Processi a tempo, arriva il no dei magistrati

25 Gennaio 2020
Processi a tempo, arriva il no dei magistrati

L’Anm contro la proposta di riforma del ministro Bonafede che vuole introdurre tempi scanditi per predeterminare la durata dei processi. 

”L’idea di programmare tempi rigidi per la durata dei processi è utopistico, è totalmente fuori dalla realtà”, aveva detto recentemente il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Luca Poniz ai microfoni di Radio anch’io, commentando quanto circolato sulle norme contenute nella bozza del disegno di legge di riforma del processo penale discussa dal Governo nel vertice di maggioranza sulla giustizia.

Oggi sulla vicenda interviene anche il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Giuliano Caputo, che – per come ci informa l’agenzia stampa Adnkronos che sta seguendo i lavori in corso del comitato direttivo centrale – ha detto “C’è una sorta di messa in mora, del tutto sganciata dalla realtà, che mette a rischio anche la tutela dei diritti. La durata dei processi dipende anche dallo scrupolo dell’accertamento dei fatti”.

Riferendosi all’ipotesi di tempi predeterminati per i processi contenuta nella proposta di riforma del ministro della Giustizia, ha precisato che “Nella posizione dell’Anm sulla prescrizione non c’è nulla di corporativo ma “diciamo no a una contropartita con tempi strozzati dei processi o con sanzioni disciplinari per i magistrati”. Ed ha anche sottolineato che “Lo diremo chiaramente al ministro”, riferendosi all’incontro previsto la prossima settimana, e su questo ”siamo pronti a dare una risposta incisiva”.

Infatti è previsto il prossimo mercoledì, 29 gennaio, un incontro tra i vertici dell’Associazione nazionale magistrati il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, che nelle ipotesi della riforma del processo penale aveva ipotizzato di “Chiedere conto ai magistrati che sforano i tempi in appello: se si creano le condizioni perché tutti siano in grado di rispettare i tempi si può chiedere che i magistrati lavorino in tempi definiti“, ha spiegato il ministro, sottolineando che uno dei punti chiave della riforma è proprio “accelerare i tempi del processo penale” aggiungendo che tra le forze politiche “numerose sono le convergenze sulle misure per abbreviare i tempi. Rimangono alcune distanze sulla prescrizione“.



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