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Aggressione dei cani: nuove norme per l’incolumità pubblica

10 settembre 2013


Aggressione dei cani: nuove norme per l’incolumità pubblica

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 settembre 2013



Anche dog sitter, parenti o amici saranno responsabili di eventuali danni causati dal cane che hanno in custodia; la nuova ordinanza del ministero elenca gli obblighi che proprietari e detentori “temporanei” degli animali devono rispettare. 



Estesa la responsabilità, per le aggressioni del cane, non solo al suo padrone, ma a chiunque abbia l’animale in affidamento, anche se per brevi periodi: è quanto prevede un’ordinanza del Ministero della Salute pubblicata qualche giorno fa in Gazzetta Ufficiale [1] e che introduce nuove norme in materia di danni derivanti dalla condotta dei cani.

Si troveranno a rispondere, così, di eventuali morsi (tanto per citare l’ipotesi più frequente) il dog sitter, parenti e amici cui sia stato chiesto di “tenere il guinzaglio”.

Le disposizioni puntano a tutelare la collettività da eventuali aggressioni degli animali.

Guinzaglio

Il guinzaglio deve sempre essere utilizzato in città e può essere lungo al massimo un metro e mezzo. All’occorrenza serve la museruola.

Doveri del proprietario

La nuova ordinanza precisa che il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della  conduzione  dell’animale.

Egli risponde, sia civilmente che penalmente, dei danni o lesioni a persone, animali  o cose provocati dall’animale stesso.

Dog sitter e altri dententori

Chiunque accetti, anche a titolo gratuito o di amicizia, di detenere un cane non di sua proprietà ne assume la responsabilità per il relativo periodo. Tale principio, comunque, era già stato affermato da tutti i tribunali.

Prevenzioni

Ai fini della prevenzione di danni o lesioni a persone, animali o cose il proprietario e il detentore di un cane devono adottare le seguenti misure:

a) utilizzare sempre il guinzaglio a una misura non superiore  a mt 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree  urbane  e  nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per  cani  individuate dai comuni;

b) portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali  o su richiesta delle autorità competenti;

c) affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;

d) acquisire un cane   assumendo  informazioni  sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore;

e) assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali  rispetto al contesto in cui vive.

Gli obblighi sotto le lettere a) e b) non si applicano:

– ai cani guida per persone non vedenti;

– ai cani guardia e ai cani pastore (a conduzione delle greggi).

La cacca

L’ordinanza si occupa anche delle feci dell’animale. È obbligatorio per chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla  raccolta delle stesse.

A quest’obbligo non sono tenuti i non vedenti per i relativi cani guida.

Corsi formativi

Chi vorrà potrà partecipare a percorsi formativi per i proprietari di cani organizzati dai Comuni, insieme ai servizi veterinari. È previsto il rilascio di un attestato di  partecipazione denominato “patentino”.

Se si verificheranno episodi di morsicatura o di aggressione, i  Comuni,  su  indicazione  dei  servizi veterinari,  potranno imporre ai proprietari dei percorsi formativi per l’educazione del cane. Le spese sono a carico dei proprietari stessi.

Divieti di addestramento e incroci

La nuova ordinanza vieta espressamente

a) l’addestramento di cani che ne esalti l’aggressività;

b) qualsiasi operazione di selezione o di incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività;

c) la sottoposizione di cani a doping [2];

d) la vendita, l’esposizione ai fini di vendita e la commercializzazione di cani sottoposti a  interventi  chirurgici non conformi alla Convenzione europea per la  protezione degli animali da compagnia [3];

Interventi chirurgici

Il veterinaio che effettui un intervento chirurgico su un cane, dovrà certificare che l’operazione non è in contrasto con la Convenzione Europea e dovrà seguire l’animale (in eventuali passaggi di proprietà) in modo da essere sempre presentato alle autorità, quando richiesto.

Cani aggressivi

Niente cani aggressivi tipo pitbull ai delinquenti abituali e ai pregiudicati “per delitto non colposo contro la persona o contro il  patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni”.

I cani con elevato rischio di aggressività non potranno essere detenuti da:

– minori di anni 18;

– chi ha riportato condanne penali (punibili con la reclusione superiore a 2 anni) per delitti contro la persona o il patrimonio;

– chi  sia sottoposto a misure di prevenzioni;

– i delinquenti abituali o per tendenza, nonché i minori di 18 anni non potranno detenere cani pericolosi.

note

[1] Min. Salute, ordinanza n. 209 del 6.08.2013 in “Gazzetta Ufficiale” n. 209 del 05.09.2013.

[2] Così come  definito all’articolo 1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n. 376.

[3] Art. 10 della Convenz. Di Strasburgo il 13  novembre  1987, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 4 novembre  2010,  n. 201.

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