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Lo sai che? Ristrutturazioni: sanzione per il proprietario di casa che sovraintende ai lavori

Lo sai che? Pubblicato il 9 settembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 settembre 2013

Chi dirige gli interventi di ristrutturazione risponde insieme all’appaltatore e al direttore dei lavori per la violazione della normativa antinfortunistica e degli eventuali incidenti sul cantiere.

Se avete deciso di fare lavori di ristrutturazione alla vostra abitazione e avete chiamato una ditta, fareste bene a stare il più possibile lontano da casa. Non tanto perché a nessuno fa piacere vedere le proprie cose “a soqquadro”, ma anche e soprattutto per sfuggire alla tentazione di impartire istruzioni agli operai o a “insegnare” a questi il loro stesso lavoro. Una tentazione, diciamoci la verità, comprensibile quando si ha a cuore la propria dimora, ma che, tuttavia, può costare caro: finanche un processo penale.

La legge [1] infatti prevede che, nell’ipotesi in cui un operaio si faccia male, il responsabile è colui che dirige i lavori o colui che abbia interferito con la loro stessa esecuzione, limitando l’autonomia della società edile. Se quindi l’appaltatore (il titolare dell’immobile) dà direttive o chiede la realizzazione di progetti pericolosi o consente l’inizio dei lavori in situazioni di rischio, risponde degli infortuni avvenuti ai dipendenti della ditta. In altre parole – aprite bene le orecchie – il committente deve essere considerato corresponsabile per omicidio colposo, con l’appaltatore e il direttore dei lavori, se c’è una relazione tra la sua azione od omissione e l’evento mortale.

Evitate anche di prestare, alla ditta esecutrice dei lavori, degli strumenti in vostro possesso. La giurisprudenza, infatti, ritiene che vi sia responsabilità del committente anche quando la ditta utilizza strutture di supporto e strumenti di proprietà del committente e l’infortunio è determinato dall’inefficienza dell’attrezzatura.

Queste importantissime dritte sono state ricordate da una recentissima sentenza della Cassazione [2]. I giudici hanno ricordato infatti che le norme anti infortunistiche si applicano anche al proprietario dell’immobile se interferisce nella realizzazione dei lavori [3].

note

[1] D.lgs. 494/1996.

[2] Cass. sent. n. 36398/13. Cfr. anche Cass. sent. n. 14207 del 5.06.2013.

[3] Nel caso di specie, tuttavia, la Cassazione ha cassato la sentenza di merito di condanna, rinviando alla Corte di Appello, per non aver riscontrato gli aspetti di responsabilità richiesti dalla norma di legge (nulla faceva infatti supporre che i proprietari dell’appartamento avessero interferito nell’organizzazione del cantiere o nell’esecuzione dei lavori).


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