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Banche senza cassieri? Non è sempre un male, dice Bankitalia

24 Gennaio 2020
Banche senza cassieri? Non è sempre un male, dice Bankitalia

Le tecnologie richiedono nuove figure professionali, ma anche i clienti traggono benefici dall’automazione dei processi, che guadagnano in qualità e in velocità.

Se quando vai in banca stai notando che si riducono sempre più i cassieri agli sportelli, in favore dei servizi automatizzati e digitali, dovresti guardare anche l’altra faccia della medaglia e considerare le nuove opportunità, di lavoro e di qualità dei servizi, che si aprono grazie a questo: il perché lo spiega alla nostra agenzia stampa Adnkronos Alessandra Perrazzelli, la vice direttrice generale della Banca d’Italia nella Lectio Magistralis all’Università di Genova intitolata ‘FinTech, rischi e opportunità per i giovani futuri manager bancari’

“Lo sfruttamento delle tecnologie più complesse per la digitalizzazione delle attività richiede nuove figure professionali. Cresce di importanza nelle banche il ruolo dei programmatori, dei sistemisti e degli ingegneri, essenziali per sviluppare e manutenere le infrastrutture digitali. Nel contempo, si modificano le competenze necessarie per l’offerta di servizi tradizionali, ad esempio per l’assistenza ai clienti che accedono al proprio conto corrente attraverso canali virtuali”.

Le nuove tecnologie, rileva Perrazzelli, “influenzano anche le modalità con cui le banche gestiscono sia i processi interni sia i rapporti con la clientela. Sotto il profilo dell’organizzazione delle risorse interne, il ricorso a strumenti telematici e l’utilizzo della robotica per l’esecuzione delle mansioni ripetitive (ad esempio l’acquisizione e la verifica delle informazioni connesse ad una richiesta di prestito) riduce significativamente i tempi di lavorazione delle pratiche, consentendo ai dipendenti di concentrarsi su operazioni più complesse che valorizzano l’interazione umana e l’apporto soggettivo nell’assunzione delle decisioni”.

L’adozione di tecnologie più avanzate all’interno della banca, aggiunge Perrazzelli, “può facilitare il rispetto degli obblighi di compliance e di controllo dei rischi operativi: ad esempio, l’applicazione di tecniche di analisi basate sull’intelligenza artificiale può agevolare l’identificazione di transazioni anomale per finalità di antiriciclaggio e potenziare l’attività di contrasto a frodi o minacce informatiche”.

Nei rapporti con i clienti, sottolinea, “viene automatizzato un numero sempre crescente di attività: dalla raccolta e archiviazione in cloud della documentazione, all’identificazione biometrica, fino ai servizi a maggiore valor aggiunto, come l’assistenza e la consulenza attraverso chatbox e robo-advisor sfruttando tecniche di elaborazione del linguaggio naturale”.

I benefici associati a queste tecnologie, spiega ancora, “si riflettono nella loro diffusione presso gli operatori. Secondo un’indagine della Banca d’Italia, le principali banche italiane hanno in produzione o in fase di studio progetti per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a fini di compliance. Resta, invece, limitato il numero di banche che ha in corso sperimentazioni per l’impiego di questa tecnologia nella selezione della clientela da affidare; i vantaggi che ne potrebbero derivare sono però significativi, soprattutto se le applicazioni vengono utilizzate per la valutazione di soggetti più opachi (come le start-up o le piccole imprese) e con ridotta storia creditizia”.


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