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Come scoprire se mio figlio si fa le canne

23 Gennaio 2020 | Autore:
Come scoprire se mio figlio si fa le canne

Se il ragazzo non ne vuole parlare, ci sono dei segnali da non sottovalutare: dall’odore agli occhi arrossati al suo allontanamento. E poi c’è il test.

Da un po’ di tempo, sospetti che tuo figlio adolescente abbia qualcosa di strano che vuole tenerti nascosto. Lo vedi più distaccato, svogliato. Schivo. Pensi che abbia qualche problema di cuore, come spesso accade ai ragazzi di quell’età. Magari si era invaghito di una compagna di liceo e lei ha preferito un altro. Vuoi escludere che ci siano dei problemi più gravi. I voti stanno calando, ma chi è che non ha mai avuto a scuola un momento difficile? Tenti di parlare con lui, ma trovi di fronte un muro. E ti scorre nella schiena il pensiero che stia prendendo quello che non deve. Quando vai a letto, tra te e te, ti chiedi: «Come scoprire se mio figlio si fa le canne?».

Sorvoliamo sul fatto che lo spinello sia più o meno pericoloso per i giovani e che sia o non sia l’anticamera che porta all’uso di droghe più pesanti e decisamente più rischiose: questa è una valutazione sulla quale gli esperti in materia hanno una voce più autorevole. Qui si tratta di mettere (umilmente) nelle mani dei genitori degli strumenti per capire se nella vita dei loro figli c’è qualcosa che non va. Se c’è un elemento che disturba la sua crescita psico-fisica e che può mandare all’aria il rapporto con il padre, con la madre, con sé stesso. Forse lui ritiene legittimo – per motivi che solo lui può sapere – fumare regolarmente uno spinello. Ma è altrettanto legittimo che un genitore si chieda come scoprire se il figlio si fa le canne. Se non altro perché un dialogo a carte scoperte è sempre più costruttivo.

Chi non vuole aspettare a trovarsi il proprio ragazzo con la canna in mano insieme agli amici e «cascare giù dal pero», deve stare attento ad alcuni segnali che possono fargli capire se il figlio si fa le canne. Eccone quelli più comuni. Uno solo di questi segnali ti può portare fuori strada. Ma c’è un vecchio motto che dice: «Un indizio, è un indizio. Due indizi sono una coincidenza. Tre indizi fanno una prova». Ecco, giusto perché tu ti possa regolare.

L’odore di fumo

Se sei un genitore che fuma, sai distinguere tra l’odore di una normale sigaretta e l’odore acre di una canna. Se, per tua fortuna, non hai mai toccato una Marlboro, ti accorgi comunque della puzza di marijuana. Questo può essere un primo segnale per scoprire se tuo figlio si fa le canne.

L’odore resta non solo addosso al ragazzo ma anche ai vestiti. Lui può sempre dire che è la puzza delle sigarette degli amici. Alla peggio, basta prendergli la mano e sentire l’odore che ha sulle dita. Inequivocabile.

L’aspetto degli occhi

Guardare tuo figlio negli occhi ti può dare almeno due segnali per scoprire se si fa le canne. Il primo lo si vede dal colore. Chi fuma marijuana o hashish spesso ha gli occhi arrossati. Soprattutto quando è stata fumata da poco tempo: l’euforia provocata dallo stupefacente fa questo effetto.

La bocca impastata

Altro segnale «fisico» di chi si fa le canne è quello di avere spesso la bocca impastata. Succede anche ai fumatori di sigarette, per così dire, tradizionali. Ma dopo un po’ di tempo. Se tuo figlio non ha mai avuto questo «effetto collaterale» e ora noti che non riesce ad articolare in modo chiaro le parole perché la lingua si attacca al palato, cioè gli si impasta la bocca, molto probabilmente ha cominciato a fare uso di spinelli. È quello che molto spesso di dice «salivazione azzerata», come quando si beve qualche bicchiere in più di vino o si è particolarmente nervosi.

Le abitudini alimentari

Fino a poco fa. dovevi insistere per far mangiare un dolce a tuo figlio o per dirgli di portarsi a scuola un succo di frutta e ora vedi che prende lui l’iniziativa, anzi: se non sta attento gli viene il diabete.

Chi si fa le canne in modo abituale tende a compensare il calo di zuccheri provocato da hashish e marijuana ingozzandosi di dolci o di bevande molto zuccherate. Se prima non lo faceva e ora te lo trovi anche di notte vicino alla dispensa che cerca una merendina, fatti qualche domanda.

Il rapporto con i genitori

C’è un momento nella vita di tutti i genitori particolarmente complicato. Alzi la mano chi non ha mai avuto un problema con un figlio adolescente. È il momento in cui il ragazzo non è «né carne né pesce», cioè né bambino né adulto. Sta sviluppando la sua personalità e, «come da contratto», va in conflitto con il padre e con la madre. Si ribella perché rifiuta gli insegnamenti dei genitori quando sono in contrasto con quelli degli amici. Insomma, è un momento delicato.

Diventa, quindi, particolarmente difficile capire se l’allontanamento del figlio è una questione normale dell’età oppure è perché ha iniziato a farsi le canne. Se l’ultima di queste due ipotesi è quella giusta, il ragazzo farà il possibile per evitare ogni contatto con te. Sei il nemico, sei il soggetto che se lo scopre sono guai. Tenderà, quindi, a stare per i fatti suoi a casa ed a frequentare di più la strada, con gli amici, con i suoi simili, con chi non gli rompe le scatole ma, anzi, lo accetta perché è come loro.

Inoltre, evitando ogni dialogo si evitano anche le domande scomode del tipo: «Com’è che il tuo giaccone puzzava di fumo?» «Ma come mai hai gli occhi così rossi?» «Da quando ti metti a mangiare dei dolci di notte?» Una domanda evitata è una risposta non data.

Il portafoglio «alleggerito»

Quando la marijuana provoca dipendenza, quando non si può fare a meno di farsi una canna, non ci si pone molti problemi a reperire i soldi per comprare la «roba». Ecco allora che si fa una capatina al primo portafoglio a portata di mano. Che sia quello del padre, della madre, dei fratelli, non importa.

Se vuoi scoprire se tuo figlio si fa le canne, stai attento anche a questo segnale. Quando vai a letto, ci sono nel portafoglio gli stessi soldi che c’erano quando sei arrivato a casa? E la mattina dopo, ci sono gli stessi di quando sei andato a letto?

Se mancano anche degli spiccioli, e sai che nessun altro può averli presi, fare qualche domanda al ragazzo è un tuo diritto-dovere. E ricorda che, finché lui è minorenne e alle tue dipendenze, hai diritto di controllare il suo portafoglio la sera prima e la mattina dopo, giusto per capire che quello che manca a te è finito da lui.

Un trucco proprio banale banale. Se ti è già venuto questo sospetto, una sera esci di casa di proposito dicendo ad alta voce «vado a prelevare e torno», in modo che tuo figlio ti possa sentire. Allo sportello, prendi quel che ti basta. ma tenendo a mente i tagli delle banconote: quante da 10 euro, quante da 20, ecc. Quando torni a casa, lascia il portafoglio in vista. La mattina dopo, controlla. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

La prova del capello

Un ultimo suggerimento. Può suonare male detta così, ma volendo scoprire se tuo figlio si fa le canne bisogna guardare in faccia la realtà. Un genitore non è una spia: è un genitore. E se ha provato con le buone maniere a parlare con lui ma non ha ottenuto dei risultati, a volte c’è l’esigenza di adottare le maniere meno buone. Per il suo bene.

Quella più efficace è raccogliere un capello dalla sua spazzola o dal suo cuscino e portarlo ad analizzare. Il test antidroga ti dà un risultato inequivocabile. Questi test si possono acquistare in farmacia. Il costo può variare dai 12 ai quasi 40 euro. Se il risultato è positivo, non ti resta che metterlo davanti all’evidenza. E dialogare, non certo far volare i piatti.


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