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Vietato riprendere con la telecamera la ex: reato di molestie

9 Settembre 2013
Vietato riprendere con la telecamera la ex: reato di molestie

Condannato per molestie chi riprende con la telecamera la ex per controllare il figlio: le sofferenze di carattere psichico e morale così arrecate comportano l’obbligo di risarcire sia il danno patrimoniale che quello morale.

Integra il reato di molestia seguire la propria ex (moglie o fidanzata) per riprenderla con una telecamera nonostante l’espresso divieto di questa. La vittima, pertanto, potrà chiedere il risarcimento dei danni morali e materiali per le sofferenze psichiche e morali subìte a causa di tale comportamento invadente e di disturbo.

A dirlo è una sentenza della Cassazione di due giorni fa [1] con cui è stato condannato, con attenuanti generiche, ad una ammenda di 300 euro, un quarantenne. L’uomo aveva disturbato la moglie separata, turbandone la tranquillità e la serenità, con pedinamenti e atteggiamenti petulanti: in particolare, con una telecamera, l’aveva più volte ripresa, di nascosto, mentre era in compagnia del nuovo convivente e del figlio.

Tale atteggiamento, a detta della Corte, configura una condotta invadente e d’intromissione continuata e inopportuna nella sfera di libertà altrui.

Non importa che colui che agisce ritenga di esercitare, con tale condotta, un proprio diritto (nel caso in esame, il diritto di vedere il proprio figlio), quando il suo comportamento nei confronti della vittima arrivi ad arrecare molestia e disturbo.

Scatta, dunque, in questi casi, il risarcimento dei danni patrimoniali e morali subiti dalla vittima, la cui quantificazione verrà determinata dal giudice in base alle sofferenze di carattere psichico e morale che il comportamento del reo ha arrecato.


note

[1] Cass. sent. n. 36659 del 6.09.2013.


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