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Mediazione: il Ministero diffonde i dati certi sui procedimenti andati a buon fine

Pubblicato il 9 settembre 2013

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> Pubblicato il 9 settembre 2013

Meno della metà del 27% degli incontri di mediazione iscritti si è concluso con un accordo: il sistema della prima mediazione penalizzava eccessivamente il cittadino anche per via del sistema dei costi.

Il ministero della Giustizia ha reso noti i dati relativi ai procedimenti di mediazione fino alla sentenza della Corte Costituzionale che ha cancellato la mediazione 1.0.

Il numero totale dei procedimenti, in 18 mesi di vita dell’istituto, sono stati 210.000.

Provenienza dei procedimenti

– 83,5% materie obbligatorie

– 13,3% volontarie

– 2,9% invitate dal giudice

– 0,3% obbligatorie in forza di clausola contrattuale

Incontri effettivi di mediazione

– 27,0% convocato comparso

– 67,3% convocato non comparso

– 5,7% proponente rinunciante prima dell’esito

Accordi raggiunti su incontri effettivi con parti presenti

– 43,9% accordi raggiunti

– 56,1% accordi non raggiunti o raggiunti fuori del tavolo

(Fonte: ministero della Giustizia).

Solo il 20%, dunque, dei procedimenti di mediazione iscritti ha visto la partecipazione di tutte le parti coinvolte; invece, il 67% si è concluso con la constatazione della mancata partecipazione di una parte, senza che si sia svolta alcuna effettiva attività di mediazione (nel 6% dei casi il proponente ha rinunciato all’istanza prima dell’incontro).

Di quel (solo) 27% di procedimenti con tutti i contendenti comparsi di fronte al mediatore, meno della metà (il 44%) si sono conclusi con un accordo. Una cifra certamente non incoraggiante per il varo di un istituto che doveva cambiare il nostro sistema giudiziario.

Questo secondo dato però lascia presagire buoni margini di miglioramento se solo le parti saranno convinte dell’utilità della mediazione e si presenteranno agli incontri. Insomma, è auspicabile una diffusione di una diversa sensibilità nei confronti delle soluzioni consensuali.

Certo, il sistema dei costi della prima mediazione ha rappresentato il primo concreto ostacolo a una ragionevole partecipazione. Il Legislatore, lo ricordiamo, aveva accollato i costi del tentativo di mediazione a tutte le parti della controversia sulla base del valore della controversia, peraltro identificato ordinariamente dalla parte istante nella domanda.

Vi sono stati, quindi, molti incontri di mediazione nei quali le parti hanno dovuto corrispondere le indennità per poi constatare o l’assenza della controparte o la totale mancanza di interesse a proseguire il tentativo.


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