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Responsabilità dirigenziale: ultime sentenze

5 Febbraio 2020
Responsabilità dirigenziale: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: configurabilità della responsabilità dirigenziale e di quella disciplinare; responsabilità dirigenziale per violazione di direttive; affidamento di incarichi di responsabilità dirigenziale con contratti a tempo determinato.

Responsabilità dirigenziale

La responsabilità dirigenziale ex art. 21 del d.lgs. n. 165 del 2001, nel testo applicabile “ratione temporis” a seguito della modifica di cui all’art. 3, comma 2, della l. n. 145 del 2002, presuppone una valutazione negativa dei risultati raggiunti dall’ufficio al quale il dirigente è preposto ed è finalizzata alla sua rimozione per inidoneità rispetto alla funzione, distinguendosi, pertanto, dalla responsabilità disciplinare, la quale postula un mero inadempimento colpevole di obblighi gravanti sul dirigente.

Ne consegue che l’“inosservanza delle direttive imputabili al dirigente”, ancorché astrattamente riconducibile ad entrambe le forme di responsabilità, assumerà valenza esclusivamente disciplinare ove la P.A. ritenga di sanzionare la violazione in sé, e andrà, invece, ricondotta alla responsabilità dirigenziale qualora la violazione, riguardando una direttiva strumentale al perseguimento dell’obiettivo assegnato al dirigente, finisca per incidere sulle prestazioni richieste a quest’ultimo ed alla struttura da lui diretta.

Cassazione civile sez. lav., 20/10/2017, n.24905

Comportamenti del dirigente

La responsabilità dirigenziale di cui agli artt. 4 e 21 del d.lgs. n. 165 del 2001, ricollegata ad una valutazione negativa dei risultati complessivi raggiunti dall’ufficio al quale il dirigente è preposto e finalizzata alla sua rimozione per inidoneità rispetto alla funzione, non coincide con la responsabilità disciplinare che presuppone un inadempimento colpevole di obblighi gravanti sul dirigente.

Ne consegue che nel caso di “inosservanza delle direttive imputabili al dirigente”, ossia di un comportamento astrattamente riconducibile ad entrambe le forme di responsabilità, l’addebito assumerà valenza solo disciplinare ove la p.a. ritenga di sanzionare la violazione in sé dell’ordine e della direttiva, e dovrà, invece, essere ricondotta alla responsabilità dirigenziale qualora la violazione medesima abbia inciso negativamente sulle prestazioni richieste al dirigente ed alla struttura dallo stesso diretta.

Cassazione civile sez. lav., 24/01/2017, n.1753

Lavoro dirigenziale nel pubblico impiego

In materia di pubblico impiego, nell’ambito del rapporto di lavoro dirigenziale, il potere di recesso del datore di lavoro è condizionato al parere obbligatorio del Comitato dei garanti soltanto nel caso in cui l’addebito contestato sia riconducibile alla responsabilità dirigenziale, e non quando si tratti di violazione integrante una mera responsabilità disciplinare. In quest’ultimo caso, infatti, la mancata formulazione del parere non incide sulla validità della sanzione.

Cassazione civile sez. lav., 10/12/2019, n.32258

Gli incarichi dirigenziali presso gli enti locali

Gli enti locali qualora intendano affidare incarichi di responsabilità dirigenziale con contratti a tempo determinato devono svolgere procedure con valenza para -concorsuale, non potendo effettuare le scelte intuitu personae.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. III, 03/06/2019, n.1270

Anticipata cessazione dell’incarico dirigenziale

Il principio di continuità dell’azione amministrativa è strettamente correlato a quello del buon andamento dell’azione stessa, criterio che comporta – per i dirigenti – una valutazione fondata sui risultati da perseguire, nel rispetto degli indirizzi posti dal vertice politico.

La previsione di un’anticipata cessazione ex lege dell’incarico dirigenziale deresponsabilizza il dirigente dall’assunzione dei risultati amministrativi e rende arbitraria l’adozione di poteri di rimozione causalmente giustificabili soltanto nell’ottica della rispondenza ad un pubblico superiore interesse o in conseguenza di una accertata responsabilità dirigenziale, in presenza di determinati presupposti e all’esito di un procedimento di garanzia puntualmente disciplinato, ovvero in presenza di un processo di ristrutturazione dell’organizzazione dell’ente.

Tribunale L’Aquila sez. lav., 27/06/2018, n.74

Configurabilità della responsabilità del pubblico dirigente

Nell’ambito del rapporto pubblico, la responsabilità dirigenziale per “violazione di direttive”, proprio perché presuppone uno stretto collegamento con il raggiungimento dei risultati programmati, deve riferirsi a quelle direttive che siano strumentali al perseguimento dell’obiettivo assegnato al dirigente perché solo in tal caso la loro violazione può incidere negativamente sul risultato, in via anticipata rispetto alla verifica finale.

Cassazione civile sez. lav., 09/05/2018, n.11161

Procedura concorsuale per l’affidamento degli incarichi dirigenziali a tempo determinato

L’art. 110, T.U.E.L., nel consentire agli enti locali di affidare incarichi di responsabilità dirigenziale con contratti a tempo determinato, non li esonera dallo svolgere procedure concorsuali; ne consegue, quindi, che in applicazione del generale principio, di rilevanza costituzionale, in base al quale l’accesso ai pubblici impieghi può avvenire solo per concorso, l’affidamento di detti incarichi non può non essere preceduto da una procedura selettiva adeguatamente pubblicizzata e, conseguentemente, eventuali doglianze circa la legittimità della selezione medesima rientrano nell’ambito della giurisdizione del giudice amministrativo.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 10/06/2016, n.494

Giurisdizione ordinaria e giurisdizione amministrativa: pubblico impiego

Sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del D. Lgs. n. 165 del 2001, ad eccezione di quelle relative ai rapporti di lavoro di cui al comma 4, incluse le controversie concernenti l’assunzione al lavoro, il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali e la responsabilità dirigenziale, nonché quelle concernenti le indennità di fine rapporto, comunque denominate e corrisposte, ancorché vengano in questione atti amministrativi presupposti; ciò in ragione della circostanza che l’ipotesi residuale del successivo comma 4 – secondo il quale «Restano devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni» – è limitata a quelle procedure che iniziano con l’emanazione di un bando e proseguono con la valutazione comparativa dei candidati e la redazione finale di una graduatoria, la cui approvazione, individuando i “vincitori”, rappresenta l’atto terminale del procedimento, mentre ne restano estranee le fattispecie caratterizzate dall’inserimento in graduatoria, senza alcun margine di discrezionalità, di quanti sono in possesso di determinati requisiti, anche sulla base della pregressa partecipazione a concorsi, in vista del conferimento di posti di lavoro che si rendano via via disponibili.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 05/04/2016, n.376

Provvedimenti di conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali

Ai sensi dell’art. 63 comma 1, d.lg. 30 marzo 2001, n. 165 in materia di pubblico impiego cd. privatizzato la giurisdizione ordinaria si estende a tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, ivi comprese quelle concernenti il conferimento e la revoca degli incarichi dirigenziali e la responsabilità dirigenziale.

Consiglio di Stato sez. V, 25/02/2016, n.782

Affidamento di incarichi di responsabilità dirigenziale

Il Collegio ritiene la propria giurisdizione, richiamato il condivisibile orientamento secondo cui “…l’art. 110 del D.Lgs. 267/00, nel consentire agli enti locali di affidare incarichi di responsabilità dirigenziale con contratti a tempo determinato, non li esonera dallo svolgere procedure concorsuali…”.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 30/04/2015, n.195

Dirigenti pubblici assunti a termine

Al rapporto di lavoro dei dirigenti pubblici assunti a termine si applicano le garanzie previste dal testo unico per il pubblico impiego e dalla contrattazione collettiva in favore di dirigenti a tempo indeterminato (quali, a esempio, quelle relative alla motivazione del provvedimento, all’obbligatorietà del parere del comitato dei garanti per i provvedimenti di responsabilità dirigenziale, alla contestazione e alla procedura per fare valere la responsabilità disciplinare), restando per converso esclusa l’applicazione delle sole norme che siano incompatibili con il termine apposto al rapporto.

Cassazione civile sez. lav., 19/03/2015, n.5516



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