Frodi finanziarie all’Ue, stretta in arrivo

24 Gennaio 2020
Frodi finanziarie all’Ue, stretta in arrivo

Si intensifica la lotta contro i reati che ledono le finanze comunitarie: pene detentive aumentate e responsabilità estesa anche alle società.

Giro di vite del Governo sulle frodi finanziarie nell’Unione europea:  il Consiglio dei ministri di ieri sera ha approvato, in esame preliminare, un nuovo decreto legislativo di attuazione della direttiva europea [1] riguardante la lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell’Unione mediante il diritto penale.

Tra le novità, come apprende la nostra agenzia stampa Adnkronos dal comunicato del Governo, c’è la previsione di punire anche le ipotesi di delitto tentato (e non solo consumato) per i reati fiscali che presentano l’elemento della transnazionalità, se l’imposta IVA evasa non sia inferiore a 10 milioni di euro; si amplia il catalogo dei reati tributari per i quali è considerata responsabile anche la società ai sensi della normativa sulla responsabilità degli enti diversi dalle persone fisiche [2] includendovi ora i delitti di dichiarazione infedele, di omessa dichiarazione e di indebita compensazione.

E ancora, si estende la responsabilità delle società anche ai delitti di frode nelle pubbliche forniture, al reato di frode in agricoltura [3] e al reato di contrabbando, modulando la sanzione a seconda che il reato ecceda o meno la soglia di 100.000 euro. Infine, si è ampliato il panorama dei delitti contro la pubblica amministrazione di cui possono rispondere le società, includendovi il delitto di peculato e quello di abuso d’ufficio.

Per quanto riguarda gli altri settori del diritto penale si interviene su alcune fattispecie di corruzione, includendovi anche i casi in cui siano sottratti denaro o utilità al bilancio dell’Unione o ad altri suoi organismi, con danno superiore a 100mila euro con la pena massima aumentata fino a 4 anni di reclusione e si estende la punibilità a titolo di corruzione dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio di Stati non appartenenti all’Unione europea, quando i fatti ledono o pongono in pericolo gli interessi finanziari dell’Unione.


note

[1]  Direttiva UE n. 1371/2017 (detta direttiva PIF)

[2] D. Lgs. 8 giugno 2001, n. 231.

[3] Art. 2 Legge n. 898 del 1986.


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