 0,5 gl) e non si rispettano le precedenze;
      6 punti vengono decurtati quando non si rispetta lo stop e si passa con il rosso, si attraversa il passaggio a livello incautamente o si supera il limite di velocità di oltre i 40 km/h senza raggiungere i 60 km/h;
      8 punti sono la penalità per chi non rispetta la distanza di sicurezza ed ha causato un incidente grave, fa inversione di marcia in prossimità di incroci, curve o dossi, non rispetta le precedenze dei pedoni (quando essi attraversano, ad esempio, le strisce pedonali);
      10 punti rappresentano la penalità maggiore, prevista per chi guida sotto l’effetto di alcool o droga, fugge da un incidente appena provocato, guida contromano in autostrada o nelle strade extraurbane, utilizza impropriamente le corsie di emergenza, forza un posto di blocco, effettua una retromarcia in autostrada, trasporta merci pericolose senza autorizzazione, sorpassa uno o pù veicoli in situazioni particolari (presenza di dossi, curve, ecc) e supera i limiti di velocità di oltre il 60%.

      Se si perdono tutti i punti della patente bisognerà sottoporsi all’esame di guida per la revisione della stessa. Uguale ipotesi si verifica quando si perdono 5 punti della patente e, nei successivi 12 mesi si commettono altre due violazioni da 5 punti ciascuna.
      In entrambi i casi, se l’infrazione non prevede la sospensione della patente, sarà possibile circolare su strada considerando che la revisione andrà effettuata entro 30 giorni dalla comunicazione dell’avvenuta decurtazione.

  9. la variazione di punteggio deve essere comunicata al trasgressore dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Ciascun conducente può controllare in tempo reale lo stato della propria patente con le modalità indicate dal Dipartimento per i trasporti terrestri. La norma non indica entro quanto tempo l’anagrafe è tenuta a mandare la lettera al conducente che ha subito una decurtazione del punteggio sulla patente; si limita solo a ribadire che ogni sottrazione di punti va comunicata agli interessati dalla citata anagrafe, essendo ben possibile che la cumunicazione pervenga dopo sei, otto, dodici o anche ventiquattro mesi.

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