La web tax diventa mondiale

22 Gennaio 2020
La web tax diventa mondiale

La nuova imposta sui servizi digitali va verso una soluzione globale d’intesa con gli Stati Uniti; i contatti sono già in corso.

Non sarà più solo un’esclusiva italiana la web tax, la nuova tassa sui servizi digitali introdotta dalla legge di Bilancio 2020 che colpisce, al 3%, i servizi digitali forniti dai big di internet, cioè le imprese con ricavi superiori a 750 milioni di cui la quota di incassi per i servizi forniti online supera i 5,5 milioni di euro annui.

Ora, per come ci comunica la nostra agenzia stampa Adnkronos, il governo punta a una soluzione globale. Secondo quanto apprendono le fonti d’agenzia, c’è un dialogo aperto con gli Stati Uniti, si confida che l’incontro dell’inclusive framework previsto la settimana prossima a Parigi faccia registrare progressi verso una soluzione globale che viene ritenuta la più appropriata.

Peraltro, l’imposta italiana – che non dovrà essere versata prima del febbraio 2021 – è già stata disegnata e predisposta per tener conto dell’auspicabile approdo di una soluzione globale. Sulla base di questi elementi proseguirà il “dialogo costruttivo” con gli Stati Uniti.



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