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Aprire un centro estetico: necessaria la qualifica di estetista

13 maggio 2014 | Autore:


> Business Pubblicato il 13 maggio 2014



Vorrei aprire un mio centro estetico: serve la qualifica di estetista oppure basta la formazione “sul campo”, maturata in anni di lavoro nelle strutture altrui?

La qualifica professionale di estetista è sempre necessaria, anche quando si lavora come dipendente nelle strutture altrui. Nei confronti di chi esercita l’attività di estetista senza i necessari requisiti professionali è prevista una sanzione pecuniaria fino a 2.500 euro [1].

Per acquisire la qualifica, è necessario seguire un percorso teorico-pratico ed un esame finale. Il percorso teorico è più breve per coloro che hanno già acquisito esperienza sul campo. Ecco le possibili opzioni [2]:

1. corso regionale di qualificazione biennale, della durata minima di 1800 ore. Fatto ciò, è necessario partecipare ad un corso di specializzazione della durata di un anno oppure effettuare un anno di inserimento presso un centro estetico;

2. attività di apprendistato presso un centro estetico, cui si aggiunge un corso regionale di 300 ore, seguito da un anno di attività lavorativa come dipendente, a tempo pieno, presso uno studio medico specializzato oppure un centro estetico;

3. tre anni di attività lavorativa a tempo pieno, in qualità di dipendente o collaboratore familiare, presso un centro estetico, seguita dalla frequentazione di corsi regionali di almeno 300 ore per la formazione teorica. I 3 anni di lavoro devono essere svolti non oltre i 5 anni precedenti all’iscrizione ai corsi regionali.

L’attività di estetista è finalizzata alla cura del corpo umano. Per tale motivo, l’esercizio di tale lavoro necessita di conoscenze teorico-pratiche imprescindibili. Ciò nonostante, la crisi economica, miscelata con un modello di società sempre più basato sull’immagine, ha incrementato il fenomeno dell’abusivismo: le estetiste prive di qualifica o che si improvvisano tali sono molto diffuse. È molto frequente sentir dire a una ragazza: “le unghie me le fa a casa una mia amica”. Proprio sulla manicure, la Corte di Cassazione ha precisato che l’applicazione e la decorazione di unghie artificiali per finalità estetiche rientra nell’attività di estetista e non può essere svolta in assenza del titolo abilitativo prescritto dalla legge [3].

La Confestetica, confederazione nazionale degli estetisti, sul proprio sito internet, ha istituito una pagina nella quale è possibile segnalare, in forma anonima, possibili fenomeni di abusivismo, che poi saranno inoltrate alle autorità competenti. Attualmente sono già state inoltrare quasi 1.200 segnalazioni.

note

[1] Art. 12, l. n. 1/90.

[2] Art. 3, l. n. 1/90.

[3] Cass., sent. n. 3244 del 2.03.2012.

 

Autore immagine: 123rf.com


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