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Lo sai che? Diritto agli alimenti: i precedenti penali dell’ex coniuge non rilevano

Lo sai che? Pubblicato il 18 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 ottobre 2013

Per aver diritto all’assegno alimentare uno dei due coniugi deve essere nella impossibilità di procurarsi adeguati redditi propri, indipendentemente dal fatto che la sua condotta possa essere stata motivo di addebito della separazione.

Spesso si tende a confondere l’assegno di mantenimento con quello per gli alimenti, benché si tratti di due concetti con natura completamente diversa.

– L’assegno di mantenimento deve essere versato al coniuge economicamente più debole affinché possa essere in grado di mantenere un tenore di vita il più vicino possibile a quello avuto durante il matrimonio. Non spetta al coniuge cui, a causa della sua condotta, sia stata addebitata la separazione;

– gli alimenti, invece, vanno versati in ogni caso al coniuge che non sia in grado di provvedere alle proprie necessità primarie, per garantirgli il minimo indispensabile per la sopravvivenza.

 

Perché, dunque, un coniuge possa aver diritto agli alimenti da parte dell’ex non rileva il fatto che il suo comportamento sia stato causa della rottura del matrimonio: è sufficiente, infatti, che il soggetto abbia un requisito essenziale: si trovi nella effettiva impossibilità di provvedere al proprio sostentamento.

In altre parole, se la rottura del matrimonio è stata causata dalla condotta di uno dei due coniugi, quest’ultimo potrebbe comunque aver lo stesso diritto a percepire gli alimenti!

 

È quanto emerge da una recente pronuncia della Cassazione [1]. La Corte ha giudicato il caso di una coppia in cui, nonostante il coniuge economicamente più debole si era reso responsabile, con il proprio operato, del fallimento del matrimonio, si era poi visto comunque riconoscere il diritto ad un assegno alimentare.

La Corte ha preso in considerazione tali circostanze:

– il fatto oggettivo della forte differenza tra i redditi dei coniugi;

– la circostanza che i precedenti penali di un coniuge costituissero un grosso limite alla possibilità che egli non fosse più in grado di trovare una adeguata attività lavorativa.

Nella vicenda in esame, infatti, il marito svolgeva un’attività di libero professionista e aveva uno studio ben avviato, mentre lei era una donna con titolo di licenza media e alle spalle precedenti penali per aver commesso dei reati contro il patrimonio.

Nonostante la fedina penale della ex moglie, che stata la causa della separazione tra i due, quest’ultima ha ottenuto il diritto agli alimenti.

 

A differenza del diritto al mantenimento, quello agli alimenti ha come presupposto esclusivamente lo stato di bisogno di una delle parti e prescinde dal fatto che la condotta di una delle parti possa essere motivo di addebito della separazione.

note

 

[1]  Cass. sent. n. 16957 del 3/7/2013.

In copertina: Killer Woman by GuyLeRoy on deviantART


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