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Multa pass invalidi: ultime sentenze

23 Gennaio 2020
Multa pass invalidi: ultime sentenze

Multa per sosta sulle strisce blu senza pagare il ticket a chi è munito del contrassegno per disabili.

Multa strisce blu col contrassegno invalidi

Non è previsto in alcuna norma che per l’autovettura al servizio del detentore dello speciale contrassegno di cui all’art. 12 d.P.R. 24 luglio 1996 n. 503 (c.d. contrassegno invalidi), la quale sia stata parcheggiata in uno stallo a pagamento a causa dell’indisponibilità di uno di quelli riservati gratuitamente alle persone disabili (ai sensi dell’art. 11 comma 5 d.P.R. n. 503 del 1996) la sosta sia gratuita. Gli art. 188 comma 3 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada) e l’art. 11 comma 1 d.P.R. n. 503 del 1996, prevedono per i titolari del contrassegno l’esonero, rispettivamente, dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato e dai divieti e limitazioni disposti dall’autorità competente; l’obbligo del pagamento di una somma è, invece, cosa diversa dal divieto o limitazione della sosta, come del resto è confermato dal comma 4 lett. d) dell’art. 4 d.lg. n. 285 del 1992, che li considera alternativi.

Cassazione civile sez. II, 05/10/2009, n.21271

Si deve pagare la sosta sulle strisce blu col pass invalidi?

Con l’ultima sentenza citata, la Cassazione fa chiarezza in materia di esoneri in favore dei detentori dello speciale contrassegno “invalidi”, con specifico riferimento alla possibilità o meno, per essi, di poter collocare i veicoli posti al loro servizio negli stalli ove è previsto il pagamento, ossia le cosiddette strisce blu.

Si ritiene comunemente che i titolari del contrassegno invalidi, allorché non vi sia disponibilità di stalli riservati gratuitamente alle persone disabili, siano abilitati a sostare nelle aree contrassegnate con le strisce blu; ciò in considerazione dello scopo del complesso di norme di protezione e promozione della circolazione veicolare degli invalidi, che risiederebbe proprio nell’esigenza di favorire la mobilità di tali soggetti.

La Cassazione è però di diverso avviso e, sebbene consapevole del fatto che l’impostazione adottata dal ricorrente sia teorizzata anche in alcune circolari della Pubblica Amministrazione, la respinge.

Secondo la Corte la gratuità della sosta, per i detentori di contrassegno speciale invalidi, negli stalli di sosta a pagamento, non è prevista da alcuna norma; anzi, il complesso normativo vigente in materia individua espressamente gli esoneri in favore di tale categoria di soggetti; in particolare il codice della strada si limita a prevedere per i titolari del contrassegno l’esonero dai limiti di tempo nelle aree di parcheggio a tempo determinato e la circolazione nelle ztl.

Secondo la Corte, stante un siffatto quadro normativo, non può predicarsi l’esonero dal pagamento, over richiesto, di una somma per la sosta, dato che, come precisa la sentenza, una cosa è l’esonero dal divieto o dalla limitazione della sosta, altra è l’esonero dal pagamento della somma per la sosta ove stabilita. E ciò vale anche se non ci sono altri parcheggi liberi dinanzi all’abitazione o quelli con le strisce gialle sono già occupati. 

È tenuto al pagamento del corrispettivo dovuto per la sosta del veicolo, il disabile che, a causa della indisponibilità dei posti gratuitamente riservati alle persone con ridotta capacità motoria ai sensi dell’art. 11, d.P.R. 503/96, abbia parcheggiato la propria autovettura negli stalli a pagamento essendo, al fine, irrilevante l’eventuale esposizione del contrassegno invalidi.

Cassazione civile sez. II, 05/10/2009, n.21271

Ai fini dell’obbligo di pagamento del parcheggio nelle zone dove la sosta è regolata da un parcometro, qualora a bordo del veicolo vi sia una persona titolare del cd. contrassegno invalidi, è necessaria (e va attestata dal relativo verbale di accertamento della violazione) la presenza in loco di stalli liberi riservati alla sosta dei disabili.

Giudice di pace Orbetello, 10/02/2011

E’ lecita la sosta di auto che trasporti persona invalida, munita dell’apposito contrassegno, in zona a pagamento senza corresponsione del relativo ticket, quando nel parcheggio manchino spazi riservati gratuitamente ai disabili o gli stessi siano occupati o, infine, quando nelle vicinanze non vi sia posto per la sosta.

Giudice di pace Bari, 26/05/2008, n.3525

Integra reato fotocopiare il pass invalidi di altri e apporlo sulla propria auto

In caso di riproduzione fotostatica dell’originale di un permesso di parcheggio riservato ad invalidi, attribuito ad altri, ed esposizione di tale copia sul proprio veicolo si configura il reato di falso materiale commesso dal privato in autorizzazioni amministrative laddove tale documento abbia l’apparenza dell’originale e come tale venga utilizzato, non presentandosi quale mera riproduzione.

Cassazione penale sez. V, 29/03/2018, n.32366

Utilizzo abusivo del pass invalidi

L’utilizzo abusivo del permesso invalidi trova la sua sanzione nella contravvenzione amministrativa, ma non ha alcuna rilevanza penale. Il contrassegno, infatti, indica semplicemente che il veicolo è al servizio di una persona invalida per cui la semplice apposizione del relativo permesso sull’autovettura è inidonea a configurare il reato di sostituzione di persona, ma integra esclusivamente una contravvenzione amministrativa (art. 188 C.d.S.). Né, peraltro, è addebitabile il reato di truffa, atteso che nella specie manca, come requisito implicito di tale reato, l’atto di disposizione patrimoniale che costituisce l’elemento intermedio derivante dall’errore e che è causa dell’ingiusto profitto con altrui danno.

Cassazione penale sez. II, 24/03/2011, n.24454

L’utilizzo di fotocopia del pass disabili integra reato se è in grado di ingannare il pubblico ufficiale

Integrano il reato di falsità materiale commessa dal privato in autorizzazioni amministrative (artt. 477 e 482 c.p.) la riproduzione fotostatica dell’originale di un permesso di parcheggio riservato ad invalidi e l’esposizione di tale falso permesso sul proprio veicolo, allorché il relativo documento abbia l’apparenza e sia utilizzato come originale, non presentandosi come mera riproduzione fotostatica.

Cassazione penale sez. II, 25/05/2017, n.38816

Non integra il delitto di truffa la condotta di chi allega false dichiarazioni di invalidi al ricorso al Prefetto avverso verbali di accertamento per violazioni al codice della strada, nel quale prospetta falsamente di aver trasportato persone titolari di contrassegno per disabili, in quanto l’eventuale decisione favorevole non dà luogo ad un atto di disposizione 

Cassazione penale sez. II, 13/02/2015, n.9951

Falso anche se col fine di perseguire lo scopo conforme allo stesso

Ai fini della configurabilità del reato di uso di un atto falso previsto dall’art. 489 c.p., non è rilevante la finalità perseguita dall’agente, né l’idoneità concreta dell’atto al conseguimento di un vantaggio, essendo a tal fine sufficiente qualsiasi modalità di utilizzo del documento falso con il fine di perseguire uno scopo conforme allo stesso (fattispecie relativa all’utilizzo di un falso contrassegno per il parcheggio degli invalidi utilizzato per parcheggiare sulle strisce blu).

Cassazione penale sez. V, 06/03/2017, n.13925



3 Commenti

  1. Sono riuscito a ottenere dal Comune un contrassegno invalidi per la mia automobile per poter finalmente parcheggiarla sugli spazi destinati ai portatori di handicap. Nel mio caso, ad avere problemi motori è mia madre; lei non guida più perciò sono io a prendermi cura delle sue esigenze accompagnandola dal medico, in farmacia o a fare le analisi. Nelle occasioni in cui lei è accanto a me, sul sedile destro del passeggero, tiri fuori il pass invalidi per familiari e lo fissi sul parabrezza in modo da poter lasciare l’auto sulle strisce gialle. Un giorno, però, mi è capitato di trovare occupato lo spazio di sosta destinato ai portatori di handicap; a parcheggiare sullo stallo era stata una macchina che non ne aveva alcun diritto, essendo sfornita del contrassegno. Così, dovendo andare in farmacia, hai lasciato l’auto in seconda fila. Il tempo per acquistare le medicine si è protratto oltre il previsto a causa di una lunga fila di clienti e, quando sono uscito dalla farmacia, ho trovato una bella multa sul tergicristalli. A questo punto ho richiamato l’attenzione del vigile urbano, ancora presente nelle adiacenze, e gli ho fatto notare di avere il contrassegno invalidi e che, pertanto, ero giustificato a lasciare l’auto in seconda fila. Il poliziotto della municipale però non ne ha voluto sapere e non ha inteso annullare il verbale. Così, alla fine, mi sono deciso a impugnarlo davanti al giudice.

    1. purtroppo in questi casi dalla ragione si passa al torto perchè come regola bisogna chiamare polizia municipale e fare portare via l’auto non autorizzata nel parcheggiare ,lasciare in seconda fila senza nessuno dentro la multa viene fatta ,quando vie assegnato il contrassegno il Comune dovrebbe lasciare le regole da rispettare tengo nel fare presente che ogni Comune ha le sue

  2. Mio padre è titolare di un pass invalidi che utilizza sulla propria auto per via di un handicap che ha ormai da diversi anni. Quando sono io ad accompagnarlo per le sue esigenze quotidiane, sposto il contrassegno dalla sua alla mia macchina. In questo modo posso entrare nelle zone a traffico limitato e usufruire del parcheggio gratuito destinato ai disabili.

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