Nuova cura per il cuore: a Pavia, il primo caso al mondo

22 Gennaio 2020
Nuova cura per il cuore: a Pavia, il primo caso al mondo

Intervento su un 73enne al Cnao, fasci mirati sulla parte malata con minimi effetti collaterali.

Cuore curato con i protoni a Pavia. “Per la prima volta al mondo – annuncia il Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao) della città lombarda – un paziente con aritmia ventricolare è stato trattato con un fascio di protoni che ha colpito, in modo mirato e con un ridottissimo impatto sui delicati tessuti circostanti, la porzione cardiaca responsabile dei battiti cardiaci irregolari“.

L’intervento, messo a punto in collaborazione con la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, è stato eseguito su un paziente di 73 anni al Cnao, uno dei 6 centri al mondo (l’unico in Italia) dotati di acceleratori capaci di generare fasci di protoni e ioni carbonio, utilizzati in genere per la cura dei tumori radioresistenti e non operabili.

Come riporta una nota stampa dell’agenzia Adnkronos, l’uomo protagonista di questa ‘prima mondiale‘, come spiegano dal Cnao, soffriva di una grave forma di cardiomiopatia dilatativa che gli causava “aritmie ventricolari condizionanti ripetuti arresti cardiaci“.

Il paziente è stato trasferito in novembre al Policlinico San Matteo di Pavia da un ospedale milanese dove era ricoverato. E considerate le sue condizioni, e il fatto che i trattamenti anti-aritmia (farmaci, ablazione invasiva e denervazione cardiaca) non erano stati efficaci, il 13 dicembre su richiesta del San Matteo è stato sottoposto al trattamento di adroterapia con protoni: in un’unica seduta, un fascio di queste particelle pesanti ha colpito la sede dell’aritmia.

“La scelta di optare per la prima volta sui protoni, una metodica del tutto incruenta – sottolineano gli esperti Cnao – è nata dal fatto che i protoni, rispetto ai fotoni, hanno un impatto molto inferiore sui tessuti circostanti che devono essere risparmiati dalle radiazioni”. Per l’intervento – approvato dal Comitato etico del Policlinico pavese, cui anche il Cnao fa riferimento – l’équipe di cardiologi del San Matteo ha collaborato con i radioterapisti Cnao alla preparazione della procedura. Attraverso l’utilizzo di mappature ad alta definizione dell’attivazione cardiaca, integrate con immagini Tac, è stata identificata la porzione di cuore da colpire con i protoni.

Dopo l’intervento l’uomo è stato tenuto sotto stretto monitoraggio presso l’Unità di terapia intensiva coronarica (Utic) del San Matteo, “senza che si siano verificate recidive dell’aritmia trattata – riferiscono i sanitari – e senza ulteriori episodi di arresto cardiaco”. Pochi giorni fa è stato dimesso dalla Cardiologia “in buone condizioni generali e in buon compenso cardiocircolatorio”, ed “è stato possibile trasferirlo presso un reparto riabilitativo vicino al domicilio”.



2 Commenti

  1. Come e’ potuto succedere che dopo sei mesi aver fatto due angioplastica ho avuto dinuovo problemi e ritornare in ospedale per rifarne un’altra dopo aver eseguito alla lettera la cura che mi avevano dato

  2. Questo intervento è possibile anche per una doppia stenosi aortica e mitralica? Per ora sconsigliata la TAVI per problemi anche al ventricolo sx. Miocardiopatia ipertrofica ostruttiva (con presenza di comorbidita’ per avanzata artrite reumatoide età 68).

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