HOME Articoli

Lo sai che? Quanto dura l’ipoteca? Scade o dura in eterno?

Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 10 settembre 2013

L’ipoteca non toglie il possesso dell’immobile e non dura per sempre, ma può essere rinnovata o re-iscritta dopo vent’anni.

 

Se vi hanno iscritto ipoteca su un immobile non dovete temere che questa rimanga in eterno. Dopo un po’ di tempo (molto tempo) le ipoteche “muoiono” da sole, se non vengono rinnovate.

Per comprendere cos’è un’ipoteca e quanto tempo “durano”, vi invitiamo dunque a leggere questo breve e pratico articolo.

Cos’è davvero l’ipoteca?

Contrariamente a quanto spesso si crede, l’ipoteca non è un’espropriazione dell’immobile; infatti, non è con l’iscrizione dell’ipoteca che viene avviata un’esecuzione forzata e la casa viene messa all’asta.

L’ipoteca è solo una causa legittima di prelazione: essa cioè consente al creditore che l’ha iscritta, qualora egli o altri creditori decidano di procedere alla vendita del bene ipotecato (e dunque sempre “se” ciò avviene – ma non è detto) di essere preferito, rispetto a tutti gli altri creditori, nella distribuzione del denaro ricavato dalla vendita medesima.

Dunque, l’ipoteca è un diritto costituito su un immobile (o su un bene mobile registrato) a garanzia di un credito: il creditore che la iscrive ha il potere di espropriare il bene (se lo vuole fare, ma non è obbligato a farlo).

Ciò vuol dire due cose:

a) che un bene può essere ipotecato senza essere necessariamente messo all’asta;

b) che l’ipoteca non toglie al proprietario la proprietà o il possesso dell’immobile, ma “vincola” il bene a garanzia del debito. Il creditore potrà, infatti, soddisfarsi sull’immobile anche se questo verrà ceduto o venduto ad altri soggetti (gli avvocati lo chiamano diritto di seguito: il diritto di garanzia “segue” il bene).

Quanto dura l’ipoteca?

L’ipoteca si costituisce tramite iscrizione nei pubblici registri immobiliari e la sua efficacia dura 20 anni dalla data di iscrizione. Dopo questo tempo, l’ipoteca “spira” e il bene torna libero.

È tuttavia facoltà, per il creditore, rinnovare l’iscrizione dell’ipoteca.

a) Se la rinnovazione avviene prima della scadenza del termine, la stessa ipoteca continuerà a produrre effetti, senza interruzione, per altri vent’anni.

b) Se, invece, la rinnovazione avviene dopo la scadenza dei primi vent’anni, la precedente ipoteca si estingue e se ne costituisce una nuova che produce effetti a far data dalla seconda iscrizione.

Tuttavia, se prima della nuova iscrizione l’immobile è stato acquistato da terzi e questi hanno già trascritto il titolo di acquisto (per es. l’atto di compravendita, la donazione, ecc.), la nuova ipoteca non ha effetto nei loro confronti.

Quando ci sono più ipoteche

Su uno stesso bene possono esistere più ipoteche iscritte da creditori diversi: in questo caso ogni ipoteca ha un suo grado progressivo e i creditori vengono soddisfatti secondo l’ordine di iscrizione (ipoteca di primo grado, secondo grado, terzo ecc.).

Se sullo stesso bene ci sono più ipoteche, si chiameranno – a seconda dell’ordine di iscrizione – “ipoteca di primo grado”, “ipoteca di secondo grado”, e via via decrescendo.

Se viene meno la prima ipoteca, l’ipoteca di “secondo grado” diventa di primo grado e così per le altre.

Questo vuol dire che, in presenza di più ipoteche, pagare solo uno dei creditori ipotecari non servirà a liberare l’immobile dai pesi.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Anche se l’ipoteca non era fatta a garanzia di mutuo o finanziamento bancario, ma fra debitore e creditore, che magari hanno confermato il saldo soddisfatto con dichiarazione controfirmata su carta semplice, con l’estinzione dopo 20 anni dovrebbe bastare la richiesta di cancellazione automatica e gratuita all’Agenzia delle Entrate da parte dell’ex debitore, senza la ricerca del consenso dell’ex creditore o dei suoi eredi, magari introvabili, davanti al notaio. Per l’equità comparativa, si eviterebbero spese notevoli per questa inutilmente assurda operazione.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI