Illegittima la negoziazione assistita: cause più veloci

21 Gennaio 2020
Illegittima la negoziazione assistita: cause più veloci

Addio negoziazione assistita perché coi nuovi parametri il legale costa troppo per chi deve fare una causa in tribunale.

Diventano più veloci le cause di recupero crediti. Ma anche quelle per i risarcimenti da incidenti stradali. Il gradino della negoziazione assistita condotta dagli avvocati non può considerarsi obbligatorio. Lo Stato, infatti, non può più obbligare i cittadini a tentare di far pace, prima di sbarcare davanti al giudice se questo implica maggiori oneri economici come la parcella del proprio difensore. Sulla base di queste motivazioni, il tribunale di Verona [1], sulla scorta di quanto già chiarito dalla Corte di Giustizia dell’Ue [2], ha appena disapplicato la negoziazione assistita obbligatoria prevista dalla legge italiana [1]. 

Le Adr, ossia i mezzi di risoluzione alternativi delle liti, possono essere resi obbligatori solo se comportano esborsi esigui come, ad esempio, i 40 euro previsti per la mediazione. Invece, per la negoziazione assistita, le parti vanno incontro ai valori medi di liquidazione previsti dal decreto ministeriale n. 37/2018 che certo non è alla portata di tutti. 

La sentenza diventa particolarmente interessante in quanto la riforma della giustizia, disegnata dal ministro Bonafede, sta tentando di ridurre la mediazione proprio a favore della negoziazione. 

Secondo il tribunale veneto, anche se il valore della causa imporrebbe di tentare la risoluzione stragiudiziale prima di rivolgersi al giudice, le parti non devono avviare la negoziazione assistita obbligatoria. La quale è attualmente imposta per le materie di autotrasporto o subtrasporto, recupero crediti fino a 50mila euro, risarcimento danni per incidenti stradali. 

La Corte di giustizia europea con la sentenza C75/16 ha, infatti, escluso che possano essere previste forme obbligatorie di Adr, alternative dispute resolution, tali da imporre «costi ingenti» alle parti. E gli importi ai quali vanno incontro le parti qui da noi, tutt’altro che esigui, sono i valori medi di liquidazione di cui al dm 37/2018, quando manca l’evidenza di un accordo sul punto. 

Risultato: la norma ex articolo 3, comma primo, del decreto legge 132/14 deve essere disapplicata perché in contrasto con l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. 

Non conta poi che la parte potrebbe recuperare i costi per l’assistenza difensiva se prima partecipa al procedimento di negoziazione e poi risulta vittoriosa in giudizio oppure raggiunge una transazione con la controparte: si tratta, infatti, di un esito incerto.


note

[1] Trib. Verona, sent. del 13.01.20120.

[1] C. Giust. UE, sent. n. C75/16.


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