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Uso legittimo delle armi: ultime sentenze

8 Febbraio 2020
Uso legittimo delle armi: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: scriminante dell’uso legittimo delle armi; omicidio colposo commesso da un esponente delle forze dell’ordine; reati di omicidio e lesioni personali commessi da un sottufficiale dei carabinieri.

Uso legittimo delle armi

Si ritiene sussistente la scriminante di cui all’art. 53 c.p. – uso legittimo delle armi da parte del pubblico ufficiale – in ragione della pericolosità della condotta tenuta durante una fuga da parte del soggetto attivo di un reato, tenendo in considerazione le seguenti circostanze: gli altri mezzi possibili (posti di blocco, inseguimento a sirene spiegate, intimazione dell’ALT) erano stati considerati vani; il mezzo scelto era volto solo ad arrestare la moto e non a colpire il suo conducente; l’intento era quello di evitare che il soggetto attivo del reato si immettesse sulla strada provinciale, riprendendo una guida forsennata che avrebbe messo in pericolo gli utenti della strada.

Tribunale Lecce sez. I, 27/06/2019, n.2231

Sussistenza della scriminante dell’uso legittimo delle armi

Perché possa ritenersi integrata la scriminante prevista dall’art. 53 c.p., il ricorso all’uso delle armi deve costituire l'”extrema ratio” nella scelta dei mezzi necessari per l’adempimento del dovere, essendo esso ammissibile solo quando non sono praticabili altre modalità d’intervento né sono superati i limiti di gradualità dettati dalle esigenze del caso concreto ed è inoltre rispettato il principio di proporzione, inteso come necessario bilanciamento tra interessi contrapposti in relazione alla specifica situazione.

(Fattispecie in cui, la Corte, ritenendo non adeguatamente verificato il rispetto del principio di proporzione, ha annullato con rinvio la sentenza che aveva ravvisato la sussistenza della scriminante dell’uso legittimo delle armi per due poliziotti i quali, nel corso di un inseguimento di alcuni individui su un motociclo, approfittando di un momento di quiete del traffico, avevano esploso verso l’alto un colpo di fucile a pompa il cui proiettile, per cause accidentali, aveva attinto gli inseguiti omettendo, tuttavia di accertare se, anche alla luce della condotta tenuta da questi ultimi, gli agenti operanti potessero utilmente ricorrere ad altre forme di intervento).

Cassazione penale sez. V, 16/06/2014, n.41038

Riconoscimento della scriminante dell’uso legittimo delle armi

Ai fini del riconoscimento della scriminante dell’uso legittimo delle armi o di altri mezzi di coazione fisica è irrilevante, in presenza degli altri requisiti previsti dall’art. 53 c.p., che l’arma venga utilizzata dall’agente in modo improprio piuttosto che secondo le sue naturali modalità d’impiego.

(Fattispecie in cui un carabiniere aveva utilizzato la pistola d’ordinanza “a mò di clava” per infrangere il vetro di una autovettura determinando l’accidentale esplosione di un colpo che attingeva mortalmente il soggetto che si era asserragliato nel veicolo).

Cassazione penale sez. IV, 23/10/2008, n.45015

Agente della forza pubblica e omicidio colposo

Bene è ritenuta sussistente la scriminante dell’uso legittimo delle armi a fronte della condotta posta in essere da soggetti i quali, dopo aver compiuto una rapina a mano armata, si diano alla fuga con modalità tali da continuare a porre in serio pericolo l’incolumità, oltre che degli appartenenti alla forza pubblica, anche di quanti vengano a trovarsi sul tragitto.

(Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha confermato la decisione di merito con la quale era stato assolto dall’addebito di omicidio colposo un agente della forza pubblica che, nel corso dell’inseguimento di alcuni rapinatori, dopo che questi si erano impossessati, sotto minaccia delle armi, nel tentativo di far perdere le proprie tracce, di un’autoveicolo di passaggio, dal quale avevano spinto fuori il conducente, aveva esploso dei colpi di arma da fuoco uno dei quali aveva raggiunto, di rimbalzo, il detto conducente, provocandone la morte).

Cassazione penale sez. IV, 22/05/2014, n.6719

Normativa speciale in tema di contrabbando

La disciplina in tema di uso legittimo delle armi in danno di chi si sottrae con la fuga ad una intimazione o all’arresto, prevista dalle leggi in materia di contrabbando, è eccezionale, e non può essere applicata in via analogica a casi diversi da quelli in essa contemplati.

Cassazione penale sez. IV, 17/02/2011, n.14670

Eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi

Non sussiste violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza qualora l’imputato, tratto a giudizio per rispondere di omicidio volontario, venga, all’esito del medesimo giudizio, ritenuto colpevole della meno grave ipotesi delittuosa dell’omicidio commesso per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi, poiché non sussiste, in siffatta ipotesi, alcuno stravolgimento dell’imputazione originaria, essendo rimasto immutato il “fatto” in ordine al quale l’imputato aveva avuto piena possibilità di difendersi.

(Fattispecie nella quale si contestava all’imputato di aver causato, a conclusione di un inseguimento, mediante l’uso di un’arma da fuoco, la morte della vittima).

Cassazione penale sez. IV, 31/01/2008, n.13944

Cooperazione nei delitti colposi ed eccesso nell’uso legittimo delle armi

La cooperazione nel delitto colposo si caratterizza esclusivamente come reciproca consapevolezza da parte dei concorrenti della convergenza delle rispettive condotte verso un identico scopo, senza che, ai fini della sua configurabilità, rilevi l’eventuale incertezza sull’attribuibilità delle singole condotte ai cooperanti.

(In applicazione del menzionato principio la Corte ha riconosciuto la cooperazione nel delitto di lesioni colpose nei confronti di due agenti di polizia che, eccedendo nell’uso legittimo delle armi, avevano esploso entrambi dei colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di un’auto in fuga ferendo uno degli occupanti).

Cassazione penale sez. IV, 07/11/2007, n.5111

Uso di proiettili – lacrimogeni

La situazione di pericolo per l’ordine pubblico, venutasi a creare al termine di una partita di calcio per colpa di alcune frange di teppisti, giustifica da parte delle forze dell’ordine l’uso di proiettili – lacrimogeni, sussistendo l’esimente dell’uso legittimo delle armi; tuttavia il ferimento di una persona, avvenuto in violazione delle norme regolamentari perché il proiettile è stato sparato a breve distanza e ad altezza d’uomo anziché in aria; comporta l’insorgere di una responsabilità extracontrattuale della p.a. per la condotta lesiva dell’agente di polizia.

Tribunale Perugia, 22/03/2006

Flagranza di reato e uso legittimo delle armi

In tema di omicidio colposo commesso da esponente delle forze dell’ordine, la condotta dell’agente è scriminata dalla legittima difesa (putativa) e dall’uso legittimo delle armi nel caso in cui l’imputato, dopo avere sorpreso la vittima nella flagranza di reato di tentato furto in abitazione e averle intimato di fermarsi, sia stato oggetto di svariate condotte di progressione criminosa dalla resistenza a P.U. fino al tentato omicidio per investimento, ed abbia esploso vari colpi d’arma da fuoco, alcuni dei quali mortali, ritenendo incolpevolmente permanenti i presupposti del tentato omicidio ai propri danni, per quanto non più oggettivamente esistenti in una fase immediatamente successiva a quella in cui erano stati sicuramente integrati.

Tribunale Pinerolo, 22/12/2004

Esclusione dell’ingiustizia del danno

Il giudice civile nell’accertare, in un giudizio di risarcimento danni, l’esistenza della scriminante dell’uso legittimo delle armi con esclusione dell’ingiustizia del danno, non può escludere in assoluto l’esistenza della scriminante in presenza della fuga del soggetto nei cui confronti il pubblico ufficiale è tenuto ad adempiere al dovere d’ufficio, essendo necessario procedere alla valutazione delle modalità con cui la fuga è stata realizzata da valutare con il criterio della proporzione tra i contrapposti interessi.

Cassazione civile sez. III, 13/10/2003, n.15271

Uso di un’arma da sparo allo scopo di eseguire l’arresto

Ai sensi della convenzione europea sui diritti dell’uomo e sulle libertà fondamentali, i cui principi trovano immediata e diretta applicazione nell’ordinamento italiano, è da considerarsi legittima la condotta di chi abbia cagionato la morte in conseguenza del ricorso alla forza resosi assolutamente necessario, tra l’altro, per eseguire un arresto regolare; sussistendo in concreto una tale situazione giustificante, questa deve ritenersi assorbente rispetto agli altri requisiti di applicazione della scriminante dell’uso legittimo delle armi più dettagliatamente previsti dall’art. 53 c.p. (nella specie, la Corte ha ritenuto non punibili i reati di omicidio e lesioni personali commessi da un sottufficiale dei carabinieri in conseguenza dell’uso di un’arma da sparo allo scopo di eseguire l’arresto di alcuni rapinatori in fuga).

Cassazione penale sez. IV, 06/02/2003, n.20031


7 Commenti

  1. L’erede ha sempre l’obbligo di denunciare alle Autorità le armi ereditate, anche quando ha il porto d’armi.

  2. La legge prescrive un obbligo generale di denuncia della detenzione di armi, obbligo che se non adempiuto comporta conseguenze penali. Chi detiene armi senza averne fatto denuncia alle Autorità di sicurezza o rinviene armi nella propria abitazione, rischia, infatti, l’arresto per reato di detenzione abusiva di armi. L’obbligo di denuncia delle armi serve ad assicurare la possibilità di controllo, da parte dell’autorità di pubblica sicurezza, di tutte le armi detenute sul territorio italiano in base all’identificazione del possessore, anche a prescindere dai luoghi in cui le armi si trovino.

  3. Chi eredita armi, munizioni o materie esplodenti, oppure le ritrova presso l’abitazione del defunto, è tenuto a darne comunicazione all’autorità di sicurezza.Egli deve rivolgersi all’ufficio locale di pubblica sicurezza o, se questo manchi, al comando dei carabinieri, portando con sé la denuncia di detenzione delle armi del defunto (se rinvenuta) e una dichiarazione sostitutiva del certificato di morte del de cuius.L’obbligo di denuncia è connesso al possesso dell’arma e non alla sua titolarità formale; ne consegue che esso sussiste a prescindere del modo in cui si viene in possesso dell’arma.

  4. Una volta denunciata la detenzione dell’arma del defunto, l’erede, se non ha il porto d’armi e vuole tenere l’arma presso la propria abitazione, deve presentare apposita richiesta al questore che rilascerà uno specifico nulla osta. Esso autorizza all’acquisto, a qualsiasi titolo, e alla detenzione di armi. Il nulla osta ha una validità di 30 giorni dalla data di rilascio e, al momento dell’acquisto, consente di effettuare il trasporto delle armi fino alla propria abitazione. Il nulla osta non è necessario se l’erede è già titolare di valida licenza di porto di pistola o di fucile, ma egli ha comunque l’obbligo di denuncia dell’arma alle autorità.

  5. Nelle ipotesi in cui per legittima difesa, reale o putativa, si faccia uso delle armi, il vaglio circa la proporzionalità tra l’offesa e la reazione deve essere particolarmente rigoroso, tanto più quando l’agente stia svolgendo un’attività tipica di polizia e sia ragionevole attendersi un elevato livello di autocontrollo ed un’accorta ponderazione nell’uso dei mezzi coercitivi a disposizione.Il giudizio inerente alla causalità della colpa, dunque alla prevenibilità dell’evento, va, infatti, determinato in concreto, avendo presenti tutte le circostanze in cui il soggetto si trova ad operare ed in base al parametro relativistico dell’agente modello, dell’homo eiusdem condicionis et professionis, considerando le specializzazioni ed il livello di conoscenze dell’agente concreto. In base a tale regola, al giudice di merito non è consentito considerare gli stati d’animo o i timori personali dell’agente che faccia uso delle armi, ove non supportati da circostanze oggettive in cui sia ragionevolmente maturata l’erronea percezione del pericolo di vita.

  6. La vita di ognuno di noi si caratterizza anche e soprattutto per le passioni che coltiviamo. Gli hobbies e le passioni sono, in realtà, tra quelle cose che ci caratterizzano e contraddistinguono maggiormente e sono anche la valvola di sfogo per riprenderci dalle delusioni e rilassarci dal ritmo stressante della vita quotidiana.Innumerevoli sono le attività che tanti di noi coltivano durante il tempo libero che con fatica riusciamo a ritagliarci. Fra queste attività, sicuramente, un posto importante lo ha il collezionismo. Molti, infatti, si dedicano con grande passione a collezionare le cose più disparate e talvolta riescono anche a gareggiare per entrare nel guiness dei primati. Fra le cose che possono far parte delle collezioni ci sono anche le armi artistiche e/o le cosiddette armi da collezione e per alcuni poter allestire nella propria abitazione un piccolo museo di armi antiche da esibire a parenti ed amici è il sogno di una vita.

  7. Sono considerate armi artistiche antiche quelle ad avancarica (cioè quelle nelle quali il proiettile viene inserito dalla cima della canna) e quelle fabbricate prima del 1890.
    Per detenerle legalmente, occorre munirsi di licenza di collezione rilasciata dal questore.La licenza di collezione consente di detenere (sempre che siano ad avancarica e prodotte prima del 1890), in numero superiore a otto, le:
    armi antiche;
    armi artistiche;
    armi rare di importanza storica,
    Precisiamo che questa licenza non consente, però, di detenere le munizioni insieme alle armi (le armi, cioè, devono essere detenute scariche) ed ha carattere permanente nel senso che, una volta conseguita, non ha scadenza e non deve essere rinnovata ogni anno.

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