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Stalking: quando è codice rosso?

19 Febbraio 2020 | Autore:
Stalking: quando è codice rosso?

Quando la denuncia per atti persecutori fa scattare la procedura d’urgenza del codice rosso? Violenza domestica e di genere: quale tutela?

Lo stalking è in assoluto uno dei delitti più denunciati alle autorità: da quando, nel 2009, questo reato è stato introdotto, sono state migliaia le persone che si sono rivolte alle forze dell’ordine per segnalare gli atti persecutori di cui sono vittime. Nel 2019 una riforma legislativa ha obbligato gli inquirenti ad accelerare i tempi delle indagini riguardanti questo reato: introducendo la procedura che va sotto il nome di codice rosso, la vittima del reato di stalking ora deve essere sentita entro tre giorni dalla denuncia direttamente dal magistrato del pubblico ministero. Si tratta di una riforma di cui si è parlato a lungo in tv e sui giornali; ciò che però è stato trascurato è che non sempre si applica questa procedura d’urgenza nel caso di atti persecutori.

Con questo articolo ti spiegherò quando lo stalking è da codice rosso, cioè in quali casi il magistrato del pubblico ministero è tenuto ad ascoltare la vittima e le autorità sono costrette a svolgere le indagini d’urgenza. Se ne vuoi sapere di più, prosegui nella lettura dei successivi paragrafi.

Stalking: cos’è?

Lo stalking consiste nel perseguitare una persona in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita [1]. La pena prevista è la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi.

Secondo la giurisprudenza [2], per realizzarsi il reato di atti persecutori (cioè, di stalking) è sufficiente che la condotta molesta si ripeta anche solo due volte: pertanto, saranno sufficienti anche solamente due episodi di pedinamento, di minacce o di qualsiasi altra condotta molesta per far integrare il delitto di stalking, purché ovviamente siano idonee a cagionare una delle conseguenze negative sopra viste (timore per la propria o altrui incolumità; perdurante stato di ansia o di paura; peggioramento delle abitudini di vita).

Codice rosso: cos’è?

Una legge del 2019 [3] ha introdotto una corsia preferenziale per le vittime di reati riconducibili alla violenza domestica o, comunque, alla violenza di genere.

In pratica, ogni volta che viene denunciato un reato riconducibile ai maltrattamenti in famiglia, allo stalking, alla violenza sessuale e, per estensione, a qualsiasi delitto commesso in famiglia, la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, deve immediatamente riferirne al pubblico ministero, anche in forma orale.

Il magistrato del pubblico ministero, entro tre giorni dall’iscrizione della notizia di reato, deve assumere informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato. Così facendo, il pubblico ministero potrà valutare fin da subito se sussistono gli estremi per chiedere al giudice l’emissione di una misura cautelare (tipo l’allontanamento da casa o il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima).

Il termine di tre giorni può essere prorogato solamente in presenza di imprescindibili esigenze di tutela di minori o della riservatezza delle indagini, pure nell’interesse della persona offesa.

In generale, poi, tutti gli atti d’indagine delegati dal pubblico ministero alla polizia giudiziaria devono avvenire senza ritardo.

Infine, il codice rosso per la violenza sulle donne introduce l’obbligo di formazione per le forze dell’ordine (polizia di Stato, carabinieri e polizia penitenziaria), attraverso la frequenza di corsi specifici, in modo tale da essere ancor più preparati nel caso in cui abbiano a che fare con i reati visti sopra.

Stalking: quando scatta il codice rosso?

Se fai una denuncia per stalking non è detto che la Procura della Repubblica proceda d’urgenza secondo i criteri del codice rosso. In altre parole, se sporgi querela perché ritieni di essere perseguitato da una persona, il p.m. potrebbe decidere di non sentirti entro tre giorni e, dunque, di non attivare la procedura che va sotto la denominazione di codice rosso.

Quando lo stalking fa scattare il codice rosso? Solamente quando i fatti denunciati riguardino illeciti che si inseriscano all’interno di un più ampio quadro di violenza domestica o di genere.

In altre parole, se gli atti dello stalker sono diretti contro una persona della propria famiglia o contro l’ex partner, oppure sono accompagnati da episodi di violenza e minaccia, allora potrà scattare il codice rosso, cioè la procedura d’urgenza. In caso contrario, la notizia di reato seguirà il normale percorso di qualsiasi altra denuncia.

Stalking: quando non è codice rosso?

Da quanto appena detto nel paragrafo precedente, possiamo desumere che una denuncia per stalking non fa scattare il codice rosso tutte le volte in cui la vittima sia perseguitata da persona con cui non ha avuto rapporti particolari, nonché quando lo stalking sia perpetrato attraverso mezzi telematici (ad esempio, Facebook o WhatsApp) o, comunque, a distanza (telefonate, lettere, ecc.).

In altre parole, quando non c’è una particolare urgenza di tutelare la vittima poiché non vive a stretto contatto col suo aguzzino e, dunque, non c’è bisogno di emettere alcuna misura cautelare (tipo l’obbligo di non frequentare i luoghi della vittima, ecc.), allora la Procura sarà libera di non seguire la procedura dettata dal cosiddetto codice rosso.


note

[1] Art. 612-bis cod. pen.

[2] Cass, sent. n. 6417/2010; Cass., sent. dell’8 maggio 2017.

[3] Legge n. 69 del 19 luglio 2019.

Autore immagine: Canva.com


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