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Utenza intestata al defunto: bisogna fare la voltura?

23 Gennaio 2020 | Autore:
Utenza intestata al defunto: bisogna fare la voltura?

Quali pratiche sono necessarie quando viene a mancare il titolare del contratto dell’energia elettrica o del gas? E se il nuovo intestatario non è parente?

Nel momento in cui viene a mancare il coniuge o un genitore, sicuramente l’ultima cosa a cui si pensa è a sbrigare le pratiche burocratiche che conseguono al decesso. Le priorità sono quelle di superare un momento doloroso e di organizzare il funerale. Purtroppo, però, ci sono delle pratiche che vanno fatte il più presto possibile, come il conto in banca o tutto ciò che risulta a suo nome. Tra le domande da porsi c’è anche questa: se c’è un’utenza intestata al defunto, bisogna fare la voltura?

Se, ad esempio, muore il marito, la moglie può pensare che, avendo avuto la comunione dei beni, tutto ciò che era intestato a lui passa automaticamente a lei. In parte è vero, perché eredita la parte che le spetta. Ma ciò non vuol dire che la titolarità di un conto o di un’utenza cambi in automatico da una persona ad un’altra. Occorre fare la pratica per il cambio di intestazione. Quindi, sull’utenza intestata al defunto, bisogna fare la voltura.

Altro problema che si può porre è il seguente: che succede se la persona deceduta non ha pagato delle bollette arretrate? Chi si intesta successivamente l’utenza deve corrispondere quelle somme prima di fare la voltura oppure il debito si estingue e chi subentra non è tenuto a risponderne?

Vediamo come ci si deve comportare con l’utenza intestata al defunto, se bisogna fare la voltura e quali documenti servono.

Utenze del defunto: cosa fare?

In caso di decesso di chi ha intestata un’utenza di luce o gas che viene, poi, utilizzata da un’altra persona (il familiare superstite convivente, ad esempio), occorrerà aggiornare il contratto con il fornitore. La voltura è possibile sempre che non ci sia stata l’interruzione della fornitura di energia, altrimenti è necessario fare il subentro. La voltura garantisce al nuovo intestatario le stesse condizioni contrattuali di cui godeva il defunto.

La pratica inizia con una dichiarazione scritta da inviare al fornitore, in cui il familiare dichiara di essere erede della persona deceduta. A tale dichiarazione occorre allegare una copia di un documento di identità.

Basterà cambiare le generalità dell’intestatario dell’utenza, senza firmare un nuovo contratto, nel caso in cui non ci siano nelle modifiche nell’utenza (ad esempio la potenza impegnata).

La voltura è gratuita nel caso in cui il nuovo intestatario sia un parente del defunto, purché abitassero con lui nello stesso immobile. Non vanno pagati, quindi, i contributi relativi agli oneri amministrativi che spettano al distributore. Gli altri costi vengono decisi dal fornitore.

Utenze del defunto: cos’è la voltura catastale?

Può capitare che quando una persona viene a mancare, l’erede diventi proprietario dell’immobile in cui c’era l’utenza intestata al defunto. In questo caso, è obbligatorio fare la voltura catastale.

Si tratta di una pratica che va comunicata all’Agenzia delle Entrate e che consente di registrare il nuovo proprietario dell’abitazione anche quando si deve fare la voltura della fornitura dell’energia elettrica o del gas.

In altre parole, così facendo il contribuente comunica al Fisco che il titolare di un diritto reale su un immobile è cambiato. Bisognerà presentare un modello per aggiornare le intestazioni catastali.

Questa voltura va fatta da:

  • privati, in caso di una successione ereditaria e riunione di usufrutto;
  • notai, in caso di atti da essi rogati, ricevuti o autenticati;
  • cancellieri giudiziari, quando hanno registrato una sentenza;
  • segretari o delegati di una qualsiasi amministrazione pubblica in caso di atti stipulati nell’interesse dei rispettivi enti.

Utenze del defunto: se il nuovo intestatario non è parente?

Altro caso può essere quello in cui l’utenza intestata al defunto passi nelle mani di una persona che non ha alcun grado di parentela con la persona deceduta. Se il nuovo intestatario non è un familiare, occorre fare il subentro totale.

Ad ogni modo, vengono mantenuti gli stessi benefici tariffati e fiscali. L’eventuale deposito cauzionale viene passato al nuovo intestatario.

Nel caso in cui l’utenza intestata al defunto appartenesse al mercato libero, il nuovo titolare non parente dovrà pagare un contributo di 27,03 euro per oneri amministrativi più gli altri costi indicati nel contratto. Se, invece, l’utenza rientrava nella maggior tutela, il contributo è di 23 euro più l’imposta di bollo.

Utenze del defunto: cosa serve per la voltura?

Come accennato, quando un parente del defunto deve fare la voltura delle utenze non ha bisogno di fare un nuovo contratto. Basterà compilare l’apposito modulo e consegnarlo al fornitore.

Conviene comunque, tenere sottomano:

  • codice fiscale, documento di identità e recapito del nuovo intestatario;
  • dati del defunto;
  • indirizzo del nuovo titolare;
  • codice Pod indicato in bolletta;
  • lettura del contatore;
  • potenza impegnata;
  • coordinate bancarie o postali in caso di domiciliazione della bolletta.

Se, però, il nuovo intestatario non è un parente, egli dovrà presentare:

  • numero di cliente del defunto;
  • dati anagrafici del nuovo titolare;
  • autocertificazione della residenza;
  • copia di un documento di identità;
  • iban o coordinate del conto corrente postale per l’addebito della bolletta, in caso di domiciliazione.

Utenze del defunto: se ci sono delle bollette non pagate?

In Paradiso va solo il defunto ma non i suoi debiti. Chi accetta un’eredità e, come in questo caso, vuole fare la voltura delle utenze presentandosi come erede della persona deceduta, deve farsi carico anche delle bollette non pagate.

In sostanza, il nuovo titolare è tenuto a pagare eventuali arretrati al fornitore, ma solo se si tratta di un familiare, cioè di un erede. Se, invece, l’immobile viene affittato ad un estraneo, costui può chiedere la cessazione amministrativa del contratto. Che cos’è?

Si tratta di una pratica avviata dal fornitore per chiudere il contratto dell’energia elettrica o del gas per morosità. Successivamente, è possibile riattivare il contatore tramite il subentro con un fornitore diverso da quello precedente.

Il contatore, mediamente, viene riattivato al massimo:

  • entro 7 giorni lavorativi per l’energia elettrica;
  • entro 12 giorni lavorativi per il gas.


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