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Citofonata registrata: è legale?

23 Gennaio 2020
Citofonata registrata: è legale?

Si può registrare una conversazione avuta al citofono con una persona all’oscuro della presenza delle telecamere?

Un noto politico, nel corso di una campagna elettorale, ha pensato bene (anzi, molto male) di bussare al citofono di una famiglia di stranieri su sollecitazione di un residente che sosteneva abitarvi uno spacciatore. Ha chiesto di poter salire ma, davanti al diniego, ha spiegato le ragioni dell’incursione, con accuse per niente velate. Il tutto si consumava mentre le telecamere della televisione riprendevano la scena, all’insaputa chiaramente di chi si trovava alla cornetta del citofono. Il filmato ha fatto il giro delle tv di mezza Italia. Ma è lecita una cosa del genere? È legale la citofonata registrata?

«Se lo fa lui, lo possiamo fare tutti» avrà pensato qualcuno credendo che le persone che rivestono – o hanno rivestito (come nel caso di specie) – una carica istituzionale debbano sempre dare il buon esempio. 

Evidentemente, però, non è così: in Italia, l’illegalità è talmente diffusa da poterla compiere, alla luce del sole e con tanto di telecamere, anche i volti più noti. 

Mentre i social apostrofavano il gesto del politico nei modi più sarcastici, chi ha una coscienza legale si è subito chiesto: si può registrare una conversazione al citofono con una persona all’oscuro di ciò? 

Una azione di questo tipo integra una serie di illeciti penali che potrebbero portare il responsabile al carcere. Vediamo quali sono tutte le violazioni che si compiono in questo frangente.

Registrare una conversazione è legale?

Chi registra una conversazione con un’altra persona non commette reato. A dirlo è stata, più volte, la Cassazione che però ha posto due condizioni. La prima riguarda il luogo ove avviene l’interferenza: non deve trattarsi del domicilio del soggetto registrato. Nessuno può recarsi a casa di un amico o di chiunque altro e registrare ciò che lì sente o viene detto. L’unica eccezione è stata fatta per le colf che potrebbero azionare una telecamera mentre svolgono le pulizie pur di dimostrare il rapporto di lavoro in nero (la telecamera però non deve riprendere scene di vita familiare privata). E ciò perché anche il dipendente può registrare il proprio datore di lavoro, nell’ufficio di quest’ultimo, se ciò è propedeutico all’esercizio dei propri diritti.

La seconda condizione riguarda la presenza fisica del soggetto che registra: questi non deve allontanarsi mentre è acceso il registratore o la telecamera nascosta. Non può cioè lasciare acceso il dispositivo e andare altrove, ingenerando nei presenti la sensazione che questi non possa sentire ciò che riservatamente si dice. 

Nel caso della citofonata registrata, la seconda condizione viene rispettata. 

Potrebbe porsi il dubbio sulla prima in quanto chi parla è a casa sua mentre chi ascolta è altrove. A riguardo, possiamo applicare il principio elaborato per le telefonate: secondo la Cassazione è legale registrare le chiamate benché chi viene intercettato si trovi all’interno del proprio domicilio. 

Da quanto detto, possiamo trarre il principio secondo cui registrare una citofonata (ossia una conversazione intrattenuta a un citofono) è lecito e non configura un reato.

È legale pubblicare o trasmettere una conversazione al citofono?

Ma allora dove ha sbagliato il politico che si è fatto riprendere dalle televisioni mentre parlava al telefono? Se non è vietato registrare una telefonata o una chiacchierata al citofono, è invece illegale pubblicarla o diffonderla tramite i media (ad esempio, con la tv, internet, le chat sullo smartphone, ecc.).

Ora, è vero che il leader della Lega sapeva bene delle telecamere perché stava rispondendo ai microfoni, ma è anche vero che il file non era a sua disposizione, ma dei giornalisti. Quindi, a ben vedere, del reato potrebbero rispondere questi ultimi, mentre Salvini no.

Dunque, se citofoni a qualcuno e lo registri mentre parla non commetti reato, ma se il file lo utilizzi per diffamarlo o comunque lo rendi pubblico commetti il reato di violazione della privacy. Il reato è quello previsto dall’art. 615-bis, secondo comma del Codice penale.

L’unica cosa che ti è consentita è produrre la registrazione a un giudice per tutelare i tuoi diritti: in tal caso, la comunicazione del contenuto della conversazione è strumentale all’esercizio dell’azione giudiziaria (sia essa civile o penale), tutelata dalla Costituzione. 

Attenzione poi: oltre alla violazione della privacy ci può essere anche il reato di diffamazione se chi registra accusa l’altro soggetto di un reato senza che vi sia stata una sentenza definitiva.



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