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IVA per cassa: cos’è e quando la fattura si considera pagata

11 settembre 2013


IVA per cassa: cos’è e quando la fattura si considera pagata

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 settembre 2013



Il nuovo regime dell’Iva per cassa: quando si applica, chi può aderire, quando si considera pagata la fattura.

Grazie al sistema dell’Iva per cassa, professionisti e imprese sono tenuti a versare l’IVA solo al pagamento della fattura da parte del cliente: si ha così il vantaggio di non essere costretti ad anticipare il versamento dell’imposta in caso di mancata o ritardata corresponsione delle somme dovute. Il che mette in salvo, almeno per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto, dalle eventuali morosità dei propri clienti.

Questo vale sia per le operazioni attive (incassi) che passive (pagamenti).

L’imposta, però, diventa comunque esigibile trascorso 1 anno dall’emissione della fattura.

In altre parole, per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate, l’Iva diviene esigibile al momento del pagamento dei corrispettivi e, comunque, trascorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione.

Dall’altra parte, il diritto alla detrazione dell’Iva relativa agli acquisti di beni e di servizi, è esercitabile a partire dal momento in cui i relativi corrispettivi sono pagati, o comunque decorso un anno dal momento in cui l’imposta diviene esigibile secondo le regole ordinarie e alle condizioni esistenti in tale momento.

Chi può aderire

Possono aderire professionisti e imprese, ma solo relativamente alle operazioni effettuate nei confronti di altri professionisti e imprese. Pertanto, le operazioni nei confronti di privati non vengono prese in considerazione.

Requisito essenziale è che il fatturato dell’anno precedente (o quello che si prevede di realizzare in caso di inizio attività) deve essere di massimo 2 milioni di euro.

Quando si aderisce

Chi vi aderisce inoltre detrae l’IVA solo quando ha già provveduto ad effettuare i relativi pagamenti. L’imposta, però, diventa comunque esigibile trascorso 1 anno dall’emissione della fattura.

Per aderire all’Iva per cassa è sufficiente il comportamento concludente, ma l’opzione va comunicata nella dichiarazione Iva relativa all’anno in cui la scelta è esercitata.

In altre parole, se vengono emesse fatture secondo le regole del nuovo regime la scelta si intende esercitata (comportamento concludente).

In quale momento la fattura si considera pagata?

– per i pagamenti in contante conta il momento in cui viene materialmente consegnato il denaro;

– per quelli con bonifico o Rid conta il momento dell’effettiva disponibilità delle somme, a prescindere da quando il creditore ne prende conoscenza personale.

Nel caso in cui per il contribuente non sia possibile accedere ai movimenti bancari in tempo reale mediante sistemi di home banking, sarà necessario richiedere che tutti gli incassi siano comunicati tempestivamente entro e non oltre la cosiddetta “data disponibile”, in modo da poter adempiere correttamente gli obblighi di liquidazione dell’imposta.

Operazioni attive escluse:

Sono escluse dall’IVA per Cassa:

– le operazioni effettuate dai soggetti nell’ambito di regimi speciali IVA (ad es. produttori agricoli, agenzie di viaggio, etc..);

le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di privati;

– le operazioni effettuate nei confronti dei soggetti che assolvono l’IVA mediante il meccanismo dell’inversione contabile;

– le operazioni nei confronti dello Stato o di Enti pubblici, Unità Sanitarie Locali, delle Camere di commercio, ecc., già soggette ad esigibilità differita.

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