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Ricorso per fermo amministrativo illegittimo

24 Gennaio 2020
Ricorso per fermo amministrativo illegittimo

Impugnazione fermo auto: tutti i motivi di forma e di sostanza per cancellare le ganasce fiscali sulla cartella esattoriale.

Tra i poteri dell’agente della riscossione esattoriale – primo tra tutti, Agenzia delle Entrate Riscossione – vi è la possibilità di iscrivere il fermo amministrativo sull’auto del contribuente. Si tratta di una misura cautelare: non è cioè un pignoramento, né implica l’esproprio del mezzo, ma è soltanto uno strumento volto ad evitare che il bene si deprezzi o si rovini in attesa che il creditore valuti la possibilità di sottoporlo ad esecuzione forzata. Il fermo infatti implica il divieto di utilizzo del veicolo su cui è stato iscritto. Il più delle volte però il fermo si rivela misura sufficiente a costringere il debitore a pagare, sicché – per quanto ad esso strumentale – il pignoramento successivo non viene mai attuato. 

Presentare ricorso per fermo amministrativo illegittimo significa conoscere tutte le regole di procedura e di sostanza che regolano tale misura. Di tanto parleremo qui di seguito partendo proprio da una sintesi delle regole in vigore.

In cosa consiste il fermo amministrativo?

Il fermo amministrativo implica il divieto di circolare con il veicolo. Il divieto è “a tempo indeterminato”, ossia non ha una data di scadenza e permane fino a quando il debito non viene sanato o non viene presentato e vinto un ricorso per fermo amministrativo illegittimo.

In particolare il fermo perde efficacia quando:

  • il giudice o l’ente impositore annullano l’atto su cui il fermo si basa (la cartella di pagamento o accertamento immediatamente esecutivo dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps);
  • il contribuente versa le somme. In caso di integrale pagamento delle somme dovute e delle spese di notifica l’agente della riscossione emette un provvedimento di revoca del fermo inviandolo al contribuente;
  • in caso di impugnazione del fermo amministrativo illegittimo, viene annullato dal giudice.

Formalmente il fermo auto consiste in un’iscrizione al Pra (il pubblico registro automobilistico) eseguita direttamente dall’agente della riscossione dopo aver constatato lo stato di morosità del contribuente. 

In caso di utilizzo del bene sottoposto a fermo si applica la sanzione da 777 a 3.114 euro, salva l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode; è disposta, inoltre, la confisca del veicolo anche se tale misura non viene quasi mai applicata. 

Attenzione a distinguere il fermo amministrativo come misura cautelare conseguente all’omesso pagamento delle cartelle esattoriale dalla sanzione prevista dal Codice della strada per alcune violazioni come la guida senza assicurazione (leggi sul punto Fermo amministrativo: l’errore del fisco che spaventa i contribuenti).

Come funziona il fermo amministrativo?

Il fermo amministrativo viene iscritto su uno o più veicoli del contribuente quando questi risulta in mora. Si può trattare di auto, moto o autoscafi iscritti in pubblici registri.

Per iscrivere il fermo, l’esattore deve rispettare la sequela degli atti la cui notifica consente di avviare tale misura cautelare.

Innanzitutto deve essere stata notificata una cartella esattoriale e questa non deve essere stata impugnata dal contribuente e sospesa dal giudice. Naturalmente, a maggior ragione, è illegittimo il fermo amministrativo se la cartella è stata già oggetto di sgravio dell’ente titolare del credito o di annullamento da parte del magistrato.

La cartella poi deve essere divenuta definitiva: devono cioè essere decorsi 60 giorni dalla sua notifica senza che il contribuente abbia pagato, chiesto una rateazione o fatto ricorso. 

Infine, l’esattore deve notificare il preavviso di fermo almeno 30 giorni prima dell’iscrizione della misura cautelare, onde dare al contribuente la possibilità di pagare o di chiedere una rateazione. In ultima istanza, il contribuente potrebbe chiedere l’esclusione del fermo dai veicoli strumentali alla sua attività imprenditoriale o professionale (di tanto parleremo a breve).

Una volta inviato il preavviso, l’esattore non ha più altri obblighi verso il contribuente: non deve cioè anticipargli l’imminente iscrizione né l’iscrizione già avvenuta. 

Per quali debiti può essere iscritto il fermo amministrativo?

L’agente della riscossione può iscrivere il fermo per qualsiasi importo, non essendovi una soglia minima sotto la quale la misura è illegittima. Quindi, anche per un debito di poche centinaia di euro è possibile avviare il fermo. 

Tuttavia, in base ad alcune direttive interne, per debiti inferiori a 2.000 euro l’esattore dovrebbe iscrivere il fermo su un solo veicolo del debitore; per debiti di valore compreso tra 2.000 e 10.000 euro, su un massimo di 10 veicoli e, infine, per debiti di valore superiore a 10.000 euro, su tutti i veicoli del debitore.

Tali criteri non sono mai stati sanciti da una legge, sicché non potrebbero essere invocati dinanzi al giudice con un ricorso contro il fermo amministrativo illegittimo; tuttavia, anche secondo parte della giurisprudenza, la misura deve essere proporzionata al credito da tutelare. 

È stato così ritenuto illegittimo per manifesta sproporzione della tutela rispetto al credito vantato il provvedimento di preavviso di fermo che non motivi alcunché circa le condizioni soggettive del debitore e i rischi di possibile compromissione della garanzia creditoria in caso di mancata formazione dell’atto [1].

In altro caso, il fermo è stato annullato quando il contribuente, a prescindere dalla possibilità concreta di opporre la compensazione, vantava un credito maggiore del debito [2].

Ricorso contro il fermo amministrativo illegittimo

Prima di analizzare quali motivi di ricorso sollevare contro il fermo amministrativo, dobbiamo fare alcune premesse di carattere processuale e procedurale.

Quanto alla competenza a decidere sul fermo, questa spetta al giudice a cui andrebbe presentato il ricorso contro la relativa cartella esattoriale su cui si fonda il debito. Pertanto:

  • per fermo auto dovuto a sanzioni stradali (le comuni multe), bisogna ricorrere al Giudice di pace;
  • per fermo auto dovuto a imposte e tributi, bisogna ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale;
  • per fermo auto dovuto a contributi Inps e Inail, il ricorso va presentato al Tribunale ordinario, sezione Lavoro e Previdenza.

In caso di provvedimento di fermo per più crediti di natura diversa, il contribuente può proporre separati ricorsi innanzi ai giudici diversi: in Commissione Tributaria Provinciale per i crediti di natura tributaria e dinanzi al Giudice ordinario per quelli di diversa natura.

Il giudice adito potrà pronunciarsi solo sulla controversia che rientra nella propria giurisdizione, fatta salva, in tutti i casi di ritenuto difetto (totale o parziale) di giurisdizione, la rimessione della causa al giudice competente.

Non ci sono termini di decadenza entro cui far valere l’impugnazione se il motivo di ricorso è di sostanza, attiene cioè al diritto dell’esattore. Invece se si tratta di motivi di forma, il termine è di 20 giorni dall’atto irregolare. 

Si può ricorrere contro: 

  • il preavviso di fermo amministrativo 
  • il fermo vero e proprio per quanto questo non venga comunicato all’automobilista.

Il ricorso va proposto, nei modi ordinari, nei confronti dell’agente della riscossione, posto che l’atto è a questo riconducibile, ad eccezione del caso in cui si contesti l’omessa notifica dell’atto presupposto, motivo questo che può essere da proporre nei confronti dell’Agenzia delle Entrate (in caso di accertamento esecutivo) o dello stesso AdR (in caso di cartella di pagamento o di intimazione ad adempiere).

Motivi di ricorso contro il fermo amministrativo illegittimo

La violazione di una qualsiasi delle regole appena indicate consente di presentare un ricorso. Ecco i motivi tipici di ricorso contro fermo amministrativo illegittimo.

Mancata notifica della cartella esattoriale

Se la cartella non è mai stata notificata o è stata notificata a un indirizzo sbagliato, il fermo è illegittimo e si può presentare ricorso. Il contribuente può sollevare l’impugnazione già contro il preavviso di fermo o addirittura contro l’estratto di ruolo dal quale abbia rilevato la presenza di una cartella mai ricevuta; in questo modo anticiperà ed eviterà la misura. 

Mancata notifica del preavviso di fermo

Come detto, il preavviso di fermo è obbligatorio e va consegnato almeno 30 giorni prima dell’iscrizione della misura cautelare. Anche per un solo giorno di ritardo, il fermo è illegittimo e può essere impugnato.

Prescrizione del credito

Un tipico motivo di ricorso contro le cartelle esattoriali, e quindi anche contro il fermo, è la prescrizione del credito. Se sono decorsi i termini di legge senza che, nel frattempo, siano intervenuti atti interruttivi (ossia solleciti di pagamento, intimazioni di pagamento, precedenti preavvisi di fermo, ipoteche, pignoramenti), il fermo è illegittimo.

Di regola, il termine di prescrizione è di: 

  • 10 anni per le imposte dovute allo Stato (Iva, Irpef, Ires, Irap, imposta di registro, imposta catastale e ipotecaria, ecc.); 
  • 5 anni per le imposte dovute ad enti locali (Imu, Tari), per i contributi dovuti a Inps e Inail e per le sanzioni amministrative (come le multe stradali);
  • 3 anni per il bollo auto.

Assenza degli elementi essenziali del fermo

Il preavviso di fermo è illegittimo se omette uno degli elementi essenziali:

  • l’identificazione del bene o dei beni fermati (tipologia del bene e ad es. per i veicoli, marca, modello, targa);
  • il prospetto degli atti impositivi alla base dell’iscrizione;
  • le somme per le quali si procede;
  • il termine entro il quale si può proporre opposizione e l’autorità a cui proporla [3];
  • il responsabile del procedimento (ma l’omissione non sarebbe causa di nullità dell’atto [4]). 

Tali aspetti non sono indicati espressamente dalla legge ma si ricavano dalla disciplina sul preavviso di ipoteca.

Iscrizione del fermo su auto necessaria al lavoro

Il contribuente imprenditore o un professionista possono impedire l’iscrizione del fermo dimostrando che il veicolo è strumentale alla propria attività d’impresa o professionale (ad esempio, l’escavatore per un’impresa edile o l’autovettura per l’agente di commercio).

Si ritiene che la strumentalità debba essere valutata in base alle disposizioni delle imposte sui redditi, considerando tali (in via generale) quelli utilizzati e necessari per lo svolgimento dell’attività e regolarmente iscritti in contabilità.

L’auto utilizzata dal professionista nello svolgimento della proprià attività lavorativa non sempre può essere considerata strumentale quando l’attività è di natura prevalentemente intellettuale (come quella di un avvocato o un commercialista). Da qui è da considerarsi legittima l’iscrizione del fermo amministrativo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Tale è l’orientamento di diversi giudici tra cui la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia [5].

Secondo i giudici, il criterio della strumentalità ha carattere relativo, frutto di una valutazione avente ad oggetto le concrete condizioni di esercizio dell’attività svolta dal contribuente; nel caso specifico, trattandosi di un’attività professionale di natura strettamente intellettuale, a differenza di altri beni, l’autovettura ad uso promiscuo non è strettamente indispensabile alla professione. 

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI …

(oppure, per multe stradali, GIUDICE DI PACE DI…)

RICORSO EX D.LGS. 31 DICEMBRE 1992, N. 546 ART. 18

ISTANZA DI SOSPENSIONE ED ISTANZA DI PUBBLICA UDIENZA

Nell’interesse del Sig. …, nato a …, il …, residente in …, Via …, n. …, C.F. …, rappresentato e difeso, giusta procura speciale in calce al presente atto, dall’Avv. …, C.F. …, ed elettivamente domiciliato presso il suo studio sito in …, Via …, n. …, fax …, pec …

CONTRO

[indicare l’Agente della riscossione locale oppure Agenzia Entrate Riscossione, a seconda del soggetto che ha iscritto il fermo amministrativo]

per l’annullamento

del fermo di beni mobili registrati iscritto sul veicolo …, targato …, di proprietà del ricorrente, la cui comunicazione veniva notificata a quest’ultimo in data …

* * *

FATTO

– In data …, il Sig. … riceveva la notifica da parte dell’odierno resistente del preavviso di iscrizione del fermo di beni mobili registrati relativo al veicolo …, targato …, ad egli intestato, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 art. 86.

– Il predetto atto scaturiva dall’asserito omesso versamento, da parte del contribuente, delle somme richieste mediante la cartella di pagamento n. …, notificata in data … per un importo pari ad euro …, mai impugnata.

– La pretesa fiscale in questione si basava sul fatto che …, come sinteticamente riportato nella motivazione dello stesso.

– L’atto summenzionato è palesemente illegittimo per violazione di legge e per difetto di motivazione e, in quanto tale, deve essere annullato in sede contenziosa per i seguenti motivi di

DIRITTO

1) Illegittimità per violazione dell’art. … in quanto …

2) Illegittimità per difetto di motivazione in quanto …

Istanza di sospensione dell’atto impugnato ex D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 art. 47

Nell’interesse del ricorrente si formula istanza di sospensione dell’atto impugnato ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 art. 47 sussistendo pacificamente, nella fattispecie, i requisiti richiesti dalla predetta norma. La sussistenza del fumus boni iuris emerge, infatti, chiaramente dai vizi di illegittimità dell’atto impugnato, già esaustivamente esposti in precedenza, ai quali ci si richiama integralmente.

Parimenti sussistente deve dirsi il requisito del periculum in mora in quanto … come emerge da …

Istanza di discussione in pubblica udienza

Il ricorrente formula istanza affinché la controversia sia discussa in pubblica udienza, ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 art. 33 comma 1.

* * * *

Alla luce di quanto esposto, il sottoscritto difensore, nell’anzidetta sua qualità,

CONCLUDE

affinchél’Ill.ma Commissione Tributaria Provinciale adita Voglia, contrariis rejectis,

1) In via principale, previa sospensione ai sensi del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 art. 47, dichiarare illegittima l’iscrizione di fermo sul veicolo …, targato …, notificata in data … e, per l’effetto, condannare Equitalia … alla sua cancellazione, sostenendone le spese;

2) In via istruttoria, in forza dei poteri derivanti dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 art. 7, richiedere a … i seguenti dati (oppure) le seguenti informazioni (oppure) i seguenti chiarimenti … (oppure) richiedere, al fine di assumere elementi conoscitivi di particolare complessità consistenti in …, apposita relazione alla Guardia di Finanza (oppure) ad organi tecnici dell’Amministrazione statale (oppure) dell’Ente locale … (oppure) disporre, al fine di acquisire elementi conoscitivi di particolare complessità consistenti in … consulenza tecnica in ordine a …;

3) In ogni caso, con vittoria di spese ed onorari.

Si allega:

1. comunicazione di iscrizione di fermo notificata in data …;

2. …;

3. …

Si dichiara che il valore della presente controversia è pari ad euro … e che, pertanto, il contributo unificato ammonta ad euro …

PROPOSTA DI MEDIAZIONE EX ART. 17-BIS D.LGS. N. 546/1992 (da inserire se il valore della controversia non supera i ventimila euro)

Si comunica in ogni caso la propria disponibilità a valutare in contraddittorio la mediazione della controversia e si formula la seguente proposta …

Per l’eventuale invito al contraddittorio, le comunicazioni e le notificazioni relative al presente procedimento si indicano i seguenti recapiti:

– Avv. …; tel. … – fax … – pec: …

…., lì ….

(Avv. ….)

PROCURA SPECIALE

Il sottoscritto …, nato a …, il …, residente in …, Via …, n. …, delega l’Avvocato …, C.F. …, a sottoscrivere il presente atto, a rappresentarlo ed a difenderlo in ogni fase e grado del presente procedimento,anche d’appello e per Cassazione, come nel procedimento per ottemperanza e di esecuzione. Conferisce al predetto difensore ogni facoltà di legge. Dichiara altresì di aver ricevuto tutte le informazioni previste dal D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 art. 7 e 13 e presta il proprio consenso al trattamento dei dati personali per l’espletamento del mandato conferito.

Elegge domicilio presso il di lui studio, sito in …, Via …, n. …

…, lì …

firma …

E’ autentica

(Avv. …)

note

[1] CTR Lazio 1° febbraio 2013 n. 28. 

[2] CTR Sicilia 28 gennaio 2013 n. 37.

[3] Art. 3 c. 4 L. 241/90, Cass. 26 febbraio 2013 n. 4777.

[4] In senso contrario: CTP Reggio Emilia 14 novembre 2008 n. 272 e CTP Cosenza 19 marzo 2009 n. 253.

[5] CTP Reggio-Emilia, sent. n. 323.02.2019.


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