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Sedili posteriori auto: si possono rimuovere?

22 Gennaio 2020 | Autore:
Sedili posteriori auto: si possono rimuovere?

Si può girare in macchina senza le poltroncine collocate dietro il conducente per trasportare delle cose? Bisogna modificare la carta di circolazione?

Hai una macchina con un bagagliaio piccolo, la usi solo per te, al massimo per due persone (il coniuge, ad esempio) e vorresti avere più spazio per caricare delle cose senza comprarne una più grande. Ti chiedi se i sedili posteriori dell’auto si possono rimuovere oppure, così facendo, devi modificare il libretto di circolazione. Perché il dubbio che ti assale è che togliendo i sedili posteriori modifichi la natura stessa del veicolo e, quindi, rischi che, se qualcuno ti ferma, ti può fare storie e ti tocca pagare una multa.

La risposta a questo dubbio non è un «no» secco ma ci sono delle limitazioni. Leggendo il Codice della strada, si scopre come e quando è possibile modificare l’equipaggiamento di un veicolo. Più esplicita la lettera del ministero dei Trasporti in cui si dice che i sedili posteriori dell’auto si possono rimuovere solo temporaneamente, proprio per non alterare la funzionalità della macchina, da veicolo per il trasporto di persone a quello per il trasporto di cose. Ma anche in questo caso, ci sono dei vincoli che riguardano la categoria dell’auto.

Insomma, c’è bisogno di fare un po’ di chiarezza ed è per quello che ti consigliamo di continuare a leggere questo articolo.

Sedili posteriori: su quali auto si possono rimuovere?

Secondo la normativa, si possono rimuovere i sedili posteriori dell’auto solo nei veicoli di categoria M1 senza bisogno di aggiornare la carta di circolazione, ad eccezione di quelli che costituiscono la prima fila. Va da sé che quello del conducente deve restare al suo posto.

Quali sono i veicoli di categoria M1? Secondo la classificazione contenuta nel Codice della strada [1] sono quelli destinati al trasporto di persone che hanno al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente.

Importante aggiungere una precisazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a proposito del trasporto di cose sulle autovetture. La normativa in vigore – ricorda il Mit – ha stabilito l’individuazione di due sole categorie di autoveicoli: quelli per trasporto di persone e quelli per trasporto di cose, inseriti rispettivamente nelle categorie M e N.

Ciò ha determinato che gli autoveicoli della categoria M1 (quelli che noi intendiamo come normali e semplici «macchine») non possono essere più classificati per uso promiscuo, in quanto tale categoria non è più riconosciuta dalla normativa comunitaria e, pertanto, nemmeno da quella italiana.

Gli autoveicoli per uso promiscuo sono stati assorbiti nella categoria delle autovetture.

Sedili posteriori: quando si possono rimuovere?

Come si diceva all’inizio, è importante mantenere la tipologia del veicolo omologato per il trasporto di persone e non per il trasporto di merci. Pertanto, si possono rimuovere i sedili posteriori dell’auto solo temporaneamente e non in via definitiva, a meno che vai alla Motorizzazione civile per avviare una pratica in tal senso.

Su questo punto, è molto chiara la lettera del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al riguardo [2], che fa seguito alla precedente circolare dello stesso Ministero [3], su cui si legge che quando si ha bisogno di trasportare occasionalmente cose proprie o campioni gratuiti con un’auto, è possibile rimuovere i sedili posteriori a condizione che il carico sia sistemato in modo opportuno, cioè:

  • non limiti la visibilità;
  • non interferisca con l’uso dei comandi;
  • non si sposti durante la circolazione;
  • mantenga l’auto nel rispetto delle masse massime ammissibili nell’omologazione.

La rimozione dei sedili, come precisato dal ministero, non comporta l’aggiornamento della carta di circolazione in quanto essa contiene il numero massimo e non il numero minimo di posti a sedere nel veicolo. Rimuovere i sedili, quindi, non comporta la modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali dell’auto.

Peraltro, lo stesso ministero riconosce che il mercato si sta giustamente orientando verso la produzione di autoveicoli di dimensioni contenute in grado di consentire un impiego più versatile. Un utilizzo che prevede «occasionalmente», insiste il Mit, il trasporto di cose proprie, comprese quelle legate alle esigenze dell’utenza per il tempo libero, il che può comportare la necessità di rimuovere i sedili posteriori ed anche quello del passeggero collocato accanto al conducente. Può essere il caso di chi deve fare un trascolo e non vuole spendere dei soldi nel noleggio di un furgone, potendo guadagnare spazio nella sua auto grazie alla rimozione di tutti i sedili tranne quello del conducente. O di chi si vuole trasferire per un paio di mesi al mare e deve caricare diversi bagagli e oggetti un po’ ingombranti che non ci stanno nel baule.

Il ministero, nelle sue circolari, ha stabilito che tale esigenza «non contrasta con la normativa vigente» e, pertanto, esprime parere favorevole a condizione che sia garantita la sicurezza della guida. In altre parole: i sedili posteriori dell’auto si possono rimuovere, così come quello del passeggero, quando occasionalmente c’è bisogno di trasportare delle cose proprie. Ma senza compromettere la visibilità o la capacità di manovrare i comandi come la leva del cambio e lo stesso volante.


note

[1] Art. 47 cod. str.

[2] Lettera ministeriale prot. N. 1017/DC1-D.C. IV n. B/07 del 03.12.1997.

[3] Mit circ. n. 56/96 del 24.04.1996.


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