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A quali concorsi si può accedere con la laurea in scienze politiche?

27 Gennaio 2020 | Autore:
A quali concorsi si può accedere con la laurea in scienze politiche?

La laurea in scienze politiche offre opportunità lavorative differenti come la carriera diplomatica e nelle organizzazioni internazionali, l’impiego nella Pubblica Amministrazione, nelle imprese private, nelle banche e negli istituti assicurativi. 

Per molti giovani, la scelta del percorso universitario da intraprendere dopo la maturità è spesso accompagnata da notti insonni, ricerche su internet, discussioni con i genitori, incertezze e ripensamenti.

La grande offerta che, oggi, il mondo universitario mette a disposizione, contribuisce a disorientare e a creare confusione negli indecisi. Perciò, pochi si iscrivono all’università con le idee chiare, sicuri di avere optato per la facoltà che più si addice alle proprie inclinazioni e aspirazioni lavorative.

In generale, va detto che accanto a corsi di laurea che si stanno affermando negli ultimi anni, soprattutto legati al mondo dell’informatica e delle nuove tecnologie, se ne trovano altri mai passati di moda, come ad esempio medicina, giurisprudenza, ingegneria e scienze politiche. Per quanto riguarda quest’ultimo, i piani di studio proposti dalle università italiane si sono molto aggiornati, considerati i tanti cambiamenti sociali e politici degli ultimi tempi.

Ma a quali concorsi si può accedere con la laurea in scienze politiche? In altre parole, quali opportunità lavorative e di carriera ci sono per coloro che conseguono tale diploma di laurea? Esaminiamo insieme l’argomento.

Di cosa si occupa il corso di laurea in scienze politiche

Il corso di laurea in scienze politiche non si occupa solo dello studio della scienza della politica in senso stretto, ma attiene anche allo studio della pubblica amministrazione, delle relazioni internazionali, dell’economica e della sociologia.

Rappresenta, quindi, una sorta di mix tra più percorsi universitari come:

  • giurisprudenza, per quanto riguarda la parte che attiene alla conoscenza del diritto italiano ed internazionale;
  • scienze economiche, per l’ambito più propriamente economico-finanziario;
  • lingue straniere, in particolare per quanto concerne l’apprendimento dell’inglese;
  • materie umanistiche diverse come sociologia e storia.

Come si accede al corso di laurea in scienze politiche

Per accedere al corso di laurea in scienze politiche bisogna essere in possesso di un qualsiasi diploma di scuola superiore.

Normalmente, le facoltà di scienze politiche non sono a numero chiuso. Tuttavia, alcune università prevedono dei test di ingresso, che servono a valutare la preparazione degli aspiranti studenti al fine di colmarne eventuali lacune con corsi di recupero.

Come è articolato il corso di laurea in scienze politiche

Ogni università dove è presente una facoltà di scienze politiche propone un proprio percorso formativo con offerte disciplinari differenti.

Tuttavia, si possono distinguere due aree principali:

  • materie storico-economiche ed internazionalistiche, consigliate soprattutto a chi intende indirizzarsi verso la carriera diplomatica o le organizzazioni internazionali o per intraprendere la professione giornalistica;
  • materie giuridico-economiche, che vanno scelte da coloro che intendono inserirsi soprattutto nella Pubblica Amministrazione.

Il corso di studi per la laurea in scienze politiche, di solito, prevede:

  1. un percorso formativo triennale, alla fine del quale si consegue la laurea di primo livello;
  2. un ulteriore percorso formativo, concluso il quale si consegue la laurea magistrale.

Non esistono più corsi a ciclo unico.

Quali sono i diversi indirizzi del corso di laurea in scienze politiche

Molte facoltà hanno suddiviso il corso di laurea in scienze politiche in diversi indirizzi; i principali sono:

  • politico-amministrativo;
  • politico-economico;
  • politico-internazionale;
  • storico-politico;
  • politico-sociale.

In cosa consistono gli indirizzi previsti per la laurea in scienze politiche

L’indirizzo politico-amministrativo cura soprattutto l’aspetto giuridico-economico e si adatta in particolare a chi desidera operare nella Pubblica Amministrazione.

L’indirizzo politico-internazionale approfondisce lo studio dei rapporti internazionali. Pertanto, è consigliato a chi intende fare carriera negli organismi internazionali e, in genere, nel settore delle relazioni internazionali.

L’indirizzo politico-economico è improntato allo studio della macroeconomia e della programmazione. Solitamente, viene scelto da chi vuole operare nel mondo economico nazionale ed internazionale, nelle aziende pubbliche, nelle banche, ecc.

L’indirizzo storico-politico è adatto per acquisire la preparazione necessaria per operare nella vita politica, nei sindacati, nei partiti.

Infine, l’indirizzo politico-sociale si occupa in particolare dell’aspetto sociologico dei fenomeni politici, preparando all’inserimento come operatore sociale nei vari uffici di rilevazione socio-politica e nei settori di intervento pubblico sul territorio.

Le materie comuni al corso di laurea in scienze politiche

Le materie comuni ai diversi corsi di laurea in scienze politiche, quelle cioè che vanno comunque studiate indipendentemente dall’indirizzo scelto, sono:

  • diritto pubblico;
  • diritto privato;
  • economia aziendale e/o politica;
  • inglese;
  • sociologia;
  • storia moderna e contemporanea;
  • storia della politica;
  • comunicazione politica;
  • statistica.

La differenza tra corsi, quindi, è data dalle materie facoltative od integrative, proposte dalle diverse università, la cui scelta è rimessa agli studenti.

In cosa consiste il corso di laurea in scienze politiche in inglese

Soprattutto per coloro che decidono di iscriversi alla facoltà di scienze politiche con indirizzo politico-internazionale, la conoscenza della lingua inglese è fondamentale. Proprio per questo, diverse università italiane hanno attivato corsi di laurea in scienze politiche in inglese. In tal caso, i docenti tengono lezioni solo in inglese così come gli studenti sostengono gli esami esclusivamente in inglese. Allo stesso modo, il materiale didattico e i libri sono in inglese.

A quali concorsi si può accedere con la laurea in scienze politiche

I laureati in scienze politiche possono accedere a diversi concorsi pubblici ad iniziare da quelli a cattedra per l’insegnamento negli istituti superiori.

In generale, le classi di concorso alle quali possono partecipare sono:

  • A-18 Filosofia e Scienze Umane;
  • A-46 Scienze giuridico-economiche;
  • A-65 Teorie e tecniche della comunicazione.

Va comunque precisato che non tutte le lauree in scienze politiche consentono l’accesso a dette classi di concorso. Ogni laureato deve, infatti, verificare la corrispondenza del proprio piano studi triennale e magistrale con i requisiti richiesti per ciascuna classe, dalla tabella A appositamente predisposta dal Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’università e della Ricerca). Oltre al titolo, quindi, bisogna fare riferimento alla tipologia degli insegnamenti scelti nel proprio percorso accademico.

Pertanto, chi non dovesse essere in possesso di tutti i requisiti richiesti per la classe di concorso alla quale intende partecipare, può iscriversi ai corsi universitari previsti per aggiungere al proprio piano di studio le attività formative mancanti.

I laureati in scienze politiche possono anche partecipare ai bandi indetti dalle università per i posti di ricercatore e di docente.

Vi sono poi, dei concorsi ai quali i laureati in scienze politiche possono accedere in considerazione dell’indirizzo specialistico prescelto.

Indirizzo politico-amministrativo e politico-economico

I laureati con indirizzo politico-amministrativo e politico-economico possono partecipare ai concorsi pubblici indetti nella Pubblica Amministrazione.

In particolare possono accedere ai concorsi banditi dai ministeri, dagli enti pubblici economici, dagli organi costituzionali, dagli enti territoriali (Regioni, Comuni, Province), dagli enti istituzionali (ad esempio, università e Camere di commercio), dalle aziende sanitarie.

Possono altresì, partecipare ai concorsi indetti dalle banche per funzionari (in primis la Banca d’Italia).

Indirizzo politico-internazionale

I laureati con indirizzo politico-internazionale possono partecipare ai concorsi banditi presso le grandi organizzazioni internazionali tra cui:

  • Unione Europea;
  • Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite);
  • Ilo (International labour organitazion);
  • Fao (Food and agriculture organitazion of the United Nation);
  • Unesco;
  • Ocse (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa).

Per saperne di più sui concorsi banditi dall’Onu, si può consultare il sito italiano dell’organizzazione, mentre per quelli banditi dall’UE basta collegarsi al sito (http://europa.eu.int/en/comm/dg09/career/it/cover.htm).

Per intraprendere la carriera diplomatica, invece, bisogna partecipare al concorso per “volontario” indetto dal ministero degli Affari Esteri (www.esteri.it/opportu/concorsi/indexconc.htm), che prevede prove assai difficili e selettive.

Quali sono gli altri sbocchi occupazionali

La laurea in scienze politiche offre anche altri sbocchi professionali:

  • nell’ambito della comunicazione, occupandosi di informazione politica o economica sui giornali, in televisione, su internet, negli uffici stampa. Altrettante possibilità di impiego si possono trovare presso case editrici in qualità di traduttore o redattore;
  • svolgendo attività da consulente fiscale, consulente del lavoro, esperto in materia sindacale o tributaria anche per aziende ed enti pubblici, come libero professionista o dipendente;
  • dedicandosi alla carriera politica;
  • svolgendo l’attività di ricerca applicata negli uffici di programmazione e negli istituti – pubblici o di imprese private – preposti alle rilevazioni socio-politiche;
  • lavorando negli uffici del personale e negli uffici di pubbliche relazioni di enti privati e pubblici o negli istituti per sondaggi di opinione e ricerche di mercato.

Infine, i laureati in scienze politiche possono accedere all’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore commercialista nonché all’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente del lavoro.


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