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Dimissioni Di Maio: che succede ora?

22 Gennaio 2020
Dimissioni Di Maio: che succede ora?

Oggi il leader politico ha dichiarato le dimissioni: ora sul fronte interno reggenza a Vito Crimi. Sulla tenuta del Governo scenari incerti. Sale Atlantia alla notizia.

Qualcuno le ha chiamate “dimissioni preventive” perché sembrano preannunciare uno sfilamento del quasi ormai ex leader politico del Movimento 5 Stelle dalla sconfitta elettorale che si prefigura all’esito del voto di domenica prossima alle regionali in Emilia Romagna ed in Calabria.

Ma il discorso di commiato di Luigi Di Maio non è un’ammissione di colpa per il calo dei consensi o per la fuga dei parlamentari; a tratti assume i toni di un’autodifesa del lavoro svolto, ma c’è un invito a proseguire con fiducia nell’attività dei pentastellati: “Oggi si chiude un’era, ma il Movimento deve andare avanti, i risultati arriveranno. Mi fido di chi verrà dopo di me”, ha detto oggi pomeriggio a Roma, nell’incontro con i nuovi facilitatori eletti da Rousseau e che avranno il compito di affiancare l’organo di direzione politica del Movimento.

Ma chi lo guiderà adesso? Sul fronte interno, la ‘reggenza‘ del M5S, dopo il passo indietro di Luigi Di Maio da capo politico spetterà a Vito Crimi, in quanto membro più anziano del comitato di garanzia grillino, come riportato dallo statuto del Movimento. Questo, a quanto ha appreso oggi la nostra agenzia stampa Adnkronos, almeno in un primo momento, dunque non è escluso che la guida del Movimento si ‘ampli’ in una seconda fase.

Di Maio oggi su questo punto ha detto: “Ora cosa succederà: Vito Crimi e il team futuro ci porteranno fino agli stati generali. Dove insieme discuteremo la nuova carta dei valori del Movimento. Discuteremo su
progetti e temi. Discuteremo sul cosa. Subito dopo gli stati generali, come già d’accordo con Vito, passeremo al chi“.

Sarà lo stesso Crimi, viene inoltre rilevato dalle stesse fonti, a scegliere il capo delegazione M5S per il governo, che non è stato indicato nella riunione di questa mattina tra Di Maio e i ministri pentastellati. Stando ai rumors raccolti dall’Adnkronos, salgono le quotazioni del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, un nome vicino a Crimi ma anche ben visto dal premier Giuseppe Conte.

Certo sarà difficile, nel prossimo futuro, tenere insieme le diverseali” che tendono a divergere l’una dall’altra in maniera irrimediabile, guardando chi a sinistra e chi al centrodestra. Intanto il cambio della guida – anche se non li aggrava – non risolve i problemi del Movimento, che con o senza Di Maio rimangono irrisolti: per Dalila Nesci, ad esempio, il vero problema è “la mancanza di strumenti di democrazia interna nel M5S. Le modalità della sua uscita di uscita di scena non prefigurano consapevolezza dei problemi strutturali del M5S, mi sembra piuttosto una manovra strategica suicidaria del consenso ad un passo dal voto per le elezioni regionali”, scrive la parlamentare.

E criticando la scelta delle dimissioni di Di Maio, aggiunge: “Una tempistica illogica che rappresenta uno smarrimento politico grave e che ha come origine la crisi identitaria del M5S di cui parlo da tempo. Il M5S non sa più da che parte stare né quale sia la direzione da prendere. L’atto di Luigi Di Maio è l’ennesimo atto di navigazione a vista del M5S”.

Invece sul fronte esterno si teme che la crisi del Movimento possa pregiudicare la tenuta del Governo Conte: un rischio escluso oggi dallo stesso Di Maio, ma anche da altri esponenti. Ad esempio il deputato Carlo Sibilia, che rassicura: “Ai sadici che vogliono speculare, sostenendo che ci staremmo preparando a fare la ‘stampella’ di qualche partito, ricordo che al momento il M5S rimane ago della bilancia” e garantisce che “la tenuta del governo non è in discussione”.

Anche per il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, “Non ci saranno conseguenze nel governo” dalla decisione di Luigi Di Maio di dimettersi da capo politico dei 5 Stelle. “Rispetto il loro dibatitto”. Lo stesso premier Giuseppe Conte – che per prudenza stamattina si è riservato di rilasciare dichiarazioni più ampie in seguito – in serata rassicura che l’uscita di scena di Di Maio non comporterà conseguenze sull’azione del governo.

Ma i mercati non la pensano così: da stamattina, ai primi annunci delle dimissioni di Di Maio, lo spread ha iniziato a risalire: lo spread Btp-Bund apre in rialzo a 169 punti, dopo aver chiuso ieri a quota 162, sulle tensioni dovute proprio alle dimissioni di Luigi Di Maio dalla guida del Movimento 5 Stelle e alle possibili ripercussioni sul governo.

Intanto oggi, in una giornata di Borsa calante, l’unico titolo in salita è Atlantia, che cresce del 2,15%. Di Maio è uno dei più accesi sostenitori della revoca della concessione ad Autostrade, così le sue dimissioni spingono al rialzo il titolo, come ammette un operatore: ”Seppure non ci aspettiamo che si andrà a nuove elezioni anche in caso di sconfitta del centro sinistra alle elezioni di domenica, essendo il M5S il partito che richiedeva con maggiore forza la revoca della concessione di Aspi, ci attenderemmo che un cambio al vertice del M5S dovrebbe facilitare le negoziazioni con il governo”.



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