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Iscrizione Cassa forense: ultime sentenze

5 Agosto 2021
Iscrizione Cassa forense: ultime sentenze

Mancato adempimento contributivo; obbligo di iscrizione alla gestione separata per gli avvocati non iscritti alla Cassa forense; versamento del contributo previdenziale; giurisdizione.

Reddito inferiore ai minimi per l’iscrizione alla cassa forense

Per il periodo antecedente all’entrata in vigore della l. 31 dicembre 2012 n. 247, l’avvocato non iscritto alla cassa forense in quanto percettore di reddito inferiore ai minimi previsti per l’obbligatoria iscrizione alla cassa categoriale, il quale guadagni meno di cinquemila euro l’anno, non è tenuto ad iscriversi neppure alla gestione separata Inps laddove risulti carente del requisito dell’abitualità.

Cassazione civile sez. lav., 15/03/2021, n.7227

Redditi sotto le soglie previste da Cassa Forense

Sussiste l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata presso l’Inps per gli avvocati non iscritti obbligatoriamente alla Cassa di previdenza forense alla quale hanno versato esclusivamente un contributo integrativo in quanto iscritti agli albi, cui non consegue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio; l’obbligo di cui alla l. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, di iscrizione alla Gestione Separata è, infatti, rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante dall’esercizio abituale (anche se non esclusivo) ma anche occasionale (entro il limite monetario indicato nel d.l. n. 269 del 2003, art. 44, comma 2) di un’attività professionale per la quale è prevista l’iscrizione ad un albo o ad un elenco, anche se il medesimo soggetto svolge altre diverse attività, per cui risulta già iscritto ad altra gestione. Tale obbligo viene meno solo se il reddito prodotto dall’attività professionale predetta è già integralmente oggetto di obbligo assicurativo gestito dalla cassa di riferimento.

Cassazione civile sez. VI, 17/11/2020, n.26021

Contributo integrativo di carattere solidaristico

Gli avvocati che non hanno l’obbligo di iscrizione alla Cassa forense, alla quale versano esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico in quanto iscritti all’albo professionale, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque ad iscriversi alla gestione separata presso l’INPS, in virtù del principio di universalizzazione della copertura assicurativa, cui è funzionale la disposizione di cui all’art. 2, comma 26, della Legge n. 335/1995, secondo cui l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale.

Tribunale Modena sez. lav., 30/10/2020, n.385

Obbligatorietà per gli iscritti alla Cassa Forense del versamento dei contributi minimi

Nel nostro ordinamento, all’espletamento di attività lato sensu lavorativa, sia essa intellettuale o manuale, esercitata in forma autonoma o subordinata, dietro pagamento di corrispettivo, si accompagna la copertura previdenziale. E ciò per ragioni di tutela di posizioni indisponibili del singolo (tutela avverso la vecchiaia, la malattia, l’invalidità e per i superstiti) e, quindi, a prescindere se, poi, in concreto, al singolo potrà o meno essere erogata una qualche prestazione. A tal proposito si ribadisce la legittimità costituzionale dell’art. 21, commi 8 e 9, l. n. 247/2012, che sancisce l’obbligatorietà dell’iscrizione a Cassa Forense e del versamento di contributi minimi, per tutti gli iscritti all’Albo degli Avvocati.

Tribunale Foggia sez. lav., 16/07/2020, n.1954

Contribuzione integrativa dovuta alla Cassa forense per l’iscrizione all’albo

La contribuzione integrativa dovuta alla Cassa privata in ragione della mera iscrizione all’albo, che ha solo una funzione solidaristica, non attribuisce all’avvocato una copertura assicurativa per gli eventi della vecchiaia, dell’invalidità e della morte in favore dei superstiti, per cui non osta all’obbligo di iscrizione alla gestione separata presso l’INPS.

Tribunale Catania sez. lav., 09/09/2020, n.2798

Avvocato non iscritto alla Cassa Forense

Gli avvocati iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie che, svolgendo attività libero professionale priva del carattere dell’abitualità, non hanno – secondo la disciplina vigente ratione temporis, antecedente l’introduzione dell’automatismo della iscrizione – l’obbligo di iscrizione alla Cassa Forense, alla quale versano esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico in quanto iscritti all’albo professionale, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque ad iscriversi alla gestione separata presso l’Inps, in virtù del principio di universalizzazione della copertura assicurativa, cui è funzionale la disposizione di cui alla l n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, secondo cui l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale; detto principio va esteso anche al caso che viene qui in rilievo dell’avvocato non iscritto alla Cassa Forense alla quale versa il contributo integrativo obbligatorio previsto dal Regolamento della Cassa per il solo fatto di essere iscritto all’Albo Forense.

Cassazione civile sez. VI, 10/01/2020, n.317

La parziale omissione del versamento dei contributi alla Cassa Forense

Nessuna disposizione dell’ordinamento forense prescrive che non possa essere accreditata l’annualità nel caso in cui gli importi siano inferiori a una determinata soglia. Non sussiste, dunque, la regola del cosiddetto “minimale” per la pensionabilità come accade per i lavoratori dipendenti. Ad affermarlo è la Cassazione in risposta alla Cassa forense secondo cui il mancato adempimento contributivo di un proprio iscritto avrebbe fatto perdere i benefici previdenziali perché non erano stati versati completamente i contributi.

Per i giudici di legittimità, invece, la parziale omissione del versamento dei contributi non determina la perdita o la riduzione dell’anzianità contributiva e dell’effettività di iscrizione alla Cassa, poiché la normativa prevede solo il pagamento di somme aggiuntive.

Cassazione civile sez. lav., 21/11/2019, n.30421

Violazione dell’obbligo di comunicare i propri dati reddituali

Il fatto che l’avvocato violi l’obbligo di comunicare i propri dati reddituali (condotta rilevante ai fini disciplinari) non comporta integrazione del presupposto stesso necessario per l’iscrizione alla Cassa, in quanto la stessa può dirsi legittima solamente se vi sia prova dello svolgimento continuativo della professione.

Cassazione civile sez. lav., 05/11/2019, n.28449

Pensione indiretta erogata dalla Cassa forense

Per richiedere la pensione indiretta erogata dalla Cassa di previdenza e assistenza forense non è necessario che i necessari dieci anni di effettiva iscrizione e contribuzione maturati dal defunto siano continuativi. A sostenerlo è la Cassazione interpretando l’articolo 7 comma 3 della legge n. 576 del 1980 e ritenendo che la richiesta del coniuge del legale defunto deve essere valutata, nonostante l’assenza del requisito della continuità.

Cassazione civile sez. lav., 25/10/2019, n.27392

Obbligo di iscrizione alla gestione separata

Il principio di universalizzazione soggettivo ed oggettivo della copertura assicurativa obbligatoria si traduce operativamente nella regola secondo la quale l’ obbligo (ex art. 2, comma 26, I. n. 335 del 1995) di iscrizione alla gestione separata è genericamente rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante dall’esercizio abituale (anche se non esclusivo), ma anche occasionale (entro il limite monetario indicato nell’art. 44, comma 2, del D.L. n. 269/2003) di un’attività professionale per la quale è prevista l’iscrizione ad un albo o ad un elenco, anche se il medesimo soggetto svolge anche altra diverse attività per cui risulta già iscritto ad altra gestione.

Tale obbligo viene meno solo se il reddito prodotto dall’attività professionale predetta è già integralmente oggetto di obbligo assicurativo gestito dalla cassa di riferimento. Per tale ragione gli avvocati, nella disciplina previgente all’introduzione dell’automatismo dell’iscrizione alla Cassa, erano soggetti obbligatoriamente all’iscrizione nella gestione separata Inps.

Tribunale Bari sez. lav., 14/06/2019, n.2771

Avvocati non iscritti obbligatoriamente alla Cassa forense

Gli avvocati che non hanno l’obbligo di iscrizione alla Cassa forense (secondo la disciplina antecedente l’introduzione dell’automatismo dell’iscrizione), alla quale versano esclusivamente un contributo integrativo di carattere solidaristico in quanto iscritti all’albo professionale, cui non segue la costituzione di alcuna posizione previdenziale a loro beneficio, sono tenuti comunque ad iscriversi alla gestione separata presso l’Inps, in virtù del principio di universalizzazione della copertura assicurativa, cui è funzionale la disposizione di cui all’art. 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, secondo cui l’unico versamento contributivo rilevante ai fini dell’esclusione di detto obbligo di iscrizione è quello suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata prestazione previdenziale.

Tribunale Roma sez. lav., 21/05/2019, n.4820

Avvocato iscritto alla Cassa di previdenza forense: è tenuto ad iscriversi alla gestione separata Inps?

Il principio di universalizzazione soggettivo ed oggettivo della copertura assicurativa obbligatoria si traduce operativamente nella regola secondo la quale l’obbligo (ex art. 2, comma 26, della L. n. 335 del 1995) di iscrizione alla gestione separata è genericamente rivolto a chiunque percepisca un reddito derivante dall’esercizio abituale (anche se non esclusivo), ma anche occasionale di un’attività professionale per la quale è prevista l’iscrizione ad un albo o ad un elenco; ed anche se il medesimo soggetto svolge altre diverse attività per cui risulta già iscritto ad un’altra gestione, tale obbligo viene meno solo se il reddito prodotto dall’attività professionale predetta è già integralmente oggetto di un obbligo assicurativo gestito dalla cassa di riferimento.

Per tali ragioni ed in forza della normativa indicata, sono tenuti ad iscriversi alla gestione separata anche i lavoratori autonomi occasionali che percepiscono un reddito annuo superiore a 5.000,00 euro, sempre che, ovviamente, non siano tenuti ad iscriversi alla Cassa Forense e non siano obbligati per questo al versamento del contributo soggettivo.

Corte appello Bari sez. lav., 06/05/2019, n.1117

Avvocato iscritto alla Cassa previdenziale estera

L’obbligo di versamento del contributo integrativo deriva non dalla iscrizione alla Cassa professionale, bensì dalla prestazione professionale resa ed il professionista può ripeterlo nei confronti del cliente. Da ciò consegue che dalla iscrizione all’Albo deriva l’obbligo di versare il contributo integrativo per tutti coloro che, anche non iscritti alla Cassa, abbiano svolto l’attività forense in Italia, indipendentemente dall’essere iscritto ad altri albi professionali e Casse previdenziali di diverso Paese Ue.

Cassazione civile sez. lav., 22/02/2019, n.5376

Esercizio continuativo della professione

Per l’iscrizione alla Cassa di previdenza ed assistenza forense, al tempo in cui si colloca la fattispecie, occorrevano due requisiti: l’iscrizione all’albo professionale e l’esercizio della professione con carattere di continuità ai sensi della L. n. 319 del 1975, art. 2 e come comprovato dal disposto dell’art. 22, comma 2 l. n. 576 del 1980, come sostituito dalla L. n. 141 del 1992 art. 11.

Nell’ipotesi in cui la professione non venisse svolta con continuità l’art. 6, n. 3, dello statuto consentiva al professionista di chiedere la cancellazione dalla Cassa secondo i criteri determinati dal Comitato dei delegati, ma comunque, anche in questo caso l’esercizio della professione, sia pure in modo non continuativo, era il presupposto per l’iscrizione alla Cassa.

L’iscrizione, quindi, non era consentita nei caso in cui non vi fosse stato, neppure in modo sporadico, lo svolgimento della professione di avvocato ed il sistema non escludeva che potesse esercitarsi la professione forense anche senza essere iscritti alla Cassa (respinto, nella specie, il ricorso avverso al decisione di cancellazione del ricorrente dalla Cassa, in mancanza dell’esercizio continuativo della professione forense).

Cassazione civile sez. lav., 22/02/2019, n.5377

Controversia sull’iscrizione obbligatoria alla Cassa Forense

La controversia che involge questioni relative all’iscrizione obbligatoria alla Cassa di Previdenza e Assistenza Forense e all’obbligatorietà della corresponsione del contributo previdenziale anche per gli emolumenti percepiti nello svolgimento delle funzioni di Giudice di Pace appartiene alla giurisdizione del g.o., in funzione di Giudice del Lavoro, investendo essenzialmente questioni di ordine e natura squisitamente previdenziale e, quindi, involgendo veri e propri diritti soggettivi.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. II, 03/01/2019, n.16



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