Ricariche telefoniche: Agcom multa le compagnie

22 Gennaio 2020
Ricariche telefoniche: Agcom multa le compagnie

L’Agcom sanziona Tim, Vodafone e Wind Tre perché erogano i servizi anche a credito esaurito, recuperando il costo del traffico sulla successiva ricarica. 

Cosa succede quando l’utente di un contratto telefonico prepagato esaurisce il proprio credito disponibile sulla propria scheda sim e non effettua una ricarica entro il tempo utile al rinnovo dell’offerta? Succede che di solito gli operatori non bloccano più il traffico in uscita, come avveniva in passato, ma lo lasciano disponibile pur in assenza di una volontà espressa dall’utente medesimo. Ecco allora che scatta l’addebito di un costo aggiuntivo ai clienti che, anche inconsapevolmente o involontariamente, nel frattempo hanno continuato a fruire dei vari servizi voce, sms e dati.

Il conto da pagare arriva in seguito: infatti, il costo del traffico erogato durante questo periodo di “ricarica scaduta” viene poi detratto automaticamente dalla successiva ricarica effettuata. Ma è una pratica scorretta: è facile infatti dimenticarsi di fare la ricarica, specialmente se il traffico telefonico continua a funzionare.  Ora l’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha ritenuto questa pratica in contrasto con la normativa di settore, ed oggi ha comminato – per come ci informa l’agenzia stampa Adnkronos – 696 mila euro di multa ciascuno alle società Tim, Vodafone e Wind Tre, per un totale di 2 milioni di euro.

L’Autorità ha ritenuto che la condotta degli operatori non possa configurarsi come semplice esercizio dello jus variandi – il diritto di modifica contrattuale stabilito unilateralmente – per il quale, in applicazione dell’art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche, non è necessaria l’accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi.

Come verificato dall’Autorità nel corso di un’istruttoria avviata lo scorso mese di luglio, gli operatori non si sono limitati, infatti, a modificare le originarie condizioni del contratto prepagato sottoscritto, ma vi hanno inserito un elemento nuovo che, in quanto tale, doveva essere accettato dagli utenti. La condotta menzionata è risultata inoltre in contrasto con quanto previsto dalla delibera n. 326/10/CONS, che obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un’espressa manifestazione di volontà da parte dei clienti.

L’Autorità ha altresì accertato la violazione da parte dei tre operatori degli obblighi in materia di trasparenza delle informative rese in occasione di alcune variazioni delle condizioni economiche di offerte di rete mobile. Nel caso di WindTre, è stata sanzionata anche l’introduzione di un costo associato alla navigazione internet illimitata a 128Kb allorché sia stato esaurito il bundle dati associato all’offerta sottoscritta.

Con la decisione assunta, l’Autorità si pone in sintonia con quanto affermato in relazione allo jus variandi dal Consiglio di Stato in una recente sentenza [1] secondo cui: «l’art. 70, comma 4, del Codice, non può applicarsi a qualsivoglia tipo di variazione del contenuto del contratto, dovendosi riconoscere in via ermeneutica due tipologie di limiti: in primo luogo, le modifiche unilaterali possono riguardare soltanto la variazione di condizioni già contemplate nel contratto; in secondo luogo, i mutamenti delle condizioni preesistenti non possono mai raggiungere il livello della novazione del preesistente rapporto obbligatorio».


note

[1] Consiglio di Stato, sentenza n. 8024/2019.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Si chiacchiera… si chiacchiera… ma… le bollette Tim & co. a 28 giorni GRIDANO ANCORA VENDETTA!!! Per quel che mi riguarda, NON MOLLO L’OSSO! Sono de coccio loro, ma lo sono anch’io! Li voglio a Canossa!!!

Rispondi a ted Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube