Euro falsi: ecco i più taroccati in circolazione

24 Gennaio 2020
Euro falsi: ecco i più taroccati in circolazione

Quali sono i tagli di banconote false più diffusi? Lo rivela in un’indagine la Bce, che spiega le regole per riconoscere se i biglietti sono autentici oppure no.

In rialzo il numero di banconote in euro false: i più taroccati sono i pezzi da 20 e 50 euro. Le due banconote, insieme, rappresentano infatti il 70% del totale dei falsi in circolazione: 34% quelle da 20 euro e 36,5% il taglio da 50 euro. Lo ha rivelato la Bce (Banca Centrale Europea) in un comunicato diramato dalla nostra agenzia stampa Adnkronos. Nella nota, la Bce fornisce anche le tre “regole d’oro” per non incappare nella moneta taroccata e farsi fregare : ‘toccare, guardare, muovere’.

La Bce fa sapere, nel dettaglio, che nella seconda metà del 2019 sono state ritirate dalla circolazione circa 308.000 banconote in euro false. È un numero in aumento del 22,7% rispetto alla prima metà del 2019 e del 17,6% rispetto alla seconda metà del 2018.

Nonostante ciò, per gli economisti dell’Eurotower le probabilità per ciascuno di noi di ricevere un esemplare falso sono in effetti molto scarse, poiché – spiegano  – il numero di falsi resta di gran lunga inferiore al totale dei biglietti autentici in circolazione, che sin dalla loro introduzione sono aumentati costantemente ad un ritmo più elevato di quello del Pil, il prodotto interno lordo che misura la ricchezza degli Stati europei e dunque il livello degli scambi monetari.

Circolano infatti all’incirca 24 miliardi di biglietti in euro per un valore totale prossimo a 1,3mila miliardi di euro. Quasi tutte le banconote falsificate (il 96,4%) sono state rinvenute in Paesi dell’area Euro; la quota rimanente proviene da Stati membri dell’Ue non appartenenti all’area dell’Euro (3%) e da altre regioni del mondo (0,6%).

Ma come si verifica l’autenticità delle banconote? La Bce fornisce le tre regole d’oro che abbiamo anticipato: ‘toccare, guardare, muovere’. Prima di esaminarle, bisogna premettere che è aumentato il numero di falsi di bassa qualità ritirati dalla circolazione. Questo rende più facile riconoscere le banconote false. Le falsificazioni più “tarocche” sono facilmente individuabili, poiché recano pessime imitazioni delle caratteristiche di sicurezza.

Così c’è un primo semplice metodo: se una banconota appare sospetta, può essere subito confrontata con un’altra di autenticità comprovata. “Se il sospetto di falsificazione trova quindi conferma, occorre contattare le forze dell’ordine o, a seconda della prassi vigente nel paese, la banca centrale nazionale oppure una banca commerciale o al dettaglio” si legge nella nota della comunicazione della Bce, sottolineando che l’Eurosistema sostiene le forze dell’ordine nella lotta alla falsificazione di valuta.

Le regole d’oro per riconoscere i falsi funzionano così:

  • toccare gli elementi in rilievo: le banconote autentiche hanno speciali tecniche di stampa che i falsi non hanno;
  • guardare la banconota in controluce: devono essere visibili la filigrana, il filo di sicurezza ed il numero in trasparenza. Nei biglietti falsi queste caratteristiche mancano, quindi l’esame li smaschera;
  • muovere la banconota: l’immagine dell’ologramma sul fronte della banconota autentica sarà cangiante, e sul retro, inclinandola leggermente, apparirà una striscia brillante sui tagli bassi o un numero, anch’esso brillante, sui tagli più elevati.

L’Eurosistema – osserva la Bce – ” svolge varie attività di comunicazione per aiutare i cittadini a riconoscere le falsificazioni e per assistere le categorie professionali che operano con il contante, affinché le apparecchiature di selezione, verifica e accettazione delle banconote siano in grado di individuare e trattenere i falsi in maniera affidabile. L’Eurosistema ha il dovere di salvaguardare l’integrità dei biglietti in euro e di continuare a perfezionare la tecnologia delle banconote. La seconda serie di banconote in euro, la serie Europa, è ancora più sicura e contribuisce pertanto a preservare la fiducia dei cittadini nella loro moneta”.



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