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Busta paga agricoltura

18 Febbraio 2020
Busta paga agricoltura

Nel corso degli anni, le campagne hanno subito un progressivo spopolamento, ma oggi molte persone riscoprono il lavoro agricolo.

L’Italia è un paese che ha sempre avuto un’importante tradizione agricola ma, nel corso del secolo scorso, al pari di quanto è accaduto in tutto il mondo industrializzato, la forza lavoro si è spostata dalle campagne alle città. Nonostante questo, oggi, in Italia l’agricoltura può contare sempre su un numero importante di addetti. Ma come si calcola la busta paga in agricoltura? In linea generale, la busta paga relativa ai lavoratori agricoli non differisce da quella di un qualsiasi lavoratore subordinato.

Ovviamente, per calcolare la retribuzione spettante ai lavoratori agricoli, occorre partire dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore agricolo che costituisce il punto di riferimento non solo per determinare la retribuzione minima spettante ai dipendenti di questo settore ma anche per calcolare altre voci retributive che, comunque, hanno un impatto sulla busta paga.

Cos’è il lavoro agricolo?

Tradizionalmente, i settori economici sono distinti in tre grandi aree:

  • agricoltura o settore primario;
  • industria o settore secondario;
  • servizi o settore terziario.

Nel corso degli anni, la distribuzione della forza lavoro nei tre settori è andata progressivamente mutando. Fino agli inizi del Novecento il settore primario occupava la maggior parte della forza lavoro complessiva.

Successivamente, la manodopera si è spostata in massa verso l’industria e oggi a farla da padrone è il settore terziario. Molto ha contributo, a determinare questi cambiamenti, l’introduzione della tecnologia nei processi di lavoro, sia in agricoltura che nell’industria. Nonostante questo continuo calo di addetti, oggi l’agricoltura in Italia continua ad essere un settore fondamentale, con migliaia di addetti.

Il lavoro agricolo è caratterizzato dallo svolgimento di mansioni legate ai cicli della terra, del bestiame o delle attività connesse alle foreste.

Il numero di addetti al lavoro agricolo si è ridotto nel tempo anche perchè, oggi, esistono macchinari agricoli che sostituiscono il lavoro che, in passato, facevano decine di persone.

Tuttavia, la macchinizzazione dell’agricoltura non ha sostituito interamente l’uomo.

Lavoro agricolo: i principali profili professionali

Le principali figure professionali che caratterizzano il lavoro agricolo sono le seguenti:

  • agricoltori e operai agricoli specializzati;
  • agricoltori e operai agricoli specializzati  in coltivazioni legnose agrarie, alberi da frutta e da legno, vite, olivo ed altre produzioni legnose destinate all’alimentazione o alla trasformazione e alla produzione industriale;
  • agricoltori e operai agricoli specializzati di giardini e vivai, di coltivazioni di in serre e in tutte le stagioni i fiori, piante destinate alle coltivazioni agricole, piante ornamentali e cura di aree verdi, aiuole in parchi e giardini; coltivano in serre e in orti stabili o protetti ortaggi e prodotti agricoli fuori stagione destinati al consumo alimentare (florovivaisti);
  • agricoltori e operai agricoli specializzati di colture miste (legnose, vivaistiche, terricole, ortive);
  • allevatori e operai specializzati della zootecnia (che si suddividono in allevatori specializzati degli allevamenti di bovini, equini, ovini, caprini, suini; allevatori e operai specializzati degli allevamenti avicoli; allevatore di bestiame misto; allevatori e operai specializzati degli allevamenti di insetti e molluschi e di altri animali da carne e di animali da pelliccia);
  • operai forestali specializzati;
  • pescatori e cacciatori.

Esiste, dunque, una vasta gamma di professioni connesse ai ritmi della terra, delle coltivazioni, delle attività silvo-pastorali e delle attività di pesca e venatoria.

Lavoro agricolo: le condizioni di impiego

Chiarito cosa si intende per lavoro agricolo e quali sono le figure professionali prevalenti in questo settore, vediamo quali sono le condizioni di impiego con le quali vengono assunti i lavoratori del settore primario e quali retribuzioni spettano ai lavoratori agricoli.

Per determinare la busta paga in agricoltura occorre fare riferimento, oltre che alla legge, al contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti [1].

Come in un qualsiasi rapporto di lavoro subordinato, l’assunzione del lavoratore agricolo può avvenire con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o, rispettando le condizioni di legge, a tempo determinato.

Le aziende agricole, al pari di tutte le altre, devono rispettare gli obblighi di comunicazione obbligatoria di assunzione previsti dalla legge.

Il contratto individuale di lavoro tra azienda agricola e lavoratore agricolo può prevedere un iniziale periodo di prova di durata pari a:

  • 26 giorni lavorativi per gli operai classificati nell’area prima;
  • 20 giorni lavorativi per gli operai classificati nell’area seconda;
  • 14 giorni lavorativi per gli operai classificati nell’area terza.

La prova, come in tutti i contratti, serve a permettere ad entrambi le parti di valutare l’interesse ad instaurare un definitivo rapporto di lavoro.

Il Ccnl di settore prevede che l’orario di lavoro normale settimanale dei lavoratori agricoli sia pari a 39 ore settimanali pari a 6,30 ore giornaliere su 6 giorni.

Il Ccnl prevede il cosiddetto orario multiperiodale, ossia, la possibilità di calcolare il predetto orario medio settimanale non di settimana in settimana ma come media nell’arco di un anno.

Adottando tale soluzione, dunque, possono esserci delle settimane in cui il lavoratore agricolo lavora più delle 39 ore di lavoro ordinario e delle settimane in cui lavora meno purchè la media complessiva sia pari a 39 ore di lavoro a settimana.

In questo modo, le ore di straordinario scattano solo se, nell’intero periodo nel quale è stata calcolata la media, emerge un orario settimanale superiore a 39 ore.

Gli operai agricoli e florovivaisti hanno diritto a 26 giorni di ferie oltre a 200 ore annue di permesso retribuito per partecipare a corsi di formazione e qualificazione professionale.

Per quanto concerne le maggiorazioni della retribuzione, il Ccnl di settore prevede le seguenti percentuali:

  • lavoro straordinario: 25%;
  • lavoro festivo: 35%;
  • lavoro notturno: 40%;
  • lavoro straordinario festivo: 40%;
  • lavoro festivo notturno: 45%.

Ne consegue che le ore di lavoro prestate in straordiario, festivo, notturno, straordinario festivo o festivo notturno saranno compensate con la ordinaria retribuzione oraria maggiorata delle anzidette percentuali di incremento.

Busta paga agricoltura

Passando ora alla parte retributiva e, cioè, a comprendere quanto si guadagna in agricoltura, occorre premettere che, al pari di qualsiasi datore di lavoro, le aziende agricole devono consegnare, all’atto della corresponsione dello stipendio mensile, al lavoratore la busta paga che deve contenere tutti gli elementi indicati dalla legge [2].

La consegna della busta paga oggi avviene in tanti modi diversi, a seconda del grado di innovazione tecnologica adottata dal datore di lavoro.

Alla tradizionale consegna a mano del prospetto paga cartaceo, oggi, infatti, si affiancano anche:

  • la consegna della busta paga tramite pec, a condizione che il lavoratore sia dotato di un indirizzo di posta elettronica certificata;
  • la consegna della busta paga tramite mail ordinaria;
  • la consegna della busta paga tramite lettera e/o raccomandata postale;
  • il caricamento della busta paga in formato pdf in un’area riservata della rete intranet aziendale alla quale il lavoratore può accedere con le sue credenziali.

Come si calcola la busta paga del lavoratore agricolo?

Il Ccnl prevede che la retribuzione dei lavoratori agricoli si componga dei seguenti elementi:

  • salario contrattuale, definito dai contratti provinciali;
  • generi in natura o valore corrispettivo;
  • terzo elemento per gli operai a tempo determinato.

Sono dunque i contratti provinciali a stabilire, nella singola provincia di riferimento, il salario contrattuale spettante agli operai agricoli e florovivaisti.

In ogni caso, il Ccnl rinnovato il 19 giugno 2018 ha disposto i seguenti aumenti dei minimi salariali:

  • a decorrere dal 1° luglio 2018: aumento dell’1,7%;
  • a decorrere dal 1° aprile 2019: aumento dell’1,2%.

Il Ccnl, anche se sono i contratti provinciali a fissare il salario contrattuale, fissa comunque i minimi salariali di area che devono essere rispettati su tutto il territorio nazionale.

I minimi salariali vigenti (mensili) per gli operai agricoli sono i seguenti:

  1. Area 1: € 1.286,25;
  2. Area 2: € 1.173,26;
  3. Area 3: € 874,65.

I minimi salariali vigenti (orari) per gli operai florovivaisti sono i seguenti:

  1. Area 1: € 7,79;
  2. Area 2: € 7,14;
  3. Area 3: € 6,71.

Il Ccnl di settore prevede che agli operai agricoli a tempo indeterminato spettino anche le mensilità aggiuntive e, in particolare:

  • la tredicesima mensilità, che deve essere erogata alla fine dell’anno;
  • la quattordicesima mensilità, che deve essere erogata al 30 aprile di ogni anno.

La fedeltà del lavoratore agricolo che resta, per un certo periodo, al servizio dell’impresa viene premiata, come avviene nella gran parte dei contratti collettivi, con la previsione degli scatti di anzianità.

In particolare, il Ccnl di settore prevede i seguenti scatti di anzianità, che maturano, per un massimo di cinque volte, dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il lavoratore compie il biennio di servizio:

  • operai comuni: € 9,89;
  • operai qualificati: € 11,36;
  • operai qualificati super: € 11,93;
  • operai specializzati: € 12,50;
  • operai specializzati super: € 12,78.

Inoltre, il Ccnl prevede la costituzione di un fondo di previdenza complementare di settore al quale le parti devono contribuire per i seguenti importi:

  • 1% da calcolare sulla retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr a carico del datore di lavoro;
  • 1% da calcolare sulla retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr a carico del lavoratore.

Al pari di ogni datore di lavoro, l’azienda agricola provvederà, nella busta paga, a calcolare le tasse ed i contributi che il lavoratore deve pagare e a trattenerli dallo stipendio lordo, determinando quindi il netto in busta del mese.


note

[1] Ccnl per gli operai agricoli e florovivaisti, 19.06.2018.

[2] L. 4/1953.


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